{"id":84351,"date":"2020-04-02T21:51:58","date_gmt":"2020-04-02T19:51:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicati\/?p=84351"},"modified":"2020-04-03T02:24:51","modified_gmt":"2020-04-03T00:24:51","slug":"emanuela-casti-ricercatrice-in-geografia-e-in-teoria-della-cartografia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicati\/emanuela-casti-ricercatrice-in-geografia-e-in-teoria-della-cartografia\/","title":{"rendered":"Emanuela Casti, ricercatrice in geografia e in teoria della cartografia"},"content":{"rendered":"<p><!-- VideographyWP Plugin Message: Automatic video embedding prevented by plugin options. --><\/p>\n<h1>Emanuela Casti, ricercatrice in geografia e in teoria della cartografia<\/h1>\n<p><b>Emanuela Casti<\/b>\u00a0(nata nel 1950 a Mira, Venezia, Italia) \u00e8 una geografa italiana e una teorica della cartografia.\u00a0Professore ordinario\u00a0<a title=\"Universit\u00e0 degli Studi di Bergamo\" href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/University_of_Bergamo\">all&#8217;Universit\u00e0 di Bergamo<\/a>\u00a0 nel 2004 Casti ha fondato il Diathesis Cartographic Lab, un laboratorio permanente dedicato all&#8217;analisi territoriale, all&#8217;innovazione cartografica e alla sperimentazione. Un noto innovatore nel campo della cartografia teorica, Casti ha formalizzato una teoria semiotica delle mappe geografiche.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-84352\" src=\"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicati\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Emanuela_Casti_geografa_cartografa.jpg\" alt=\"Emanuela Casti - Ricercatrice in geografia e cartografia\" width=\"1800\" height=\"1157\" srcset=\"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicati\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Emanuela_Casti_geografa_cartografa.jpg 1800w, https:\/\/www.area-press.eu\/comunicati\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Emanuela_Casti_geografa_cartografa-300x193.jpg 300w, https:\/\/www.area-press.eu\/comunicati\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Emanuela_Casti_geografa_cartografa-1024x658.jpg 1024w, https:\/\/www.area-press.eu\/comunicati\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Emanuela_Casti_geografa_cartografa-768x494.jpg 768w, https:\/\/www.area-press.eu\/comunicati\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Emanuela_Casti_geografa_cartografa-1536x987.jpg 1536w\" sizes=\"auto, (max-width: 1800px) 100vw, 1800px\" \/><\/p>\n<h1>Carriera accademica<\/h1>\n<p>Dopo essersi laureata all&#8217;Universit\u00e0 di Padova\u00a0con una tesi sull&#8217;evoluzione storica della <strong>cartografia<\/strong> a Mantova, la professoressa Casti ha iniziato la sua ricerca accademica nel 1983, quando \u00e8 stata nominata ricercatrice presso la stessa universit\u00e0.\u00a0Casti \u00e8 diventata professore associato presso l&#8217;<strong>Universit\u00e0 di Bergamo<\/strong> nel 1992 e professore ordinario nel 2001. Ha anche insegnato corsi, conferenze e seminari presso altre istituzioni accademiche sia in Italia (\u00a0Universit\u00e0 di Torino\u00a0) che all&#8217;estero (\u00a0EPFL &#8211; \u00c9cole Polytechnique F\u00e9d\u00e9rale de Lausanne\u00a0, Parigi VII &#8211; Parigi &#8211; Diderot).<br \/>\nDalla data della sua fondazione fino alla sua conclusione ufficiale nel 2012, la professoressa Casti \u00e8 stato membro del Collegio dei Docenti per il dottorato di ricerca in &#8220;Geografia dello sviluppo e delle dinamiche urbane-regionali&#8221; (Geografia dello sviluppo e di dinamica urbano-regionale). \u00c8 stata coinvolta in gruppi di ricerca sia a livello nazionale (con collegamenti attivi con la rivista italiana Terra d&#8217;Africa) che a livello internazionale (all&#8217;interno della rete Eidolon). Casti \u00e8 anche membro di molte importanti societ\u00e0 italiane ( AGeI\u00a0,\u00a0SGI\u00a0, RGI, AIIGI) e gruppi di lavoro internazionali (UGI,\u00a0ICA\u00a0).