{"id":16840,"date":"2017-01-30T18:58:00","date_gmt":"2017-01-30T17:58:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/?p=16840"},"modified":"2017-01-30T18:58:00","modified_gmt":"2017-01-30T17:58:00","slug":"mostra-a-trieste-memory-as-a-living-matter-artisti-internazionali-per-una-reinterpretazione-delloggetto-bellico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/2017\/01\/30\/mostra-a-trieste-memory-as-a-living-matter-artisti-internazionali-per-una-reinterpretazione-delloggetto-bellico\/","title":{"rendered":"Mostra a Trieste, Memory As A Living Matter\/ artisti internazionali per una reinterpretazione dell&#8217;oggetto bellico"},"content":{"rendered":"<p><!-- @page { margin: 2cm } @page:first { margin-left: 2.7cm; margin-right: 2.7cm; margin-top: 1.75cm; margin-bottom: 1.19cm } H1 { margin-top: 0.64cm; margin-bottom: 0cm; text-align: left; page-break-after: auto } H1.western { font-family: \"Times New Roman\", serif; font-weight: normal } H1.cjk { font-family: \"Lucida Sans Unicode\"; font-weight: normal } H1.ctl { font-family: \"Tahoma\"; font-weight: normal } P { margin-bottom: 0.21cm } --><br \/>\n<span style=\"font-size: x-large\"><b>COMUNICATO STAMPA<\/b><\/span><\/p>\n<h2><strong><br \/>\n<!-- @page { margin: 2cm } H2 { margin-bottom: 0.11cm; color: #d70013; text-align: left; page-break-after: auto } H2.western { font-family: \"Times New Roman\", serif; font-size: 16pt; font-weight: normal } H2.cjk { font-family: \"Lucida Sans Unicode\"; font-size: 16pt; font-weight: normal } H2.ctl { font-family: \"Tahoma\"; font-size: 16pt; font-weight: normal } P { margin-bottom: 0.21cm } --><br \/>\n<\/strong><\/h2>\n<h1><span style=\"color: #ff0000\">Mostra\u00a0Memory As A Living Matter\u00a0\/\u00a0artisti internazionali per una reinterpretazione dell&#8217;oggetto bellico<\/span><\/h1>\n<p><!-- @page { margin: 2cm } P { margin-bottom: 0.21cm } --><\/p>\n<h3><strong><u>Vernissage:<\/u><\/strong> Sabato 4 febbraio, ore 18.00, presso la Sala Umberto Veruda, Trieste (in Piazza Piccola 2, accesso pedonale direttamente da Piazza Unit\u00e0 passando sotto al porticato)<\/h3>\n<h3><strong><u>Orari Mostra:<\/u><\/strong> dal 4 febbraio 2017 al 5 marzo 2017; dal luned\u00ec al sabato dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 17.00 alle 19.30. Visite guidate gratuite tutti i venerd\u00ec e sabato dalle 17.00 alle 19.00 (in questo caso \u00e8 gradita la prenotazione a info@iodeposito.org)<\/h3>\n<h3><strong><u>Infoline:<\/u><\/strong> <a href=\"http:\/\/www.iodeposito.org\/it\/\">www.iodeposito.org<\/a>; <a href=\"http:\/\/www.bsidewar.org\/it\/home-2\/\">www.bsidewar.org<\/a><\/h3>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" alignleft\" src=\"http:\/\/www.bsidewar.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/ANITRA-HAMILTON_still-life-with-fruit-1.jpg\" width=\"371\" height=\"278\" \/><span style=\"font-size: small\">In collaborazione con il <strong>Comune di Trieste<\/strong> e con la <strong>Regione Friuli Venezia Giulia<\/strong>, la <strong>Ong IoDeposito<\/strong> presenta <\/span><span style=\"font-size: small\"><i>Memory As A Living Matter\/la memoria della guerra attraverso la materia; Artisti internazionali per una reinterpretazione dell&#8217;oggetto bellico<\/i><\/span><span style=\"font-size: small\">. Il <\/span><span style=\"text-decoration: underline\"><span style=\"font-size: small\"><i>vernissage<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-size: small\">, organizzato per <span style=\"text-decoration: underline\">sabato 4 febbraio alle ore 18.00<\/span> presso la sala Umberto Veruda in Piazza Unit\u00e0 (Ts), alzer\u00e0 il sipario sulle opere in esposizione e sar\u00e0 seguito da un breve <\/span><span style=\"font-size: small\"><i>talk<\/i><\/span><span style=\"font-size: small\"> con gli artisti presenti. La mostra-evento sar\u00e0 <span style=\"text-decoration: underline\">fruibile gratuitamente<\/span> nella prestigiosa location fino a domenica 5 marzo ed appartiene alla terza edizione dell&#8217;ampia <span style=\"color: #ff0000\">rassegna artistica e<\/span> <span style=\"color: #ff0000\">culturale <\/span><\/span><span style=\"font-size: small;color: #ff0000\">B#SIDE WAR<\/span><span style=\"font-size: small\">, ideata da IoDeposito Ong e promossa attraverso numerosi eventi nazionali ed internazionali quali mostre d\u2019arte e installazioni artistiche, performing, conferenze, progetti di ricerca e pubblicazioni.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\">Poco si \u00e8 discusso sulla rappresentazione della guerra nei musei e sui simboli da essa adottati: da una parte, resiste ancora una museografia risorgimentale che fa dell\u2019oggetto bellico uno strumento didascalico; dall&#8217;altra parte, ne emerge una a contraltare che si avvale di proiezioni video e nella quale l&#8217;oggetto bellico diventa giocoso e, forse, ammutolito e privato della sua crudelt\u00e0. La mostra <\/span><span style=\"font-size: small\"><i>Memory As A Living Matter <\/i><\/span><span style=\"font-size: small\">sembra prospettare <\/span><span style=\"font-size: small\">una terza via nella rappresentazione dell&#8217;oggetto di guerra, tentando una<strong> inedita \u201cmuseografia d\u2019artista\u201d<\/strong>: poche opere e povere nei materiali (dunque essenziali e quasi nude nella loro esposizione) eppure cos\u00ec potenti nell\u2019espressione da sprigionare significati universali, capaci di risvegliare la memoria collettiva e di portare il visitatore a contatto con l\u2019esperienza di chi ha vissuto il conflitto (risuonando quei retaggi latenti che si sono stratificati nel nostro DNA).