{"id":16543,"date":"2017-01-24T14:58:55","date_gmt":"2017-01-24T13:58:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/?p=16543"},"modified":"2017-01-24T14:58:55","modified_gmt":"2017-01-24T13:58:55","slug":"presentato-alla-procura-di-enna-padrini-e-padroni-il-nuovo-libro-di-nicola-gratteri-procuratore-capo-della-repubblica-di-catanzaro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/2017\/01\/24\/presentato-alla-procura-di-enna-padrini-e-padroni-il-nuovo-libro-di-nicola-gratteri-procuratore-capo-della-repubblica-di-catanzaro\/","title":{"rendered":"Presentato alla Procura di Enna \u201cPadrini e Padroni\u201d il nuovo libro di Nicola Gratteri, Procuratore Capo della Repubblica di Catanzaro"},"content":{"rendered":"<p>La corruzione, l&#8217;infiltrazione criminale, i legami con i poteri forti, sono oggi parte di una strategia di reciproca legittimazione messa in opera da decenni da tutte le mafie ed in particolare dalla \u2018ndrangheta. Dal terremoto del 1908 che distrusse Messina e Reggio Calabria, a quello in Abruzzo del 2009, fino al terremoto in Emilia del 2012, una storia di illegalit\u00e0 che percorre tutta l\u2019Italia, narrando di come la \u2018ndrangheta sia divenuta classe dirigente grazie ai favori dei colletti bianchi e delle forze governative. \u00c8 il racconto di \u201cPadrini e Padroni\u201d, scritto a quattro mani da <strong>Nicola Gratteri<\/strong>, Procuratore Capo della Repubblica di Catanzaro, e dal giornalista <strong>Antonio Nicaso<\/strong>, presentato dal dott. Gratteri presso la Procura di Enna, in una sala gremita da giovani, alla presenza del Procuratore capo di Enna dott. <strong>Massimo Palmeri<\/strong>, del prof. avv. <strong>Corrado Labisi<\/strong>, presidente dell\u2019Istituto Medico Psicopedagogico Lucia Mangano di Sant\u2019Agata Li Battiati, e Rettore dell\u2019Universit\u00e0 telematica con sede a Zurigo Unisanraffaele, del prof. <strong>Attilio Cavallaro<\/strong>, presidente del Comitato Antimafia \u201cLivatino Saetta Costa\u201d, del Questore di Enna dott. <strong>Antonino Pietro Romeo<\/strong>, del Prefetto vicario dott.ssa <strong>Tania Giallongo<\/strong>, dei Comandanti provinciali della Guardia di Finanza, <strong>Giuseppe Licari<\/strong>, e dei Carabinieri di Enna, <strong>Sebastiano Runza<\/strong>.<\/p>\n<p>A moderare l\u2019incontro il massmediologo <strong>Klaus Davi<\/strong>, giornalista di Rai Uno, da anni al fianco di Massimo Giletti ne L\u2019Arena, impegnato in prima persona contro la \u2018ndrangheta.<\/p>\n<p>Un lavoro quello di Gratteri e Nicaso svolto interamente su Skype, l\u2019uno in Calabria, l\u2019altro in Canada, a scambiarsi idee e bozze, cos\u00ec come per i libri precedenti.<\/p>\n<p>\u201cPer scrivere il primo \u201cFratelli di sangue\u201d ci abbiamo messo tre anni, tutto su Skype. Alla fine per\u00f2 nessuno voleva pubblicarlo. Poi abbiamo trovato una casa editrice locale, e abbiamo venduto pi\u00f9 di 50 mila copie. \u00c8 solo a quel punto che le grandi case editrici ci hanno contattato, tra le quali la Mondadori che ne ha acquistato i diritti, e ci ha chiesto di scrivere altro.\u201d<\/p>\n<p>Racconta cos\u00ec i suoi esordi da scrittore Nicola Gratteri, oggi giunto con \u201cPadrini e Padroni\u201d all\u2019ottava pubblicazione, ognuna delle quali scritta con Antonio Nicaso.<\/p>\n<p>\u201cPer quest\u2019ultimo lavoro \u2013 spiega \u2013 con il prof. Nicaso siamo andati in giro in Sud America, e nell\u2019ultimo capitolo del libro abbiamo scritto un\u2019utopia: come sconfiggere il narcotraffico.