{"id":71,"date":"2018-04-15T17:45:21","date_gmt":"2018-04-15T15:45:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.italia-news.com\/blog\/index.php\/2018\/04\/15\/tra-diete-e-miti-da-sfatare-%c2%93siamo-quello-che-mangiamo-l%c2%92intestino-e-come-un-cervello%c2%94\/"},"modified":"2018-04-22T02:53:59","modified_gmt":"2018-04-22T00:53:59","slug":"tra-diete-e-miti-da-sfatare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicati\/tra-diete-e-miti-da-sfatare\/","title":{"rendered":"Alimentazione e stile di vita per prevenire le malattie"},"content":{"rendered":"<p><!-- VideographyWP Plugin Message: Automatic video embedding prevented by plugin options. --><\/p>\n<div>\n<h1>Alimentazione e stile di vita per prevenire le malattie<\/h1>\n<p>Tra diete e miti da sfatare: \u201cSiamo quello che mangiamo. L\u2019intestino \u00e8 come un cervello\u201d<\/p>\n<p><i><br \/>\nSilvio Nanni, 33 anni, farmacista e biologo nutrizionista. Una scelta, la sua, in direzione di una passione che lo accompagna da sempre: mangiare bene. Perch\u00e9, spiega in questa intervista che anticipa una rubrica dedicata di volta in volta a temi del settore, \u201cTutto quello che mangiamo lo trasformiamo in noi stessi\u201d. Dalle intolleranze alle diete dimagranti e al rischio di interazione con i farmaci: il dottor Silvio Nanni anticipa anche i miti da sfatare sulla dieta mediterranea, \u201ca larghissima prevalenza vegetale, con un po\u2019 di pesce e pochissima carne e solo bianca\u2026\u201d. <\/i><\/p>\n<p>\u201cDimmi quello che mangi e ti dir\u00f2 chi sei\u201d. Un aforisma, una massima, che Silvio Nanni riuscirebbe a decifrare caso per caso, persona per persona. O meglio: paziente per paziente. <b>Malgrado abbia solo 33 anni, ha gi\u00e0 una doppia laurea. La prima in Farmacia, alla Sapienza di Roma. La seconda in Scienze della Nutrizione Umana, conseguita all\u2019universit\u00e0 Tor Vergata<\/b>. Dopo diversi anni divisi fra lo studio, con risultati sorprendenti, la passione per la recitazione, che lo ha portato a calcare palcoscenici famosi e affiancare attori quotati, e il lavoro dietro al bancone della farmacia di famiglia, la strada che ha imboccato \u00e8 quella della alimentazione. <b>Mangiare bene e in modo da soddisfare non solo il piacere dei sensi ma anche le esigenze della salute, con un occhio ai centimetri: insomma, \u00e8 biologo nutrizionista. <\/b><\/p>\n<p><b> Leggo sul suo curriculum che lavora in ben tre studi: uno a Roma, uno a Frascati e uno a Termoli.<\/b><br \/>\n\u00abMi divido tra il Molise e la citt\u00e0 in cui ho studiato e dove ho scelto in parte di restare per esigenze professionali. Trascorro un po\u2019 di tempo in Basso Molise e un po\u2019 di tempo nel Lazio. E va bene cos\u00ec, per ora\u00bb.<\/p>\n<p><b> In sostanza lei studia ed elabora diete dimagranti per le persone?<\/b><br \/>\n\u00abNon solo. Mi occupo dell\u2019alimentazione in senso generale. Dalla classica dieta dimagrante alla dieta per stati patologici particolari fino alla dieta per sportivi. Mi interessa in modo particolare l\u2019interazione tra alimenti e farmaci\u00bb.<\/p>\n<p><b> Ci sono alimenti che possono condizionare l\u2019efficacia di determinati farmaci?<\/b><br \/>\n\u00abCerto, ci sono alimenti come per esempio il succo di pompelmo, il pi\u00f9 noto da questo punto di vista, che vanno ad agire su degli enzimi coinvolti nella metabolizzazione del farmaco e possono aumentarne gli effetti collaterali, a cominciare dagli antiaritmici, farmaci per l\u2019ipertensione arteriosa, antibiotici e fluidificanti del sangue. La lista degli alimenti che possono interagire con i farmaci \u00e8 lunga e possono sia aumentarne che diminuirne l\u2019efficacia. Il rischio, quando non si considera adeguatamente questo aspetto, quindi l\u2019interazione, \u00e8 di vanificare la terapia o di aumentare gli effetti collaterali\u00bb.<\/p>\n<p><b> Lei \u00e8 esperto di diete per particolari stati patologici. Mi potrebbe fare un esempio?<\/b><br \/>\n\u00abPer esempio sono specializzato, perch\u00e9 \u00e8 stato anche oggetto della mia tesi di laurea e me ne sono occupato a lungo e continuo a farlo sistematicamente con gli aggiornamenti, di dieta per donne che hanno avuto il tumore al seno. Ho fatto uno studio personale sulla diminuzione della recidiva del cancro al seno con la dieta e lo stile di vita. Sappiamo che una donna che ha avuto questo tipo di tumore ha una aumentata probabilit\u00e0 di subire una recidiva nell\u2019arco di 10 anni. Un rischio che si abbassa notevolmente con una alimentazione e uno stile di vita adeguati\u00bb.<\/p>\n<p><b> Dottor Nanni, cosa \u00e8 uno stile di vita? Lei come lo definirebbe?