<\/p>\n<p><script async src=\"https:\/\/pagead2.googlesyndication.com\/pagead\/js\/adsbygoogle.js\"><\/script><br \/>\n<!-- area-press.eu_Adattabile_rettangolo_GLP --><br \/>\n<ins class=\"adsbygoogle\" style=\"display: block;\" data-ad-client=\"ca-pub-3786472933840786\" data-ad-slot=\"1200271884\" data-ad-format=\"auto\" data-full-width-responsive=\"true\"><\/ins><br \/>\n<script>\n     (adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({});\n<\/script><\/p>\n<p>Dopo aver iniziato la sua carriera come specialista nella <strong>cartografia<\/strong> storica veneziana, <strong>Casti<\/strong> ha ampliato la portata della sua ricerca per abbracciare vari periodi storici.\u00a0Ha analizzato a fondo il ruolo delle mappe nella regione italiana della <strong>Lombardia<\/strong> nel Rinascimento e nei primi tempi moderni;\u00a0ha affrontato temi chiave della <strong>cartografia<\/strong> coloniale italiana e francese e studiato esempi preistorici di mappatura incisa su roccia in <strong>Valcamonica<\/strong> (Valle Camonica, Italia).<br \/>\nLungi dall&#8217;essere considerati semplici artefatti storici, questi esempi cartografici hanno fornito una solida base per l&#8217;analisi empirica e applicata.\u00a0Sulla base di tali mappe, la professoressa <strong>Casti<\/strong> ha sviluppato la sua teoria della <strong>semiosi cartografica<\/strong>.<br \/>\n<strong>Casti<\/strong> ha anche usato la stessa teoria per far luce sui prodotti e sul potenziale comunicativo e pragmatico della mappatura digitale, GIS e WebGIS,\u00a0con particolare attenzione alla mappatura partecipativa a sostegno della governance locale.\u00a0Individuando i complessi meccanismi in atto in una mappa geografica, la ricerca di <strong>Casti<\/strong> ha messo in evidenza i legami tra <strong>cartografia<\/strong> e <strong>geografia<\/strong> e le discrepanze tra <strong>mappe tradizionali<\/strong> e <strong>digitali<\/strong>.<\/p>\n<p>L&#8217;<strong>Africa<\/strong> \u00e8 stata a lungo oggetto privilegiato delle numerose indagini in loco del professor Casti, ben pi\u00f9 di trenta dal 1992. In questo contesto, ha condotto ricerche applicate sulla protezione ambientale e la cooperazione con i paesi in via di sviluppo, lavorando nell&#8217;ambito dei programmi dell&#8217;UE, della\u00a0<a title=\"Unione internazionale per la conservazione della natura\" href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/International_Union_for_Conservation_of_Nature\">Unione Internazionale per la Conservazione della Natura<\/a>\u00a0(IUCN) e\u00a0UNESCO\u00a0.\u00a0In particolare, Casti ha partecipato a progetti per la gestione delle zone cuscinetto delle aree protette nell&#8217;Africa occidentale: vale a dire il progetto di collaborazione 2002-2005 con il centro di ricerca francese CIRAD di Montpellier che coinvolge la\u00a0<a title=\"W National Park\" href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/W_National_Park\">Riserva della biosfera transfrontaliera del Niger<\/a>, Benin e Burkina Faso;\u00a0e la collaborazione 2006-2009 con il centro universitario di eccellenza 2iE- Institut International d&#8217;Ing\u00e9ni\u00e9rie de l&#8217;Eau e de l&#8217;Environnement di Ouagadougou &#8211; Unit\u00e0 di protezione e conservazione dell&#8217;Arly in Burkina Faso.