{"id":14679,"date":"2016-11-30T14:40:54","date_gmt":"2016-11-30T13:40:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/?p=14679"},"modified":"2016-11-30T14:40:54","modified_gmt":"2016-11-30T13:40:54","slug":"tesori-del-nord-e-delle-altre-province-russe","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/2016\/11\/30\/tesori-del-nord-e-delle-altre-province-russe\/","title":{"rendered":"Tesori del Nord e delle altre province russe"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"\/\/scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net\/v\/t1.0-9\/15220116_1168112836569713_1328537320114850458_n.jpg?oh=d1589ebe2a07e268fb0ab8b60c436d05&amp;oe=58CD2147\" \/><\/p>\n<blockquote>\n<h5><span style=\"color: #993300\"><strong><em><span style=\"color: #993300\">Tesori del Nord e delle altre province russe<\/span> <\/em><\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #993300\"> <strong><em>Icone del XVI &#8211; inizio XIX secolo<br \/>\n<\/em><\/strong><\/span><span style=\"color: #993300\"><strong><em>dalla Collezione Orler e da altre collezioni private<\/em><\/strong><\/span><\/h5>\n<p><em>A cura di Levon Nersesyan e Migena Hajdari<\/em><\/p>\n<h5><strong><em>Galleria civica san Zenone<\/em><\/strong><br \/>\nPiazzale Maestri Campionesi &#8211; Campione d\u2019Italia (CO)<\/h5>\n<p>Inaugurazione 10 dicembre ore 16<br \/>\n<strong><em>10 dicembre 2016 &#8211; 15 gennaio 2017<\/em><\/strong><\/p><\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dal 10 dicembre la galleria Civica di Campione d\u2019Italia ospiter\u00e0 la mostra \u201cTesori del Nord e delle altre provincie russe\u201d, che vedr\u00e0 l\u2019esposizione di 38 antiche icone russe provenienti in larga misura dal patrimonio di Collezione Orler con sede a Marcon (Venezia) e da alcune importanti collezioni private. Nel complesso le opere esposte coprono un arco cronologico che va dal XVI al XIX secolo, con tavole provenienti per lo pi\u00f9 dai centri iconografici della Russia settentrionale (Cholmogory, Kargopol\u2019, dalla regione del fiume Onega, Vyg, Belosersk, Ustiug la Grande dalla regione di Vologda) ma anche dalla Russia centrale, dalla regione del Volga, da quella di Yaroslavl\u2019 fino ad arrivare a quella degli Urali con Neviansk.<\/p>\n<p>Tra l\u2019interessante campione di opere esposte, riveste una particolare importanza scientifica anche la presenza di una icona raffigurante il tema della \u201cResurrezione &#8211; Discesa agli Inferi\u201d della prima met\u00e0 del XVII secolo proveniente da Sol\u2019vycegodsk, a quel tempo possedimento della famosa famiglia di mercanti e imprenditori Stroganov.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 proprio i \u201cTesori del Nord\u201d, perch\u00e9 proprio le icone provenienti da questi remoti, isolati e talvolta inospitali aree della Russia settentrionale? La risposta a queste domande la si ha leggendo la presentazione di Gabriele Orler, titolare della ditta omonima e curatore della mostra: \u201cSono tornato di recente da un viaggio che mi ha portato a visitare alcuni suggestivi villaggi e alcune pi\u00f9 grandi citt\u00e0 del vasto Nord della Russia. Luoghi carichi di spiritualit\u00e0, dove il passato risplende ancora oggi, regalandoci gli scorci e le emozioni pi\u00f9 intense. Nel mio itinerario, ho avuto modo di incontrare isolati monasteri, piccoli paesi con le tipiche case dai colori variopinti che si affacciano nei fiumi, semplici chiesette di legno, vedute mozzafiato dai campanili, arabeschi di nuvole che sembrano rubare l\u2019azzurro del cielo&#8230; Tutto questo trattengo, come ricordo ed emozione indelebili, nel mio cuore, oltre ai tesori custoditi in musei magari poco noti eppure scrigni della &#8220;vera bellezza&#8221;, ovvero le meravigliose