{"id":12619,"date":"2016-07-29T14:56:31","date_gmt":"2016-07-29T12:56:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/?p=12619"},"modified":"2016-07-29T14:56:31","modified_gmt":"2016-07-29T12:56:31","slug":"daiichi-sankyo-europa-sud-terapie-anticoagulanti-accesso-penalizzato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/2016\/07\/29\/daiichi-sankyo-europa-sud-terapie-anticoagulanti-accesso-penalizzato\/","title":{"rendered":"Daiichi Sankyo Europa: SUD, terapie anticoagulanti accesso penalizzato"},"content":{"rendered":"<p><strong>Forte diseguaglianza nell\u2019accesso alle nuove terapie anticoagulanti tra Nord (43,7%) e Sud (39,3%), e sottoutilizzo dei farmaci anticoagulanti orali<\/strong><\/p>\n<p><em>Scarsa consapevolezza della relazione tra fibrillazione atriale e ictus, forte diseguaglianza nell\u2019accesso alle terapie che possono prevenirlo tra Nord (43,7%) e Sud (39,3%) Italia, e sottoutilizzo nazionale dei farmaci anticoagulanti orali pi\u00f9 sicuri e maneggevoli, con un mancato risparmio di 230 milioni di euro l\u2019anno per il SSN, a causa di tagli indiscriminati alla spesa sanitaria e ostacoli normativi, questo \u00e8 quanto emerge dal pi\u00f9 grande tavolo interdisciplinare mai realizzato in Italia, grazie al coordinamento del prof. Francesco Perticone Presidente della SIMI e il supporto di Daiichi Sankyo Europa.<\/em><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1925\" src=\"https:\/\/20taskforceitaly.files.wordpress.com\/2016\/07\/sud-terapie-anticoagulanti-accesso-penalizzato.jpg?w=710\" alt=\"SUD terapie anticoagulanti accesso penalizzato\" \/><\/p>\n<p><em>Roma, 28 luglio 2016 \u2013<\/em> Scarsa percezione, anche nella classe medica, della relazione tra fibrillazione atriale e ictus; forte diseguaglianza nell\u2019accesso alle terapie che possono prevenirlo tra Nord e Sud Italia, e sottoutilizzo dei farmaci anticoagulanti, pi\u00f9 sicuri e maneggevoli, con un mancato risparmio di 230 milioni di euro l\u2019anno per il SSN, a causa di poco oculata gestione della spesa sanitaria e ostacoli normativi; sono alcuni importanti aspetti che emergono da un documento di prossima pubblicazione, frutto dell\u2019ultimo dibattito tra sedici esperti tra le pi\u00f9 importanti societ\u00e0 scientifiche, associazioni pazienti, enti regionali, esperti del settore e farmacoeconomisti, il pi\u00f9 grande tavolo interdisciplinare sul tema, realizzato con il coordinamento del prof Francesco Perticone, PO di Medicina Interna presso l\u2019Universit\u00e0 Magna Grecia di Catanzaro e Presidente della SIMI (Societ\u00e0 Italiana di Medicina Interna) e grazie al contributo incondizionato di Daiichi Sankyo Europa, gi\u00e0 promotrice del report europeo \u201cIl futuro dell\u2019Anticoagulazione\u201d.<\/p>\n<p>Nel nostro Paese, dei 200mila casi di ictus mediamente stimati ogni anno, circa 36mila sarebbero imputabili alla fibrillazione atriale, e si stima che nel corso della vita circa 1 persona su 3 affetta da FA vada incontro ad un ictus cerebrale. Nonostante le linee guida internazionali raccomandino l\u2019utilizzo della terapia anticoagulante come prevenzione dell\u2019ictus nei pazienti affetti da fibrillazione atriale, la percentuale dei soggetti a rischio di ictus nei quali questa viene prescritta \u00e8 solo del 55%, ed ancora inferiore nei soggetti di et\u00e0 maggiore dei 75 anni. La gestione di questa patologia, per la sua elevata prevalenza nella popolazione anziana, per l\u2019impatto che essa ha su morbilit\u00e0 e mortalit\u00e0, nonch\u00e9 per le notevoli conseguenze socioeconomiche in relazione a cure, ricoveri ospedalieri e disabilit\u00e0, assume grande rilevanza soprattutto nel contesto meridionale, dove si registra un forte trend di crescita dell\u2019indice di vecchiaia (+ del 30%, rispetto al 5,2% del Nord-Ovest, al 7% del Centro e -1% del Nord-Est), e dove i piani di spending review inducono le Autorit\u00e0 Sanitarie a tagli sulla spesa corrente che quasi sempre penalizzano l\u2019impiego dei nuovi farmaci, senza considerare il risparmio effettivo legato al loro impiego nel medio-lungo termine.