{"id":17346,"date":"2017-02-12T12:53:53","date_gmt":"2017-02-12T11:53:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/?p=17346"},"modified":"2017-02-12T12:53:53","modified_gmt":"2017-02-12T11:53:53","slug":"mostra-no-words-no-war-per-una-riconciliazione-con-la-dimensione-umana-della-storia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/2017\/02\/12\/mostra-no-words-no-war-per-una-riconciliazione-con-la-dimensione-umana-della-storia\/","title":{"rendered":"Mostra No words &#8211; no war. Per una riconciliazione con la dimensione umana della storia"},"content":{"rendered":"<div><\/div>\n<div><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium\" src=\"http:\/\/www.bsidewar.org\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Schermata-2016-12-08-alle-13.29.00.png\" width=\"765\" height=\"431\" \/><\/div>\n<div><\/div>\n<div><u>Opening:<\/u>\u00a0Venerd\u00ec 17 febbraio, ore 18.00, presso Carinarnica \u2013 bivak urbane kulture, Erjav\u010deva 53, 5000 Nova Gorica, Slovenia (La Carinarnica si trova sul confine tra Italia e Slovenia, a 15 minuti a piedi dalla Piazza Vittoria di Gorizia).<\/div>\n<div><\/div>\n<div><u>Orari Mostra:<\/u>\u00a0dal 17 febbraio 2017 al 3 marzo 2017; da luned\u00ec al sabato, dalle 14.00 alle 17.00. Ingresso gratuito.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><u>Infoline:<\/u>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.iodeposito.org\/\" target=\"_blank\">www.iodeposito.org<\/a>;\u00a0<a href=\"http:\/\/www.bsidewar.org\/\" target=\"_blank\">www.bsidewar.org<\/a><\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium\" src=\"http:\/\/www.bsidewar.org\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/unnamed-5.jpg\" width=\"604\" height=\"403\" \/><\/p>\n<p>IoDeposito Ong, con il\u00a0<b>patrocino dell&#8217;UNESCO<\/b>\u00a0e in collaborazione con la\u00a0<b>Regione Friuli Venezia Giulia<\/b>, inaugura\u00a0<b>venerd\u00ec 17 febbraio alle ore 18.00<\/b>\u00a0la mostra\u00a0<i>NO WORDS \u2013 NO WAR \/ Optical installation<\/i>\u00a0di Natalia Tikhonova, presso Carinarnica -bivak urbane kulture. Fino al 3 marzo (dal luned\u00ec al sabato, dalle 14.00 alle 17.00) sar\u00e0 infatti l&#8217;evocativa location di Nova Gorica, inedito laboratorio e\u00a0<i>meeting point<\/i>\u00a0di culture urbane di confine, ad ospitare la serie di installazioni ottiche dell&#8217;artista russa, incentrate sul restituire la costitutiva dimensione umana e sensoriale della guerra. Per mezzo di un uso sapiente di\u00a0<b>fotografie d&#8217;epoca e filtri cromatici<\/b>, la Tikhonova cerca di arrivare a ci\u00f2 che, probabilmente, molti libri e saggi storici tendono a dimenticare: ricordare (soprattutto alle nuove generazioni) che la guerra \u00e8 stata fatta da uomini contro uomini e che, a fianco alle date e ai resoconti delle conquiste, vi sono in primo luogo sgomento, morte, spaesamento.<\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">La filosofia che accomuna la genesi di tutte le opere \u00e8 proprio la capacit\u00e0 della mente di\u00a0<\/span><span style=\"color: #000000\"><b>condizionare la percezione della guerra<\/b><\/span><span style=\"color: #000000\">\u00a0sino a renderla qualcosa di lontano, quasi\u00a0<\/span><span style=\"color: #000000\"><i>a-storico<\/i><\/span><span style=\"color: #000000\">, facendo dimenticare la presenza umana nel conflitto e offrendone solo il ricordo di una scenografia naturale deserta. In questa prospettiva la Tikhonova sceglie di operare su fotografie d\u2019epoca con un gioco di filtri che fa comparire e scomparire sanguigne figure di soldati: le eredit\u00e0 della guerra vengono colte dunque attraverso i cromatismi, fatti di\u00a0<\/span><span style=\"color: #000000\"><b>rossi accesi (che presagiscono)<\/b><\/span><span style=\"color: #000000\">\u00a0e di grigi densi (che compiangono). Il linguaggio descrittivo del colore, senza bisogno di altre spiegazioni, racconta il percepito di chi ha perso la vita sul fronte Russo (che si fa simbolo di ogni guerra