icone. Sono queste le immagini che porter\u00f2 sempre con me e che mi hanno arricchito enormemente. Ma la cosa che maggiormente ho percepito, lungo il mio cammino, \u00e8 stata la purezza\u2026 \u00c8 nell&#8217;aria, la si pu\u00f2 \u201cavvertire\u201d in ogni cosa; persino nei silenzi\u2026 Perch\u00e9 la Russia, e il suo Nord non meno che altri luoghi, serbano intatte oasi che invitano alla riflessione, alla meditazione, alla preghiera. E generano viva una sensazione di pace, di estasi divina che pervade la nostra anima, fa pulsare il nostro cuore e ci avvicina a Dio.\u201d<\/p>\n<p>\u201cLe pi\u00f9 antiche opere d\u2019arte sacra nella Russia -ricorda il responsabile scientifico della mostra Levon Neserjan- furono realizzate, com\u2019\u00e8 noto, sotto l\u2019influsso di Bisanzio e sovente con la diretta partecipazione di maestri greci. Tuttavia, fin dalla seconda meta del XIII secolo, quando dopo l\u2019invasione dei tataro-mongoli i legami tradizionali con Bisanzio per qualche tempo si indebolirono, la pittura russa di icone cominci\u00f2 ad acquistare dei propri lineamenti caratteristici, ben riconoscibili. Proprio in questo periodo presero avvio centri artistici locali come Novgorod, Pskov e Rostov la Grande. Poco pi\u00f9 tardi, alla fine del XIV secolo, anche Mosca e Tver\u2019 si presentarono come centri artistici autonomi. Al XIV &#8211; XV secolo appartengono le pi\u00f9 antiche icone provenienti dal Nord russo, una sconfinata regione comprendente la regione costiera del mar Bianco come pure i territori del bacino dei fiumi che vi si gettano, l\u2019Onega, la Dvina Settentrionale, la Pinega, la Mezen\u2019 e la Vycegda.<\/p>\n<p>E ancora, dalle parole dello studioso russo: \u201cData l\u2019esistenza di due principali vie di colonizzazione del Nord russo, provenienti da Novgorod e dalle terre di Rostov e Jaroslavl\u2019, le poche icone settentrionali del XIV -XV secolo conservatesi fino a oggi possono essere ascritte senza difficolt\u00e0 alle due rispettive tradizioni artistiche di Novgorod e della Russia Centrale. Forse, parte di esse era stata dipinta direttamente a Novgorod e nei centri artistici della Russia Centrale, ma la semplificazione delle tecniche artistiche che si osserva in varie opere consente di ipotizzare che fin da quest\u2019epoca nel Nord russo esistessero delle botteghe artistiche pi\u00f9 o meno autonome. In tali botteghe, probabilmente, si dipingevano icone per le prime chiese dei monasteri e le poche chiese parrocchiali del territorio. La fioritura della pittura di icone nel Nord e il processo di formazione delle sue peculiarit\u00e0 iconografiche e artistiche si situano nell\u2019epoca del tardo Medioevo, nel XVI-XVII secolo. Questo fenomeno venne favorito dallo sviluppo economico delle terre costiere e del loro entroterra, la cui importanza in questo periodo non era pi\u00f9 determinata semplicemente dalle ricche risorse naturali, ma anche dalle grandi vie commerciali che attraversavano questi territori.\u201d<\/p>\n<p>Insieme a botteghe locali, che almeno dalla meta del XVI secolo operarono attivamente a Vologda, Kargopol\u2019, Cholmogory, e poi anche ad Archangel\u2019sk, importanti centri di pittura di icone furono anche i principali monasteri del Nord, alle Solovki, le comunit\u00e0 di sant\u2019Antonij di Sijsk, dell\u2019Esaltazione della croce a Kij e altre ancora, dove in questa attivit\u00e0 erano impegnati monaci, servi del monastero e pellegrini. Sempre dalla prefazione di Levon Neserjan al catalogo della mostra si ricava che: \u201cPur mancando una formazione professionale come quella esistente nella capitale, nelle botteghe di queste citt\u00e0 e monasteri furono dipinte opere di indubbio talento, che colpiscono ancor oggi per la loro intensa e a volte