{"id":21261,"date":"2017-06-07T15:28:13","date_gmt":"2017-06-07T13:28:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/?p=21261"},"modified":"2017-06-07T15:28:13","modified_gmt":"2017-06-07T13:28:13","slug":"ricci-striscia-querela-nuovamente-panunzio-antiplagio-viene-nuovamente-prosciolto-un-secondo-processo-si-chiude-la-prescrizione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/2017\/06\/07\/ricci-striscia-querela-nuovamente-panunzio-antiplagio-viene-nuovamente-prosciolto-un-secondo-processo-si-chiude-la-prescrizione\/","title":{"rendered":"Ricci (Striscia) querela nuovamente Panunzio (Antiplagio) che viene nuovamente prosciolto. Un secondo processo si chiude con la prescrizione."},"content":{"rendered":"<p>Si sono concluse con una prescrizione ed un&#8217;assoluzione due ennesime cause per diffamazione promosse da Striscia la notizia e Antonio Ricci, assistito dall&#8217;avvocato Salvatore Pino, contro i responsabili di Osservatorio Antiplagio, Alfredo Barrago e Giovanni Panunzio, difesi dall&#8217;avvocato Demetrio Delfino. Le vicende risalgono al 2007 e 2010. Nella prima, i due erano accusati di aver diffamato Antonio Ricci all&#8217;interno del blog satirico strsclntz.org (una sorta di codice fiscale di striscialanotizia), dove Striscia e i suoi autori venivano scimmiottati e sbeffeggiati. La Corte d&#8217;Appello di Cagliari ha sentenziato che il reato \u00e8 prescritto, ma ha comminato a Barrago e Panunzio, solo ai fini civili, un risarcimento provvisorio di 2.000 euro. Poich\u00e9, secondo i responsabili di Osservatorio Antiplagio la sentenza \u00e8 insufficiente, nelle motivazioni, a sostenere la sanzione, Alfredo Barrago e Giovanni Panunzio non ricorreranno in Cassazione (la Suprema Corte, tra l&#8217;altro, non entrerebbe nel merito), ma attenderanno l&#8217;eventuale procedimento civile per evidenziare l&#8217;illogicit\u00e0 della decisione dei giudici dell&#8217;appello.<br \/>\nNella seconda causa Giovanni Panunzio era accusato di aver diffamato Antonio Ricci nel sito antiplagio.org con l&#8217;affermazione: &#8220;La trasmissione Striscia si dimentica di denunciare i ciarlatani appartenenti alla sua parrocchia, pubblicizzati in ben 200 pagine di teletext di Mediaset. Non \u00e8 azzardato affermare che parte dei compensi degli autori e conduttori di Striscia la Notizia deriva dai proventi dei sedicenti maghi&#8221;. Tali frasi, gi\u00e0 ritenute non diffamatorie da una dozzina di giudici in passato, erano inserite in un contesto nel quale Panunzio riportava gli sviluppi e il capo d&#8217;imputazione di un antecedente processo a suo carico, promosso ancora una volta da Striscia la notizia e Antonio Ricci nel 2006 per le medesime affermazioni. Il giudice del Tribunale di Cagliari, Andrea Deidda, ha assolto Giovanni Panunzio perch\u00e9 il fatto non costituisce reato: l&#8217;imputato ha esercitato il diritto di cronaca; e per le stesse frasi, in quattro prececedenti procedimenti, \u00e8 stato scagionato o prosciolto. Nelle motivazioni, appena depositate, sono citate infatti le sentenze favorevoli a Panunzio del 2012 (Corte d&#8217;Appello di Milano), 2013 (Corte di Cassazione), 2014 (Gip del Tribunale di Cagliari) e 2015 (ancora Gip del Tribunale di Cagliari).<br \/>\nIn considerazione di questi ed altri pronunciamenti a proprio favore, Osservatorio Antiplagio continuer\u00e0 a criticare, senza guardare in faccia nessuno, chiunque detenga il potere mediatico e ne faccia un uso troppo disinvolto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si sono concluse con una prescrizione ed un&#8217;assoluzione due ennesime cause per diffamazione promosse da Striscia la notizia e Antonio Ricci, assistito dall&#8217;avvocato Salvatore Pino, contro i responsabili di Osservatorio Antiplagio, Alfredo Barrago e Giovanni Panunzio, difesi dall&#8217;avvocato Demetrio Delfino. Le vicende risalgono al 2007 e 2010. 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