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright\" src=\"http:\/\/www.bsidewar.org\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/2Presentation-of-art-project-Dissection-of-light-with-photographs.jpg\" width=\"349\" height=\"237\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\">Protagonista dell&#8217;esposizione \u00e8 dunque la <strong>rivisitazione dell&#8217;oggetto bellico<\/strong>, <\/span><span style=\"font-size: small\">la quale corre lungo due direttrici parallele appartenenti a due prospettive sensoriali e percettive opposte. Per la prima, si hanno opere composte da materiali \u201cforti\u201d (ferro, cemento, oggetti di uso comune, <\/span><span style=\"font-size: small\"><i>ready made<\/i><\/span><span style=\"font-size: small\"> e <\/span><span style=\"font-size: small\"><i>objets trouv\u00e9<\/i><\/span><span style=\"font-size: small\">),<\/span><span style=\"font-size: small\"> orientate ad un messaggio di denun<br \/>\ncia della violenta insensatezza della guerra. Per la seconda invece, opere create con materiali delicati e potentemente organici (carta, legno bruciato, cenere, grafite, gusci d\u2019uova) che deperiscono e sfumano sotto gli occhi del visitatore, disvelando le conseguenze della guerra non solo attraverso la trasmissione del senso di vuoto (e assenza), ma anche per mezzo dell\u2019idea di fragilit\u00e0 e vulnerabilit\u00e0 di ci\u00f2 che resta dopo il conflitto. Due chiavi di lettura custodite nella produzione degli artisti contemporanei i quali, pur provenendo da diversi territori -dall\u2019Italia alla Romania, dal Belgio al Canada, dalla Slovenia alla Cambogia-, sono tutti eredi di un doloroso passato di guerra, soprattutto in connessione ai conflitti mondiali. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif\"><span style=\"font-size: small\">\u00abSono molto interessato a come le crisi sociali si situino e interagiscano con la struttura della quotidianit\u00e0 di tutti i giorni: attraverso la fruizione dello spettatore, l&#8217;arte appartiene a tutte le tre sequenze temporali -passato, presente e futuro\u00bb<span style=\"text-decoration: underline\"> spiega Boris Beja<\/span>, artista coinvolto nella mostra. Proprio in virt\u00f9 di questa linea, anche <\/span><\/span><span style=\"font-size: small\">l&#8217;organizzazione spaziale dell&#8217;allestimento ricopre un ruolo funzionale, concepita al fine di coadiuvare la ricettivit\u00e0 dei visitatori nei confronti del diversificato bagaglio di significati ed emozioni. In qualsiasi punto della mostra ci si trovi, si sar\u00e0 sempre circondati da un universo materico in bilico tra la fredda e pesante materialit\u00e0 e la fragile evanescenza: attorniati da opere fatte con i resti della guerra e da opere che, invece, ne materializzano i lasciti inespressi.<\/span><\/p>\n<h3><u><b>Contatti<\/b><\/u><\/h3>\n<h3>Link dell&#8217;evento: <a href=\"http:\/\/www.bsidewar.org\/it\/prossimi-eventi\/memory-as-living-matter-la-memoria-della-guerra-la-materia\/\">http:\/\/www.bsidewar.org\/it\/prossimi-eventi\/memory-as-living-matter-la-memoria-della-guerra-la-materia\/<\/a><\/h3>\n<h3>Web: www.iodeposito.org; www.bsidewar.org<\/h3>\n<h3>Seguici su Facebook, Twitter, Instagram, Youtube<\/h3>\n<h3>Direzione: info@iodeposito.org<\/h3>\n<h3 align=\"JUSTIFY\">Ufficio stampa: daniela.madonna@iodeposito.org<\/h3>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COMUNICATO STAMPA Mostra\u00a0Memory As A Living Matter\u00a0\/\u00a0artisti internazionali per una reinterpretazione dell&#8217;oggetto bellico Vernissage: Sabato 4 febbraio, ore 18.00, presso la Sala Umberto Veruda, Trieste (in Piazza Piccola 2, accesso pedonale direttamente da Piazza Unit\u00e0 passando sotto al porticato) Orari Mostra: dal 4 febbraio 2017 al 5 marzo 2017; dal luned\u00ec al sabato dalle 10.00 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3931,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[25,1621,2683,789,5741],"class_list":["post-16840","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-arte-e-cultura","tag-arte","tag-eventi","tag-mostre","tag-storia","tag-trieste"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16840","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3931"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=16840"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16840\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":16843,"href":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16840\/revisions\/16843"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=16840"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=16840"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=16840"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}