{"id":10034,"date":"2016-05-20T13:01:32","date_gmt":"2016-05-20T11:01:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/?p=10034"},"modified":"2018-10-28T18:56:20","modified_gmt":"2018-10-28T17:56:20","slug":"la-storia-di-otranto-attraverso-la-pietra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/2016\/05\/20\/la-storia-di-otranto-attraverso-la-pietra\/","title":{"rendered":"La storia di Otranto attraverso la pietra"},"content":{"rendered":"<p>La storia di Otranto \u00e8 storia di popolazioni che per secoli si sono alternate alla guida della citt\u00e0, traendo giovamento dalla sua posizione strategica e restituendo quanto preso in termini di arte e contributo storico &#8211; culturale. Per secoli l\u2019arte si \u00e8 espressa principalmente utilizzando il linguaggio silenzioso della pietra, cos\u00ec che oggi il centro cittadino, forte di una storia intensa e molteplice, arreca su di s\u00e9 vivide testimonianze che si snodano su tutto il territorio. Otranto dista meno di 10 km da Giurdignano, la capitale leccese dei megaliti, le testimonianze pi\u00f9 antiche di una contaminazione straniera \u2013 messapica per la precisione \u2013 in suolo salentino. Furono loro i capostipiti di una tradizione dell\u2019accoglienza \u2013 e molto pi\u00f9 spesso della subordinazione \u2013 verso lo straniero, abbracciando l\u2019altrove, introiettando nel proprio tessuto la poetica dell\u2019esotico che si trasforma in parte di s\u00e9. Otranto fu feudo della Magna Grecia, accogliendo il canone classico e l\u2019armonia neo-greca. Segu\u00ec la dominazione romana e la loro impronta si manifest\u00f2 soprattutto nell\u2019urbanistica e nella realizzazione di strade. L\u2019arte bizantina impregna in profondit\u00e0 l\u2019anima artistica del luogo, la riempie di forme arabesche e di simbolismi; ogni manifestazione bizantina \u00e8 una cicatrice sul volto sfigurato della citt\u00e0, falcidiata dagli sbarchi turchi che per secoli terrorizzarono la popolazione. Segu\u00ec quindi il riscatto aragonese, magistralmente concretizzato nel Castello che domina il cuore cittadino e dalle mura che lo cingono. Ogni masseria a Otranto\u00a0che risalga al XVI \u2013 XVIII secolo \u00e8 figlio di quel retaggio, e rimanda alle sofferenze di un popolo che cercava di ricostruirsi dopo l\u2019assalto turco del 1480 e le conseguenze funeste che ne derivarono. Si giunge fino all\u2019avvenuta unit\u00e0 d\u2019Italia, in cui il Salento si svincol\u00f2 dal Regno di Napoli per confluire nella circoscrizione nazionale. Ma la sostanza non cambi\u00f2, il territorio riamasse provincia dimenticata dallo stato centrale, soggiogata dai latifondi e costretta a un regime di auto-sussistenza che trovava nelle masserie agricole il cuore pulsante.<br \/>\nOggi la masseria diviene <strong>agriturismo a Otranto<\/strong>, e l\u2019arretratezza che schiavizzava la zona \u00e8 mutata, il turismo \u00e8 il vero motore trainante. Esso si alimenta proprio dalle masserie che innalzano la qualit\u00e0 del servizio ricettivo, e il mare che tanto ha danneggiato le coste idruntine \u00e8 l\u2019attrazione principale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La storia di Otranto \u00e8 storia di popolazioni che per secoli si sono alternate alla guida della citt\u00e0, traendo giovamento dalla sua posizione strategica e restituendo quanto preso in termini di arte e contributo storico &#8211; culturale. 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