<\/p>\n<p>La disponibilit\u00e0 degli anticoagulanti orali diretti (DOAC), pi\u00f9 maneggevoli e sicuri rispetto all\u2019attuale profilassi terapeutica con gli antagonisti della vitamina K (AVK) come il warfarin, impatta significativamente sulla qualit\u00e0 di vita dei pazienti, e fornisce una risposta pi\u00f9 efficace per la prevenzione dell\u2019ictus, quantificabile in circa 11.000 casi evitabili all\u2019anno, che corrisponderebbero a un risparmio per il Servizio Sanitario Nazionale di circa 230 milioni di euro l\u2019anno, poich\u00e9 se \u00e8 vero che essi hanno costi iniziali pi\u00f9 elevati (prezzo ex-factory di circa 66 euro mensili contro i poco pi\u00f9 di 1 del warfarin), il loro utilizzo eviterebbe i costi diretti di ospedalizzazioni e cure a seguito di ictus acuti, e quelli indiretti dei numerosi monitoraggi e follow-up, richiesti dall\u2019attuale standard terapeutico.<\/p>\n<p><strong>Le difficolt\u00e0 di accesso alle cure.<\/strong> La prescrizione dei DOAC stenta per\u00f2 a decollare, per diversi ordini di ragioni che spaziano dalla mancata informazione ed educazione che tocca persino la classe medica, a meccanismi di natura economica e normativa: la falsa percezione che l\u2019acido acetilsalicilico sia efficace, meno pericoloso e meno costoso degli anticoagulanti; la scarsa conoscenza e confidenza con \u00abfarmaci nuovi\u00bb che spinge a prediligere la prescrizione dei \u00abvecchi anticoagulanti\u00bb come il warfarin; il complicato accesso alla nuova classe di farmaci, a causa dei tortuosi percorsi che il paziente deve affrontare per accedere alla terapia e alla complessa compilazione online dei piani terapeutici AIFA per la rimborsabilit\u00e0, che spesso viene vissuto dai clinici come un vero e proprio deterrente alla prescrizione e ne scoraggia l\u2019impiego appropriato su fasce di pazienti pi\u00f9 ampie; la limitata autorizzazione alla prescrizione riservata solo ad alcune categorie di medici e specialisti, con l\u2019aggiunta di ulteriori limitazioni nelle singole regioni e ASL, soprattutto meridionali, che hanno recepito le disposizioni AIFA in maniera difforme.<\/p>\n<p><strong>Il Sud fanalino di coda nelle cure per la fibrillazione atriale.<\/strong> Nel meridione sono circa 170 mila i pazienti ad alto rischio che non ricevono la prescrizione di una cura adeguata, pari a circa un caso su due. Al Nord e al Centro Italia, invece, i malati ricevono la terapia pi\u00f9 adatta nel 60% dei casi e la maggioranza la segue per il tempo necessario e senza fare errori: l\u2019aderenza alle cure arriva al 78% al Nord e al Centro, mentre si ferma al 60% al Sud dove i pazienti, rispetto al resto d\u2019Italia, ricevono meno anticoagulanti orali e pi\u00f9 antipiastrinici (fino a un terzo dei casi), che risultano assolutamente inefficaci a prevenire le complicanze di questa aritmia.