ingenua espressivit\u00e0, e per l\u2019originalit\u00e0 artistica. Gli iconografi che lavoravano in citt\u00e0, in particolare a Kargopol\u2019 e Cholmogory, eseguivano anche opere destinate a chiese rurali, costruite per iniziativa delle parrocchie locali. Tuttavia, nella maggior parte dei casi le icone per queste chiese venivano dipinte dai contadini stessi, alcuni dei quali conoscevano i rudimenti del mestiere di iconografo e non di rado se li trasmettevano di padre in figlio. Questi artigiani semiprofessionali erano abbastanza numerosi, e proprio essi costituivano la massa principale degli iconografi settentrionali: questo spiega, da un lato, l\u2019evidente semplificazione delle tecniche tradizionali, e dall\u2019altro l\u2019apparire di originali peculiarit\u00e0 iconografiche e di soluzioni artistiche insolite ma generalmente molto efficaci. Un certo isolamento e la trasmissione dei segreti del mestiere di padre in figlio contribuivano a serbare e a fissare gli elementi caratteristici, cosa che talvolta (in particolare nella pittura di icone di epoca pi\u00f9 tarda), consente di distinguere l\u2019arte delle singole regioni settentrionali \u2013 i territori dell\u2019Onega, di Kargopol\u2019, Vologda e Beloozero, del mar Bianco e cosi via. Non si pu\u00f2 dire, tuttavia, che queste regioni conducessero un\u2019esistenza completamente separata dagli altri centri artistici. La pittura russa di icone del XVI-XVII secolo e l\u2019arte di un grande Stato centralizzato, in cui gli impulsi artistici provenienti dalla capitale svolgevano un ruolo fondamentale.<\/p>\n<blockquote><p>orari:<br \/>\nsab. 10.00-13.00 \/ 14.00-17.00 &#8211; dom. e festivi 10.00-13.00 \/ 14.00-17.00<br \/>\nlun. mer. ven. 9.00-13.00 &#8211; mar. giov. 9.00-13.00 \/ 14.30-17.30<\/p>\n<p>info:<br \/>\ninfo@collezioneorler.it<br \/>\n(+39)0414567816 \/ +41916419141<br \/>\ngalleriacivicasanzenone@gmail.com<br \/>\n+41 91 649 84 19<\/p>\n<p>Comunicato stampa a cura Frattura Scomposta<br \/>\ninfo@fratturascomposta.it &#8211; www.fratturascomposta.it<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/notes\/frattura-scomposta-contemporary-art-magazine\/tesori-del-nord-e-delle-altre-province-russe\/1168035366577460\">www.facebook.com\/fratturascompostamagazine\/<\/a><\/p><\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal 10 dicembre la galleria Civica di Campione d\u2019Italia ospiter\u00e0 la mostra \u201cTesori del Nord e delle altre provincie russe\u201d, che vedr\u00e0 l\u2019esposizione di 38 antiche icone russe provenienti in larga misura dal patrimonio di Collezione Orler, con sede a Marcon (Venezia), e da alcune importanti collezioni private. <\/p>\n","protected":false},"author":3586,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"gallery","meta":{"footnotes":""},"categories":[3,29,8],"tags":[25,9983,5197,28,9982,1621,9981],"class_list":["post-14679","post","type-post","status-publish","format-gallery","hentry","category-arte-e-cultura","category-comunicati","category-eventi","tag-arte","tag-campione-ditalia","tag-como","tag-cultura","tag-dipinti","tag-eventi","tag-icone-russe","post_format-post-format-gallery"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14679","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3586"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=14679"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14679\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14685,"href":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14679\/revisions\/14685"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=14679"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=14679"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=14679"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}