<\/p>\n<p>La Prof. <strong>Casti<\/strong> attualmente persegue la sua linea di ricerca teorica e applicata nel campo della <strong>cartografia<\/strong>, dedicandosi anche alla pianificazione urbana e alla valorizzazione e sviluppo territoriale.\u00a0Attraverso la creazione di sistemi di mappatura partecipativa tra il 2012 e il 2013, <strong>Casti<\/strong> ha guidato il processo partecipativo per l&#8217;applicazione della citt\u00e0 italiana di <strong>Bergamo<\/strong> come Capitale europea della cultura (<strong>Bergamo<\/strong> Open Mapping 2019) e, negli anni 2014-2015, il processo partecipativo per la rivitalizzazione degli spazi pubblici a <strong>Bergamo<\/strong> (BG Public Space).<\/p>\n<p>Nel 2012, con l&#8217;obiettivo di dare il via alla rigenerazione dei territori attraverso un approccio basato sul turismo, <strong>Casti<\/strong> ha promosso e implementato una rete europea di citt\u00e0 a grappolo (comprendente <strong>Bergamo<\/strong>, Beauvais, Cambridge, Charleroi, Girona, Lubecca, Santander);\u00a0tutte le citt\u00e0 di medie dimensioni, situate in aree urbane, con un&#8217;universit\u00e0 e un aeroporto serviti da compagnie aeree a basso costo (Progetto intitolato: Centralit\u00e0 dei territori, verso la rigenerazione di <strong>Bergamo<\/strong> in una rete europea).<\/p>\n<p><script async src=\"https:\/\/pagead2.googlesyndication.com\/pagead\/js\/adsbygoogle.js\"><\/script><br \/>\n<!-- area-press.eu_Adattabile_rettangolo_GLP --><br \/>\n<ins class=\"adsbygoogle\" style=\"display: block;\" data-ad-client=\"ca-pub-3786472933840786\" data-ad-slot=\"1200271884\" data-ad-format=\"auto\" data-full-width-responsive=\"true\"><\/ins><br \/>\n<script>\n     (adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({});\n<\/script><\/p>\n<h1>Principali risultati teorici: La teoria della semiosi cartografica<\/h1>\n<p>La professoressa <strong>Casti<\/strong> ha elaborato la teoria della <strong>semiosi cartografica<\/strong> nel 1998, quando ha anche pubblicato il suo primo libro teorico L&#8217;ordine del mondo e la sua rappresentazione, tradotto in inglese nel 2005 con il titolo <strong>Reality as Representation<\/strong>.\u00a0La <strong>semiotica della cartografia<\/strong> e la generazione del significato.<br \/>\nLa teoria di <strong>Casti<\/strong> si trova all&#8217;interno dell&#8217;area di ricerca chiamata &#8220;<strong>cartografia postmoderna<\/strong>&#8220;, inaugurata da\u00a0<a title=\"John Brian Harley\" href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/John_Brian_Harley\">John B. Harley<\/a>\u00a0nel 1989 e sviluppata nel primo decennio del 21 \u00b0 secolo con contributi di <strong>Emanuela Casti<\/strong>, Jeremy Crampton, Martin Dodge, Rob Kitchin,\u00a0John Pickles\u00a0,\u00a0<a title=\"Denis Wood\" href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Denis_Wood\">Denis Wood<\/a>.<br \/>\nL&#8217;ipotesi di base della ricerca postmoderna \u00e8 un interrogatorio sull&#8217;oggettivit\u00e0 e la neutralit\u00e0 delle <strong>mappe<\/strong>, e pi\u00f9 specificamente un interrogatorio sulla natura scientifica delle metriche euclidee.<br \/>\nDi conseguenza, le mappe non sono viste come semplici &#8220;specchi della realt\u00e0&#8221;, ma piuttosto come strumenti attraverso i quali la realt\u00e0 viene modellata.<br \/>\nIl contributo chiave di <strong>Casti<\/strong> sta nell&#8217;aver abbracciato questa ipotesi iniziale come trampolino per articolare una teoria in grado di investigare la costruzione e i meccanismi comunicativi delle <strong>mappe<\/strong>.