<br \/>\nLa quota dei pazienti trattati risulta fortemente difforme sia tra le varie regioni italiane, con un valore massimo del 52,5% in Veneto, ed uno minimo del 22,9% in Sicilia, sia all\u2019interno di una stessa regione, come nel caso della Campania, che mostra una forte variabilit\u00e0 fra le varie ASL e i diversi distretti. A livello di ASL si passa dall\u201911,0% (Sicilia) al 62,5% (Friuli Venezia Giulia). Le Regioni meridionali hanno un tasso di trattamento del 39,3%, inferiore di 4,4 punti percentuali rispetto alla media nazionale. Anche il ricorso ai DOAC risulta fortemente difforme, pur essendosi quadruplicato fra il 2014 (9,3%) e il 2015 (36,4%). Il problema pi\u00f9 significativo rimane per\u00f2 la profilassi dei pazienti a maggior rischio di ictus. I livelli sono ancora lontani dai target ottimali, con una media nazionale giunta al 43,7%, ma ferma al 39,3% nelle Regioni meridionali, dove rimangono sotto il 40% 4 Regioni su 8. Rispetto al 2014, si osserva una netta crescita della copertura ma non una riduzione significativa della variabilit\u00e0 regionale, che rimane molto elevata, con quasi 30 punti percentuali di differenza fra la regione con la maggiore e quella con la minore quota di trattati: rimangono quindi problemi di accesso rilevanti in determinate aree geografiche.<\/p>\n<p><strong>Le azioni necessarie.<\/strong> La rimozione di queste barriere, insieme ad un\u2019efficace azione di sensibilizzazione sulla reale portata epidemiologica e prognostica della FA, pu\u00f2 comportare un significativo risparmio per i Sistemi Sanitari Regionali. Infatti risulta chiara ancora la scarsa consapevolezza, di gran parte dei pazienti e di alcuni medici, dell\u2019elevato rischio di ictus connesso alla FA e la sottodiagnosi della patologia dovuta anche alle caratteristiche di questa aritmia, che pu\u00f2 essere asintomatica, soprattutto negli anziani. Il documento prodotto dal tavolo interdisciplinare, oltre ad una puntuale analisi dello stato dell\u2019arte dell\u2019anticoagulazione in Italia, propone alcune azioni specifiche per migliorare la gestione del paziente con FA, da attuare soprattutto nelle regioni meridionali: campagne di screening mirate alla sensibilizzazione della popolazione; definizione di percorsi formativi per potenziare l\u2019appropriatezza terapeutica, eliminando il gap di conoscenza e informazione tra prescrittori autorizzati e Medici di medicina generale ; sviluppo di modelli di reti hub-spoke delle stroke unit; definizione di Nuovi Modelli gestionali per il follow-up dei pazienti in terapia anticoagulante che passano da VKA a DOAC; coinvolgimento dei cittadini e delle Associazioni Pazienti e, infine, una regia nazionale che dia indicazioni precise e omogenee su tutto il territorio nazionale, per evitare che l\u2019eccessiva frammentazione in specifiche direttive a livello regionale incida negativamente sul tema dell\u2019equit\u00e0 di accesso alle cure e sull\u2019appropriatezza terapeutica.<em> \u201cLa prima necessit\u00e0 \u00e8 quella di garantire, a tutti i pazienti italiani, quell\u2019uguaglianza nell\u2019accesso alle cure e soprattutto alle nuove terapie, che oggi di fatto ancora non c\u2019\u00e8. Ci siamo riuniti per dare il nostro contributo a questo obiettivo ambizioso ma possibile, e auspico che il nostro tavolo multidisciplinare resti attivo fino al raggiungimento di una piena uniformit\u00e0, sia tra nord e sud, che all\u2019interno delle singole regioni, dove le indicazioni terapeutiche spesso sono difformi nelle varie Asl e distretti\u201d<\/em> ha spiegato il coordinatore di questa iniziativa, <strong>Francesco Perticone<\/strong>, PO di Medicina Interna presso l\u2019Universit\u00e0 di Magna Grecia di Catanzaro e Presidente della SIMI, <em>\u201d Poich\u00e9, solo quando il trattamento dei pazienti sar\u00e0 uniforme in tutta Italia, si potranno utilizzare nel modo migliore le risorse e garantire una reale appropriatezza terapeutica. E ci\u00f2 sar\u00e0 di beneficio non solo alla qualit\u00e0 di vita dei pazienti ma anche all\u2019intero sistema sanitario nazionale, che potr\u00e0 contare su un cospicuo risparmio sui costi gestionali\u201d.