{"id":18780,"date":"2017-03-23T19:38:31","date_gmt":"2017-03-23T18:38:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/?p=18780"},"modified":"2017-03-23T19:38:31","modified_gmt":"2017-03-23T18:38:31","slug":"pierluigi-de-lutti-esposizione-personale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/2017\/03\/23\/pierluigi-de-lutti-esposizione-personale\/","title":{"rendered":"Pierluigi De Lutti &#8211; Esposizione personale"},"content":{"rendered":"<p><strong>Pierluigi De Lutti<\/strong><\/p>\n<p><strong>Esposizione personale <\/strong><\/p>\n<p>Dal 18 Marzo al 07 Aprile 2017.<\/p>\n<p>Inaugurazione: \u00a0sabato 18 Marzo 2017, ore 18.00.<\/p>\n<p>Luogo: Galleria Berga, Contr\u00e0 Porton del Luzzo, 16 &#8211; Vicenza &#8211; www.galleriaberga.it \u2013 info@galleriaberga.it<\/p>\n<p>Orari: dal marted\u00ec al sabato, 16.30 &#8211; 19.30.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Galleria Berga allestisce i suoi spazi espositivi con l\u2019ultimo ciclo pittorico di Pierluigi De Lutti. Colpisce dell\u2019artista una vivace propensione al parlare di s\u00e9, e un\u2019altrettanta schiva nuvolosit\u00e0 interiore, che a tratti gli annebbia lo sguardo, portandolo verso lande deserte, lontano dalle intromissioni umane. Nativo di Monfalcone, Pierluigi De Lutti asseconda fin da giovanissimo, dai 17 anni, il suo animo inquieto, lasciando la casa di famiglia e studiando a Ferrara. Dopo aver frequentato gli studi di maestri come Giuseppe Zigaina, si reca pi\u00f9 volte negli Stati Uniti, frequentando corsi di astrattismo a Los Angeles e a New York. In quel periodo, dagli anni \u201990 in poi, trova nel lessico dell\u2019Informale la giusta corrispondenza tra la sua necessit\u00e0 di intima espressione e una gestualit\u00e0 pittorica per lui efficace. Identifichiamo la peculiare azione segnica di De Lutti sulla tela in larghe spatolate materiche, di densa pasta di colore, che si alternano ritmicamente in orizzontale, in verticale e a \u201cboomerang\u201d, in modo evidentemente non casuale, n\u00e9 caotico. Nella \u201ctexture\u201d di linee che si crea, risultano in aggetto soprattutto quelle arcuate, di alto valore simbolico: sono ponti, passaggi tra il territorio del visuale e quello dell\u2019immaginazione, sono i continui rimandi tra il terreno fertile del reale e l\u2019esperienza immaginifica dell\u2019intimo. \u00c8, infatti, comune agli artisti Informali mantenere un legame con l\u2019immagine percettiva, la sensazione, l\u2019esperienza fisica che \u00e8 stata lo stimolo per l\u2019astrazione, come un\u2019impalcatura fantasma che regga l\u2019intrico dell\u2019essenzialit\u00e0 di segni, macchie o oggetti materici, che, nell\u2019Informale, non hanno un immediato riscontro nella forma reale, ma da essa prendono inevitabilmente le mosse. Negli anni il lavoro di De Lutti acquista sicurezza. Non si tratta di una sicurezza d\u2019azione &#8211; quella si manifestava gi\u00e0 in piena esplosione nella forza del tratto pittorico &#8211; ma di una sicurezza espressiva, d\u2019intenzione. De Lutti intende disvelare la propria intimit\u00e0, destrutturare il groviglio di masse di colore, e lasciare intravedere la linea dell\u2019orizzonte del proprio paesaggio interiore. Dunque, in una progressione calibrata e razionale, goccia dopo goccia, l\u2019artista fa sgorgare il proprio sentire, rendendo pi\u00f9 \u201cumida\u201d la sua pittura. Rispetto alle tele con le spatolate plastiche, sono invero gi\u00e0 carichi di una maggiore spiritualit\u00e0 