{"id":18584,"date":"2017-03-18T18:53:57","date_gmt":"2017-03-18T17:53:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/?p=18584"},"modified":"2017-03-18T18:53:57","modified_gmt":"2017-03-18T17:53:57","slug":"ricerca-ed-odontoiatria-i-cannabinoidi-e-le-terapie-parodontali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/2017\/03\/18\/ricerca-ed-odontoiatria-i-cannabinoidi-e-le-terapie-parodontali\/","title":{"rendered":"Ricerca ed odontoiatria: i cannabinoidi e le terapie parodontali."},"content":{"rendered":"<p>\t<!--\n\t\t@page { margin: 2cm }\n\t\tH1 { margin-bottom: 0cm; color: #2f5496 }\n\t\tH1.western { font-family: \"Calibri Light\", serif; font-size: 16pt; font-weight: normal }\n\t\tH1.cjk { font-family: \"Arial Unicode MS\"; font-size: 16pt; font-weight: normal }\n\t\tH1.ctl { font-family: ; font-size: 16pt; font-weight: normal }\n\t\tP { margin-bottom: 0.21cm }\n\t--><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium\">L\u2019eminente testata scientifica americana Journal of Neuroinflammation ha recentemente pubblicato una approfondita ricerca sull\u2019interazione che hanno i cannabinoidi con le malattie del parodonto, e dunque sul <\/span><span style=\"font-size: medium\">loro utilizzo terapeutico. La ricerca e\u2019 stata scritta dal parodontologo statunitense Alvin H. Danenberg, e si basa su un indagine di tipo longitudinale.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #00000a\"><span style=\"font-family: Calibri,serif\"><span style=\"font-size: medium\">Nell\u2019organismo umano ci sono diversi recettori ai cannabinoidi, 2 tipi sono stati ben individuati negli anni novanta e sono il CB1 ed il CB2, questi recettori si trovano in gran misura nell\u2019encefalo ed azionando la loro stimolazione si innesca l\u2019inibizione dell\u2019enzima adenilato ciclasi, causando la mancata produzione di <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #00000a\"><span style=\"font-family: Calibri,serif\"><span style=\"font-size: medium\">adenosina monofosfato ciclico (metabolita delle cellule). Questo meccanismo procura innumerevoli proprieta\u2019 ai cannabinoidi, dalla loro azione antinfiammatoria a quella antiossidante, ma possiede anche effetti antiemetici, antispastici, ipotensivi ed analgesici.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium\">La nostra attenzione, in relazione alla malattia parodontale (volgarmente detta \u201cpiorrea\u201d), si posa su un cannabidiolo in particolare: il CBD. Gi\u00e0 negli scorsi anni altre ricerche, in altri campi della medicina, si sono fortemente interessate a questo metabolita della Cannabis Sativa, ad esempio nel 2015, quando il J<\/span><span style=\"font-size: medium\">ournal of Bone and Mineral Research, pubblico un\u2019ampia indagine sui grandi miglioramenti che questo agente apporta nella ricomposizione delle fratture ossee. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium\">Quindi si e\u2019 visto, attraverso una lunga sperimentazione su animali, che l\u2019effetto psicoattivo ridotto del CBO arresta la progressiva e continua perdita di materiale osseo nel corso di una parodontite cronica.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium\">Ricordiamo che la malattia parodontale non trattata in maniera adeguata porta alla proliferazione di tasche sulle gengive, con la conseguente crescita delle popolazioni batteriche e quindi la distruzione di tutti i tessuti, tessuto osseo compreso. Questo degenerare della malattia rende assai piu\u2019 difficoltoso intraprendere le giuste pratiche implantologiche atte a correggere edentulie parziali o totali; con la riduzione del volume osseo infatti l\u2019implantologo non puo\u2019 garantire protesi salde e durature nel tempo ai propri pazienti (spesso in questi casi si predispone un intervento chirurgico preliminare di innesto osseo, chiamato rialzo del seno mascellare.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium\">Questi studi vanno ora confermati allargando l\u2019osservazione alla specie umana, ma non dovremmo correre troppo con la fantasia prospettando che l\u2019alimentazione, e dunque un approccio piu\u2019 olistico, diventi preponderante nella cura delle infiammazioni parodontali, con l\u2019apporto di integratori alimentari che contengano il CBD (ad esempio l\u2019olio di canapa).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium\">E\u2019 naturale comprendere come, oltre all\u2019azione diretta sul contenimento della perdita di osso, si possano impiegare al meglio tutte le propriet\u00e0 di tali metaboliti, agendo cosi su tutti i sintomi sgradevoli della parodontite. Antinfiammatori naturali che possono fare effetto sul gonfiore ed il rossore delle nostre gengive, azione analgesica a contrasto del dolore. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium\">Pensate che gi\u00e0 nella seconda met\u00e0 dell\u2019ottocento ci sono articoli scientifici che parlano <\/span><span style=\"font-size: medium\">dell\u2019utilizzo della cannabis nella pratica odontoiatrica, <\/span><span style=\"font-size: medium\">esattamente nel 1887, ad esempio, H. A. Hare ne parla nella rivista \u201cTherapeutic Gazette\u201d, consigliando l\u2019utilizzo dei cannabinoidi come anestetici locali nelle pratiche di medicina orale, naturalmente all\u2019epoca erano molto apprezzate le qualit\u00e0 analgesiche degli estratti della canapa, sottovalutando tutte le altre potenzialit\u00e0 biologiche su cui vertono molti lavori dei ricercatori contemporanei. <\/span><\/p>\n<p><em>A cura di <a href=\"http:\/\/www.dentista-in-croazia.net\">Dental Croatia<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019eminente testata scientifica americana Journal of Neuroinflammation ha recentemente pubblicato una approfondita ricerca sull\u2019interazione che hanno i cannabinoidi con le malattie del parodonto, e dunque sul loro utilizzo terapeutico. La ricerca e\u2019 stata scritta dal parodontologo statunitense Alvin H. Danenberg, e si basa su un indagine di tipo longitudinale. 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