<\/p>\n<p>Posto che la cocaina si produce solo il Colombia, Bolivia e Per\u00f9, per risolvere il problema alla radice ci vorrebbe un\u2019Organizzazione delle Nazioni Unite diversa, dove i baschi blu, scendano dal 30\u00b0 piano di New York sulla terra rossa della foresta Amazzonica, parlino e trattino direttamente con i cocaleros, per sostenere il costo del mancato guadagno della coltivazione di granturco, per esempio, da sostituire a quella delle piante di coca. Credetemi il costo sarebbe nulla.\u201d<\/p>\n<p>Un problema che Gratteri definisce sovranazionale, perch\u00e9 incide sulla salute degli abitanti del mondo occidentale; sull\u2019economia, drogando con soldi sporchi l\u2019economia legale e il libero mercato; sulla politica mondiale. Un\u2019utopia affascinate, ma pur sempre un\u2019utopia.<\/p>\n<p>Il Procuratore di Catanzaro si \u00e8 poi soffermato, incalzato da Klaus Davi, sulla questione \u201cgiovani\u201d, parlando loro di istruzione, sollecitandoli a leggere e a studiare, suggerendo di privilegiare gli studi di agraria e turismo per valorizzare il nostro territorio.<\/p>\n<p>Una parte dell\u2019intervento \u00e8 stata anche dedicata alla legalizzazione delle droghe leggere, tema verso il quale Gratteri si \u00e8 dichiarato contrario, ritenendo la definizione di \u201cdroghe leggere\u201d impropria sul piano scientifico, trattandosi ormai di sostanze modificate geneticamente che non hanno nulla a che vedere con \u201cla marijuana dei figli dei fiori.\u201d.<\/p>\n<p>La presenza del dott. Gratteri \u00e8 stata un evento eccezionale e di respiro internazionale, e sia il procuratore dott. Palmeri, che il prof. avv. Corrado Labisi, hanno voluto cos\u00ec esprimere il proprio entusiasmo.<\/p>\n<p>\u201cAvere oggi qui il dott. Gratteri, il magistrato pi\u00f9 scortato d\u2019Europa \u2013 spiega il prof. avv. Corrado Labisi, tra gli altri incarichi anche presidente onorario del Comitato \u201cLivatino Saetta Costa\u201d \u2013 \u00e8 per noi un grande onore. Paolo Borsellino diceva che bisogna parlare della mafia. E noi, grazie al prof. Attilio Cavallaro che con determinazione e perseveranza porta avanti da ventidue anni la missione del Comitato, ci impegniamo a farlo. La denuncia dei poteri forti conniventi con la mafia fatta dal dott. Gratteri \u00e8 la stessa che facciamo noi, e solo cos\u00ec, lavorando insieme, nella stessa direzione, si potr\u00e0 costruire un mondo migliore, fatto di buona cultura e buona economia.<\/p>\n<p>La mafia si cela anche dietro i colletti bianchi e la maschera dell\u2019antimafia, ed \u00e8 per questo che il Comitato \u201cLivatino Saetta Costa\u201d ha avanzato al Capo dello Stato la proposta di non concedere pi\u00f9 finanziamenti pubblici alle associazioni antimafia, cos\u00ec che non si possa pi\u00f9 parlare di un\u2019antimafia di professione.\u201d<\/p>\n<p>A ringraziare il dott. Gratteri anche il procuratore Palmeri, che si \u00e8 pure rivolto ai giovani e a difesa dei presidi di legalit\u00e0: \u201cStudiate \u2013 ha detto ai ragazzi presenti \u2013 non accettate passivamente, approfondite, non fidatevi della verit\u00e0 formale. Quando si parla di legalit\u00e0 si parla di lotta alla mafia ma anche di presidi di legalit\u00e0, che vanno tutelati. Ci sono da tempo disegni di ridimensionamento dei presidi di legalit\u00e0, a tutti i livelli, comprese le nostre istituzioni di legalit\u00e0. Noi come Procura stiamo rischiando la riduzione e lavoriamo sotto organico.\u201d<\/p>\n<p>Con la consegna al dott. Nicola Gratteri della pergamena del Premio Internazionale Livatino Saetta Costa da parte del prof. Attilio Cavallaro e del prof. avv. Corrado Labisi, si \u00e8 concluso tra gli applausi l\u2019incontro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La corruzione, l&#8217;infiltrazione criminale, i legami con i poteri forti, sono oggi parte di una strategia di reciproca legittimazione messa in opera da decenni da tutte le mafie ed in particolare dalla \u2018ndrangheta. 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