<br \/>\nSpostando il focus dell&#8217;interesse dalle <strong>mappe<\/strong> come strumenti per la mediazione del territorio alle <strong>mappe<\/strong> come operatori che influenzano attivamente la gamma di attivit\u00e0 che si possono implementare sui territori, la teoria di <strong>Casti<\/strong> ha indicato le aree in cui \u00e8 necessaria un&#8217;azione per assumere il controllo dei risultati comunicativi di <strong>Mappatura<\/strong>.<br \/>\nSupponendo una simbiosi tra territorio e <strong>mappatura<\/strong>, <strong>Casti<\/strong> definisce in modo definitivo le mappe come complessi atti denonazionali, sulla base dei quali gli individui si appropriano del territorio intellettualmente e simbolicamente ordinando il mondo.<br \/>\nLe <strong>mappe<\/strong> dovrebbero essere prese come esempi di &#8220;metasemiosi&#8221; &#8211; o &#8220;semiosi di secondo livello&#8221;,<br \/>\nIl professor <strong>Casti<\/strong> esplora la transizione da una mappatura topografica, creata da agenzie governative, per aprire la <strong>cartografia<\/strong>, prodotta in collaborazione dalle persone (e collegata a una nuova idea di <strong>corografia<\/strong>).<br \/>\nQuest&#8217;ultimo ha il potenziale per diventare un concetto altamente praticabile, da utilizzare come operatore per aiutare i cittadini a pensare e progettare il proprio spazio di vita e a comprendere il mondo attuale.<br \/>\nIn particolare, Casti sostiene che, in virt\u00f9 delle sue caratteristiche altamente interattive, la nuova mappatura digitale (in particolare\u00a0<a title=\"Mappatura Web\" href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Web_mapping\">WebGIS<\/a>\u00a0) apre nuovi scenari e pone la <strong>cybercartografia<\/strong> come disciplina privilegiata per il recupero e la promozione del significato sociale del territorio in tutte le sue forme (paesaggio e ambiente ).<\/p>\n<p><script async src=\"https:\/\/pagead2.googlesyndication.com\/pagead\/js\/adsbygoogle.js\"><\/script><br \/>\n<!-- area-press.eu_Adattabile_rettangolo_GLP --><br \/>\n<ins class=\"adsbygoogle\" style=\"display: block;\" data-ad-client=\"ca-pub-3786472933840786\" data-ad-slot=\"1200271884\" data-ad-format=\"auto\" data-full-width-responsive=\"true\"><\/ins><br \/>\n<script>\n     (adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({});\n<\/script><\/p>\n<h1>La strategia SIGAP e la mappatura partecipativa<\/h1>\n<p>La strategia <strong>SIGAP<\/strong> (Sistemi di informazione geografica per aree protette \/ Azione partecipativa) \u00e8 una metodologia di ricerca che adotta la<strong> semiosi cartografica<\/strong> e verifica il suo effettivo campo di applicazione. Raccoglie concetti presentati da agenzie internazionali &#8211; come &#8220;sostenibilit\u00e0&#8221;, &#8220;partecipazione alla conservazione&#8221; e li trasforma in strumenti operativi per la pianificazione territoriale e ambientale.<br \/>\nTestata in vari contesti nazionali e internazionali per quanto riguarda una variet\u00e0 di problemi (<strong>migrazione<\/strong>, <strong>protezione ambientale<\/strong>, <strong>pianificazione del paesaggio<\/strong>, sistemi turistici, rigenerazione urbana, ecc.), La metodologia SIGAP implementa la gamma tipica di competenze basate sulla geografia nel campo dell&#8217;applicazione ricerca.<br \/>\nCome tale, coinvolge tutte le fasi dell&#8217;analisi: l&#8217;adozione di una teoria che informa la metodologia del territorio; interazione con gli abitanti locali per la lettura dei dati; costruzione di modelli interpretativi e loro visualizzazione cartografica.<br \/>\nIn ciascuna di queste fasi, la <strong>cartografia<\/strong> assume capacit\u00e0 diverse a seconda dell&#8217;obiettivo da perseguire. Il prodotto finale \u00e8 un sistema multimediale interattivo.