e forza evocativa i suoi monocromi, in cui si intravedono delle trasparenze, ottenute mediante ripetute stesure di colore, a velature sovrapposte. \u00c8, per\u00f2, nell\u2019ultimo ciclo di De Lutti che si ha la piena conquista dell\u2019intenzione: pur nel permanere di qualche residuo materico, si assiste alla completa dissoluzione del reticolo di linee orizzontali-verticali-oblique, e ad una totale \u201cfluidificazione\u201d del corpo del colore. De Lutti apre i canali della sua intimit\u00e0, De Lutti fa scorrere il colore sulle tele.\u00a0 Nel far questo la sua pittura non perde l\u2019originaria carica dirompente. Sono gettate di colore acquoso coloratissimo, in prevalenza ancora colori puri (rossi, blu, arancio, neri \u2026) che riescono ad evocare, a suggerire, a stimolare la nostra capacit\u00e0 di osservazione. In precedenza, tra le lame di colore pastoso, talvolta l\u2019artista creava degli spiragli per l\u2019osservatore, dentro cui potesse immaginare quei mondi, quei paesaggi, che ora, l\u2019artista disvela chiaramente, nella dissoluzione della plasticit\u00e0. Sembrerebbe quasi comparire, un lento ed appena percepibile, figurativismo. Forse delle scogliere dei mari del nord, su cui i flutti \u201cdeluttiani\u201d si infrangono, delle maree, certamente dei cieli tersi, delle \u201caurore\u201d, come d&#8217;altronde ci suggerisce lo stesso autore nelle titolazioni delle opere (si vedano ad esempio \u201cAurora rosa\u201d, \u201cInto the sky\u201d \u2026).<\/p>\n<p>Elisa Schiesari<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Pierluigi De Lutti<\/strong><\/p>\n<p>Pierluigi De Lutti nasce a Monfalcone il 23 agosto 1959. All\u2019et\u00e0 di diciassette anni lascia la casa di famiglia e raggiunge Ferrara, dove per alcuni anni alterna gli studi alla attivit\u00e0 sportiva. L\u2019 interesse per l&#8217;arte da sempre vivo in lui, (si \u00e8 diplomato all\u2019Istituto d\u2019Arte) si manifesta negli anni &#8217;80, quando rientrato in Friuli prende contatto con la Galleria &#8220;Nuovo Spazio&#8221;\u00a0 di\u00a0 Liciano Chinese e con\u00a0 il critico d&#8217;arte Paolo Rizzi, che lo seguir\u00e0 fino alla morte avvenuta nel 2006.L&#8217;intuizione artistica invece arriva con la frequentazione dell\u2019 Atelier del Maestro Giuseppe Zigaina. Per lungo tempo il poeta Mario Stefani ha scritto di lui. In quegli anni inizia ad esporre le prime opere apprezzate dal pubblico e dalla critica, non solo locale. Durante gli anni &#8217;90 ha seguito per lungo periodo i corsi Astrattismo a Los Angeles e a New York passando cos\u00ec dal figurativo all\u2019informale.<\/p>\n<p>Nel 2005 inizia la sua collaborazione con la Galleria d\u2019arte Orler e da subito il grande pubblico ne stima le proposte e a tutt\u2019oggi lo segue con interesse nel suo divenire artistico. Il MoMa di NewYork dopo avere selezionato l\u2019opera del 2006 \u201cDoppia ferita 2001\u201d lo invita ad entrare nel The Artist Wiewing Program inserendo nella libreria del museo il catalogo \u201cAttuale Spiritualismo\u201d. Nel 2008 secondo classificato al premio internazionale Bo\u00e8 gli viene conferita la Laurea in Storico dell\u2019Arte dall\u2019Univerit\u00e0 di Verbania. Comincia a collaborare con la Galleria di New York DJT Fine Art.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pierluigi De Lutti Esposizione personale Dal 18 Marzo al 07 Aprile 2017. Inaugurazione: \u00a0sabato 18 Marzo 2017, ore 18.00. 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