{"id":22557,"date":"2017-07-12T09:13:54","date_gmt":"2017-07-12T07:13:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/?p=22557"},"modified":"2017-07-12T09:13:54","modified_gmt":"2017-07-12T07:13:54","slug":"international-property-rights-index-2017-da-competere-i-risultati-dellindagine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/2017\/07\/12\/international-property-rights-index-2017-da-competere-i-risultati-dellindagine\/","title":{"rendered":"International Property Rights Index 2017: da Competere i risultati dell\u2019indagine"},"content":{"rendered":"<p><em>Roma, 11 luglio 2017<\/em> \u2013 <strong>I paesi che pi\u00f9 tutelano la propriet\u00e0 sono anche quelli che crescono pi\u00f9 stabilmente, sono pi\u00f9 competitivi e producono maggiore innovazione. Questo il risultato dell\u2019edizione 2017 dell\u2019International Property Rights Index <\/strong>(IPRI), presentata oggi da Competere.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Promossa dalla Property Rights Alliance, che raccoglie attorno a s\u00e9 organizzazioni e think tanks operanti in tutto il mondo a favore della libera iniziativa e di politiche indirizzate a favore dell\u2019innovazione, <strong>l\u2019indagine misura il grado di tutela della propriet\u00e0 fisica e intellettuale in 127 paesi, per un totale complessivo del 98% del PIL mondiale e del 94% della popolazione della terra.<\/strong> Come tale \u00e8, dunque, uno strumento fondamentale per rapportare il grado di tutela della propriet\u00e0 con la capacit\u00e0 di ciascuna regione di produrre innovazione ed essere competitiva sul mercato globale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In questa edizione della ricerca <strong>le performance dei paesi sono state valutate in correlazione con il livello di imprenditoria globale, l\u2019accesso alla rete internet, lo sviluppo umano, il numero di ricercatori universitari e le prestazioni ambientali.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201c<em>Nel 2017 <strong>l\u2019Italia si colloca al 49\u00b0 posto, guadagnando una posizione rispetto al 2016 ma perdendone 9 rispetto al 2014<\/strong>. Siamo ancora lontani, dunque, dai paesi che innovano e competono al meglio come Svizzera, Svezia, Finlandia, Norvegia e Lussemburgo<\/em>\u201d, afferma <strong>Pietro Paganini, Presidente di Competere<\/strong>. \u201c<em>Il Patent Box, il sistema fiscale opzionale per i redditi derivanti dall\u2019utilizzo dei diritti di propriet\u00e0 intellettuale, non ha dunque portato grandi miglioramenti nel quadro normativo italiano. In sintesi possiamo dire che \u00e8 stato adottato un approccio incoerente che ha finito solamente per moltiplicare gli oneri di coloro che avrebbero voluto beneficiare del sistema<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nell\u2019International Property Rights Index sono presenti anche alcuni casi studio elaborati da esperti del settore che illustrano le differenze presenti fra le tematiche relative alla propriet\u00e0 intellettuale e le modalit\u00e0 con le quali \u00e8 possibile raggiungere un buon livello di progresso e innovazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00c8 possibile leggere e scaricare <strong>IPRI 2017 <\/strong>sul sito <a href=\"http:\/\/internationalpropertyrightsindex.org\/\"><strong>InternationalPropertyRightsIndex.org<\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Roma, 11 luglio 2017 \u2013 I paesi che pi\u00f9 tutelano la propriet\u00e0 sono anche quelli che crescono pi\u00f9 stabilmente, sono pi\u00f9 competitivi e producono maggiore innovazione. 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