<\/em><\/p>\n<p><strong>Contatti<\/strong><\/p>\n<p><strong>Daiichi Sankyo<\/strong><br \/>\nElisa Porchetti<br \/>\nTel.+39 0685255-202<br \/>\nelisa.porchetti@<span class=\"skimlinks-unlinked\">daiichi-sankyo.it<\/span><\/p>\n<p>Valeria Carbone Basile<br \/>\nTel: +39 339 1704748<br \/>\nvaleria.carbonebasile@<span class=\"skimlinks-unlinked\">gmail.com<\/span><\/p>\n<p><strong>Daiichi Sankyo<\/strong><br \/>\nDaiichi Sankyo \u00e8 un Gruppo farmaceutico attivamente impegnato nella ricerca, nello sviluppo e nella produzione di farmaci innovativi con la mission di colmare i diversi bisogni di cura ancora non soddisfatti dei pazienti, sia nei mercati industrializzati che in quelli emergenti. Con pi\u00f9 di 100 anni di esperienza scientifica e una presenza in pi\u00f9 di 20 Paesi, Daiichi Sankyo e i suoi 16,000 dipendenti in tutto il mondo, contano su una ricca eredit\u00e0 di innovazione e una robusta linea di farmaci promettenti per aiutare le persone. Oltre a mantenere il suo robusto portafoglio di farmaci per il trattamento dell\u2019ipertensione e dei disordini trombotici, e con la Vision del Gruppo al 2025 di diventare una \u201cGlobal Pharma Innovator con vantaggi competitivi in area oncologica\u201c, le attivit\u00e0 di ricerca e sviluppo di Daiichi Sankyo sono focalizzate alla creazione di nuove terapie per l\u2019oncologia e l\u2019immuno-oncologia, con un ulteriore focus su nuove frontiere quali la gestione del dolore, le malattie neurodegenerative e cardiometaboliche, e altre patologie rare.<\/p>\n<p><strong>FONTE<\/strong>: <a href=\"https:\/\/www.daiichi-sankyo.it\/index.php?id=8077&amp;tx_news_pi1%5Bnews%5D=504&amp;tx_news_pi1%5Bcontroller%5D=News&amp;tx_news_pi1%5Baction%5D=detail&amp;cHash=88f38e366f4f69cb4ece4bf58f2b6751\" target=\"_blank\">Daiichi Sankyo<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Forte diseguaglianza nell\u2019accesso alle nuove terapie anticoagulanti tra Nord (43,7%) e Sud (39,3%), e sottoutilizzo dei farmaci anticoagulanti orali Scarsa consapevolezza della relazione tra fibrillazione atriale e ictus, forte diseguaglianza nell\u2019accesso alle terapie che possono prevenirlo tra Nord (43,7%) e Sud (39,3%) Italia, e sottoutilizzo nazionale dei farmaci anticoagulanti orali pi\u00f9 sicuri e maneggevoli, con [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2569,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[14],"tags":[8868,8867,8267,8869,8870],"class_list":["post-12619","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-salute-e-medicina","tag-anticoagulanti-doac","tag-daiichi-sankyo-europa","tag-fibrillazione-atriale","tag-ssn-tavolo-interdisciplinare","tag-sud-terapie-anticoagulanti"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12619","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2569"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=12619"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12619\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":12620,"href":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12619\/revisions\/12620"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=12619"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=12619"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=12619"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}