{"id":84041,"date":"2019-05-13T12:47:31","date_gmt":"2019-05-13T10:47:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicati\/?p=84041"},"modified":"2019-11-24T18:58:51","modified_gmt":"2019-11-24T17:58:51","slug":"la-rivoluzione-dei-plantoidi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicati\/la-rivoluzione-dei-plantoidi\/","title":{"rendered":"La rivoluzione dei plantoidi"},"content":{"rendered":"<p><!-- VideographyWP Plugin Message: Automatic video embedding prevented by plugin options. --><\/p>\n<h1>La rivoluzione dei plantoidi<\/h1>\n<p>I robot di solito sono ispirati da esseri umani e animali. Ma la prossima frontiera sono i plantoidi, i robot delle piante che si muovono ed esplorano l&#8217;ambiente con sensori intelligenti. La ricercatrice Barbara Mazzolai ha sviluppato la tecnologia dei plantoidi.<\/p>\n<p>Le viti della regione italiana della Toscana hanno fornito ispirazione ai ricercatori con sede a Pontedera, vicino a Pisa, che hanno sviluppato il primo\u00a0robot\u00a0morbido\u00a0che imita il comportamento dei viticci.\u00a0Il dispositivo artificiale, realizzato con il comune PET di plastica, pu\u00f2 rannicchiarsi e arrampicarsi su un supporto per garantire la propria posizione, proprio come fanno le viti.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-84042 size-full\" src=\"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicati\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/plantoid-robot.jpg\" alt=\"robot plantoidi\" width=\"800\" height=\"480\" srcset=\"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicati\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/plantoid-robot.jpg 800w, https:\/\/www.area-press.eu\/comunicati\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/plantoid-robot-300x180.jpg 300w, https:\/\/www.area-press.eu\/comunicati\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/plantoid-robot-768x461.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><br \/>\nQuesto \u00e8 il secondo robot di impianto creato dal team di ricerca internazionale del Center for Micro-BioRobotics presso l&#8217;\u00a0<a href=\"https:\/\/www.iit.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener noreferrer\">Istituto Italiano di Tecnologia<\/a>\u00a0(IIT) guidato da Barbara Mazzolai, biologa con dottorato di ricerca.\u00a0in ingegneria.<\/p>\n<p>Nel 2015 hanno sviluppato il primo plantoide.\u00a0Ha foglie sensibili e radici intelligenti che copiano tali caratteristiche vegetali come ottenere nutrienti ed evitare il pericolo senza occhi o muscoli.\u00a0Le punte delle radici delle piante hanno sensori che tracciano luce, umidit\u00e0, temperatura e nutrizione.\u00a0Per muoversi nel suolo, devono crescere, aggiungendo cellule alla loro struttura.\u00a0Per riprodurre questa crescita, il plantoide utilizza una stampante 3D.<\/p>\n<p>Mazzolai afferma: &#8220;Questa \u00e8 una rivoluzione nella robotica, perch\u00e9 il robot pu\u00f2 creare il proprio corpo e muoversi verso un altro stimolo di interesse utilizzando le tecnologie di produzione. Quindi strato per strato, \u00e8 il robot che costruisce il suo corpo&#8221;.<\/p>\n<p>Oltre al suo utilizzo per il monitoraggio ambientale nel suolo, questo robot pu\u00f2 essere un endoscopio flessibile e in crescita in un corpo umano o persino un esploratore di mondi alieni, grazie alla sua capacit\u00e0 di scavare, impiantarsi e adattarsi a nuove condizioni esterne.<\/p>\n<p>Mazzolai afferma: &#8220;In futuro avremo\u00a0piante\u00a0rampicanti\u00a0. Questo \u00e8 un nuovo progetto chiamato\u00a0<a href=\"https:\/\/www.growbot.eu\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener noreferrer\">GrowBot<\/a>\u00a0. Devono muoversi contro la gravit\u00e0 e non con la gravit\u00e0. Quindi la sfida \u00e8 quella di generare materiali pi\u00f9 adatti, forse pi\u00f9 flessibili per questo, pur avendo un meccanismo per consentire al robot di muoversi contro gravit\u00e0. &#8221;<\/p>\n<p>Il viticcio artificiale funziona attraverso lo stesso processo fisico di trasporto dell&#8217;acqua nelle piante.\u00a0Nella parte inferiore del robot \u00e8 presente un tubo in polisulfone contenente un liquido con particelle cariche elettricamente (ioni).\u00a0Agisce come una membrana osmotica.\u00a0Questo tubo si snoda tra strati di tessuti in fibra di carbonio che funzionano come elettrodi.\u00a0Quando l&#8217;unit\u00e0 \u00e8 collegata a una batteria da 1,3 volt, questi ioni sono attratti dalla superficie del tessuto flessibile, dove si attaccano.\u00a0Le particelle in movimento fanno fluire il liquido e, di conseguenza, il viticcio avvia un movimento a spirale.\u00a0Il robot pu\u00f2 anche eseguire il movimento opposto quando la batteria \u00e8 staccata.<\/p>\n<p>La capacit\u00e0 delle viti di adattarsi all&#8217;ambiente viene copiata dal robot, aprendo la strada a una serie di applicazioni, tra cui supporti ortopedici indossabili e flessibili che si adattano alle esigenze di un paziente in riabilitazione e viticci dotati di sensori o telecamere per monitorare l&#8217;inquinamento o salvare le persone.<\/p>\n<p>FONTE: phys.org<br \/>\nAUTORE: Loredana Pianta<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La rivoluzione dei plantoidi I robot di solito sono ispirati da esseri umani e animali. 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