<\/p>\n<p><script async src=\"https:\/\/pagead2.googlesyndication.com\/pagead\/js\/adsbygoogle.js\"><\/script><br \/>\n<!-- area-press.eu_Adattabile_rettangolo_GLP --><br \/>\n<ins class=\"adsbygoogle\" style=\"display: block;\" data-ad-client=\"ca-pub-3786472933840786\" data-ad-slot=\"1200271884\" data-ad-format=\"auto\" data-full-width-responsive=\"true\"><\/ins><br \/>\n<script>\n     (adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({});\n<\/script><\/p>\n<h1>S-Low Tourism<\/h1>\n<p>Casti usa la frase &#8220;<strong>s-Low Tourism<\/strong>&#8221; per sottolineare l&#8217;assenza di una chiara rottura concettuale tra la nozione di lentezza e la nozione di velocit\u00e0.<br \/>\nIn effetti, il suo acronimo si riferisce sia al &#8220;lento&#8221; come prerequisito per un&#8217;esperienza consapevole del territorio, sia alle compagnie aeree a basso costo che hanno rivoluzionato il modo in cui pensiamo ai viaggi aerei, come qualcosa di diverso da un viaggio, qualcosa basato sulla velocit\u00e0 e sicurezza.<br \/>\nDa un lato, il viaggio aereo \u00e8 aumentato, \u00e8 pi\u00f9 intenso e di solito copre un periodo di tempo pi\u00f9 breve: \u00e8 alla base di uno stile di vita attuale, per cui le destinazioni turistiche non vengono pi\u00f9 analizzate sulla base di indicatori convenzionali.<br \/>\nAllo stesso tempo, tuttavia, la nozione di sostenibilit\u00e0 applicata alla pianificazione territoriale ha ampiamente dimostrato che il <strong>turismo<\/strong> \u00e8 una forza trainante per le comunit\u00e0 locali,\u00a0che concepiscono e presentano il proprio spazio non solo come meta di vacanza ma come luogo da vivere nelle sue caratteristiche sociali, culturali e ambientali.<br \/>\nIn un salto di prospettiva, il <strong>turismo<\/strong> cessa di essere una semplice forza trainante per lo sviluppo economico e diventa un&#8217;opportunit\u00e0 per la rigenerazione regionale, al fine di produrre sviluppo sociale attraverso il recupero di un senso del luogo, vale a dire del valore chiave di territorio.<br \/>\nQuesto \u00e8 un tipo di rigenerazione che si concentra sulle risorse culturali e naturali dei territori, ora rese disponibili online per un nuovo tipo di <strong>turista<\/strong> che \u00e8 intriso di tecnologia dell&#8217;informazione e abituato a nuove modalit\u00e0 di viaggio.<br \/>\nQuesto nuovo <strong>turista<\/strong>&#8211;<strong>viaggiatore<\/strong> cerca un&#8217;esperienza di viaggio basata su un apprezzamento lento, sulla mobilit\u00e0 ecologica, ambientale e verde.\u00a0Eppure, allo stesso tempo,\u00a0la mobilit\u00e0 deve essere veloce affinch\u00e9 i viaggiatori possano sperimentare pi\u00f9 destinazioni tematiche che condividono caratteristiche culturali comparabili.<br \/>\nA livello locale, questo nuovo <strong>turismo<\/strong> si basa sulla valorizzazione dei progetti di piccole imprese, della tecnologia intelligente e della partecipazione dei cittadini.<br \/>\nA livello internazionale, deve basarsi su una sinergia tra istituzioni pubbliche e private, volta a promuovere politiche comuni per lo sviluppo del <strong>turismo<\/strong> e dell&#8217;accessibilit\u00e0.<\/p>\n<p><script async src=\"https:\/\/pagead2.googlesyndication.com\/pagead\/js\/adsbygoogle.js\"><\/script><br \/>\n<!-- area-press.eu_Adattabile_rettangolo_GLP --><br \/>\n<ins class=\"adsbygoogle\" style=\"display: block;\" data-ad-client=\"ca-pub-3786472933840786\" data-ad-slot=\"1200271884\" data-ad-format=\"auto\" data-full-width-responsive=\"true\"><\/ins><br \/>\n<script>\n     (adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({});\n<\/script><\/p>\n<h1>Il metodo RIFO<\/h1>\n<p>Il metodo deriva da uno studio di monitoraggio su aree in disuso e obsolete (edifici costruiti tra il 1950 e il 1980) in Lombardia.