di ogni dove): l&#8217;artista riesce cos\u00ec ad indurre lo spettatore ad osservare la storia da diverse prospettive, stimolando una visione poli-focale del passato e dell&#8217;esperienza universale del conflitto. \u00c8 grazie alla prossemica fisica e al\u00a0<\/span><span style=\"color: #000000\"><i>medium<\/i><\/span><span style=\"color: #000000\">\u00a0del colore che diviene allora possibile\u00a0<\/span><span style=\"color: #000000\"><b>sgretolare quei filtri interpretativi\u00a0<\/b><\/span><span style=\"color: #000000\">che ci sono stati tramandati (traccia magari di un pallido ricordo scolastico), e che ci invitano ad una percezione mediata e distanziata del conflitto.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Lo spostamento fisico da parte del fruitore dei filtri apposti sulle fotografie non solo obbliga lo spettatore ad una variazione del piano ottico, ma lo rende innesco di una memoria ancora viva dentro ciascuno di noi, provocando la riemersione di un portato che \u00e8 al contempo individuale e collettivo. Natalia Tikhonova porta ad interrogarsi sui lasciti del conflitto mentre, in un certo senso, se ne diventa diretti testimoni: impossibile non chiedersi, difronte a quelle foto, quale sia stato il vissuto di queste figure sanguigne, la cui fragilit\u00e0 e fugacit\u00e0 sembra accentuarsi davanti ai violenti paesaggi del dramma. Inevitabile domandarsi, cosa rimane della nostra umanit\u00e0 quando, con il breve gesto che muove il filtro, le perdiamo di vista.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Ad acuire i significati dell&#8217;esperienza artistica contribuisce inoltre il contesto urbano in cui essa si realizza, immersa in uno spazio raccolto e intriso di storia come il centro\u00a0<\/span><span style=\"color: #000000\"><b>Carinarnica<\/b><\/span><span style=\"color: #000000\">: un ex valico di frontiera trasformato in un \u201cbivacco della cultura urbana\u201d. Inaugurata quest&#8217;anno dall&#8217;Associazione Dru\u0161tvo humanistov gori\u0161ke, la struttura \u00e8 situata\u00a0<\/span><span style=\"color: #000000\"><b>letteralmente sul confine<\/b><\/span><span style=\"color: #000000\">\u00a0goriziano lungo la strada per met\u00e0 italiana (via San Gabriele, Gorizia) e per met\u00e0 slovena (l&#8217;Erjav\u010deva ulica, Nova Gorica): in una posizione di indubbio valore simbolico, l&#8217;ex casello si trova oggi sulla via di passaggio e movimento a differenza del passato in cui fu invece, per lungo tempo, confine e dunque ostacolo ad una libera e facile circolazione di persone, quanto di idee. La mostra-evento, fruibile gratuitamente, appartiene alla terza edizione dell&#8217;ampia rassegna artistica e culturale B#SIDE WAR, ideata da IoDeposito e promossa attraverso numerosi eventi nazionali ed internazionali quali mostre d\u2019arte e installazioni artistiche,<\/span><span style=\"color: #000000\"><i>performing<\/i><\/span><span style=\"color: #000000\">, conferenze, progetti di ricerca e pubblicazioni.\u00a0<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div><\/div>\n<div><b><u>Contatti:<\/u><\/b><\/div>\n<div><b><u>\u00a0<\/u><\/b><\/div>\n<div><u>Link dell&#8217;evento:<\/u>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.bsidewar.org\/it\/prossimi-eventi\/no-word-no-war-poli-focal-interactive-installation\/\" target=\"_blank\">http:\/\/www.bsidewar.org\/it\/prossimi-eventi\/no-word-no-war-poli-focal-interactive-installation\/<\/a><\/div>\n<div><u>Web:<\/u>\u00a0www.iodeposito.org;\u00a0www.bsidewar.org<\/div>\n<div><u>Direzione:<\/u>\u00a0info@iodeposito.org<\/div>\n<div><u>Ufficio stampa:<\/u>\u00a0daniela.madonna@iodeposito.org<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Opening:\u00a0Venerd\u00ec 17 febbraio, ore 18.00, presso Carinarnica \u2013 bivak urbane kulture, Erjav\u010deva 53, 5000 Nova Gorica, Slovenia (La Carinarnica si trova sul confine tra Italia e Slovenia, a 15 minuti a piedi dalla Piazza Vittoria di Gorizia). 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