<br \/>\nSi basa su tre presupposti: la simbiosi tra rigenerazione del territorio e ristrutturazione urbana;\u00a0uno spostamento dell&#8217;attenzione che coinvolge le &#8220;citt\u00e0&#8221; non pi\u00f9 viste come strutture territoriali ma come siti che incarnano uno stile di vita ecologico;\u00a0la prospettiva di una ristrutturazione circolare delle aree dismesse e fuori produzione, con la partecipazione attiva degli abitanti locali.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-84357 size-full\" src=\"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicati\/wp-content\/uploads\/2028\/04\/emanuela-casti_rifo.jpg\" alt=\"Emanuela Casti - Metodo Rifo\" width=\"1280\" height=\"720\" srcset=\"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicati\/wp-content\/uploads\/2028\/04\/emanuela-casti_rifo.jpg 1280w, https:\/\/www.area-press.eu\/comunicati\/wp-content\/uploads\/2028\/04\/emanuela-casti_rifo-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.area-press.eu\/comunicati\/wp-content\/uploads\/2028\/04\/emanuela-casti_rifo-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/www.area-press.eu\/comunicati\/wp-content\/uploads\/2028\/04\/emanuela-casti_rifo-768x432.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px\" \/><br \/>\nOperativamente, questo metodo mira a sostituire gli edifici obsoleti (in termini di sicurezza, risparmio energetico, nuove forme di vita e servizi igienico-sanitari) con nuovi edifici che soddisfano le attuali esigenze di vita e allo stesso tempo recuperano lo spazio sprecato.<br \/>\nInfatti, pur mantenendo lo stesso volume per gli edifici, il metodo <strong>RIFO<\/strong> espande anche l&#8217;uso dello spazio sotterraneo e prevede quindi una riduzione della superficie occupata dalle aree coperte, con la possibilit\u00e0 di liberare terra per un uso successivo come parchi e aree verdi .<br \/>\n<strong>RIFO<\/strong> prevede un processo circolare di demolizione e ricostruzione di aree obsolete e in disuso, e quindi comporta il trasferimento di abitanti che vivono in vecchi edifici in affitto all&#8217;interno dello stesso distretto.\u00a0Tale trasferimento a corto raggio mira alla ristrutturazione inclusiva attuando strategie partecipative nelle fasi di pianificazione, garantendo un ruolo attivo per gli abitanti locali all&#8217;intero processo di demolizione e costruzione.<\/p>\n<p>Una metodologia partecipativa &#8211; la strategia SIGAP &#8211; recupera il capitale spaziale, vale a dire l&#8217;insieme di conoscenze e abilit\u00e0 degli abitanti che gestiscono attivamente i luoghi in cui vivono. SIGAP fa anche luce sull&#8217;uso di risorse spaziali presenti nelle aree RIFO pubbliche (servizi pubblici, accessibilit\u00e0, patrimonio naturale); rileva priorit\u00e0 e criticit\u00e0 (fattori di inquinamento, necessit\u00e0 di spazi verdi, disagio sociale e sicurezza) e recupera i valori stratificati attribuiti ai siti.<\/p>\n<p>FONTE: en.wikipedia.org\/wiki\/Emanuela_Casti<br \/>\nIMMAGINE: wikipedia.org | pixabay.com<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Emanuela Casti, ricercatrice in geografia e in teoria della cartografia Emanuela Casti\u00a0(nata nel 1950 a Mira, Venezia, Italia) \u00e8 una geografa italiana e una teorica della cartografia.\u00a0Professore ordinario\u00a0all&#8217;Universit\u00e0 di Bergamo\u00a0 nel 2004 Casti ha fondato il Diathesis Cartographic Lab, un laboratorio permanente dedicato all&#8217;analisi territoriale, all&#8217;innovazione cartografica e alla sperimentazione. 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