<\/b><br \/>\n\u00abIl complesso di abitudini che mettiamo in pratica tutti i giorni. Da quello che mangiamo a come e quanto riposiamo la notte, dallo sport che pratichiamo o dalla vita sedentaria che facciamo fino al lavoro, se \u00e8 pi\u00f9 o meno stressante. Nello stile di vita si fa rientrare anche la dieta, ma dal mio punto di vista l\u2019uno senza l\u2019altra ha poca efficacia\u00bb.<\/p>\n<p><b>Eppure spesso sentiamo parlare di diete che promettono miracoli in assenza totale di attivit\u00e0 fisica. O di persone che dimagriscono senza necessariamente praticare sport o fare una vita, come dice lei, segnata da uno stile migliore\u2026<\/b><br \/>\n\u00abPrima di tutto una premessa: il dimagrimento senza attivit\u00e0 fisica \u00e8 in alcuni casi rischioso. Con determinate diete si pu\u00f2 perdere peso, \u00e8 vero, ma si perdono soprattutto liquidi e massa muscolare, praticamente la stessa dieta che fa il paziente allettato in ospedale e che, come \u00e8 intuibile, non \u00e8 una dieta sana. Ne parleremo prossimamente nei vari approfondimenti che Primonumero mi ha invitato a fare a beneficio dei lettori molisani. Intanto qualche indicazione di massima. La dieta deve essere accompagnata da una moderata attivit\u00e0 fisica, che pu\u00f2 consistere anche in 30 minuti al giorno di passo svelto, non necessariamente sport a livello professionale. Una dieta dimagrante vera va a togliere massa grassa, non certo tessuto muscolare che \u00e8 la parte del nostro corpo che consuma energia. Posso usare una metafora forse un po\u2019 azzardata?\u00bb<\/p>\n<p><b>Prego<\/b><br \/>\n\u00abQuando andiamo in macelleria ci rendiamo conto che, a parit\u00e0 di volume, una bella fetta di carne pesa di pi\u00f9 di un mucchietto di trippa. Bene, con le diete \u00e8 la stessa cosa. La bilancia non basta per vedere se si \u00e8 dimagriti e anzi, \u00e8 l\u2019ultima cosa. Si pu\u00f2 perdere e si perde massa grassa anche aumentando leggermente di peso, perch\u00e9 si va a tonificare il muscolo. Si pensi ad un uomo obeso alto 1.70 m che pesa 100 kg e ad un bodybuilder alto sempre 1.70 m e che pesa sempre 100 kg. Vediamo ad occhio nudo la differenza, ci\u00f2 che conta \u00e8 la composizione corporea, da una parte abbiamo molto tessuto adiposo e dall\u2019altra molta massa muscolare anche se il peso \u00e8 lo stesso: la bilancia pu\u00f2 ingannare\u00bb.<br \/>\n<b><br \/>\n<\/b> <b>Lei che tipo di pazienti tratta?<\/b><br \/>\n\u00abUn po\u2019 tutti i tipi, sia donne che vogliono dimagrire dopo una gravidanza o che vogliono dimagrire per togliere svariati chili che uomini che magari dopo i 30 o 35 anni hanno smesso di fare sport ma non hanno smesso di mangiare come quando facevano sport. Tratto poi molto gli sportivi in varie discipline, soprattutto ciclisti e calciatori\u00bb.<br \/>\n<b><br \/>\n<\/b> <b>Esiste una alimentazione diversificata da individuo a individuo, una dieta ideale per ognuno di noi? <\/b><br \/>\n\u00abArriveremo certamente a una alimentazione completamente personalizzata e personalizzabile, a un tipo di nutrizione che tenga conto del genoma. In realt\u00e0 adesso questo non \u00e8 ancora possibile, malgrado si vedano in circolazione test per una alimentazione personalizzata su base genetica. Beh, la verit\u00e0 \u00e8 che non sono sinceri\u2026\u00bb.<\/p>\n<p><b>Praticamente i test per le intolleranze sono delle truffe?<\/b><br \/>\n\u00abNo, non sto dicendo questo, dico che la maggior parte dei test genetici in circolazione non ha una base scientifica solida. Ma facciamoci caso: quando uno fa un test di intolleranza risulta intollerante a tutto, e questo ovviamente non \u00e8 possibile. Il fatto \u00e8 che tutti gli alimenti quando arrivano nell\u2019intestino lo infiammano, ma si tratta di una infiammazione controllata e di conseguenza inevitabile. D\u2019altra parte l\u2019intolleranza non dovrebbe fare ingrassare: se una persona \u00e8 realmente intollerante dimagrisce, come avviene nella celiachia per malassorbimento. La perdita di peso avviene perch\u00e8 i soggetti, convinti di essere intolleranti, eliminano interi gruppi di alimenti come i latticini (con molti grassi saturi) o i farinacei che apportano molte calorie a porzione. Le intolleranze sono diventate un alibi per non cambiare i propri comportamenti sbagliati\u00bb.<\/p>\n<p><b> Ci sono tuttavia dei test di intolleranza che funzionano?<\/b><br \/>\n\u00abCi sono, penso a quello del lattosio. O al test genetico per la celiachia, la cui positivit\u00e0 \u00e8, tra l\u2019altro, una condizione necessaria ma non sufficiente per diagnosticare la malattia. Ripeto, ci sono pochissimi test genetici scientificamente validi per le intolleranze alimentari. E comunque con ogni probabilit\u00e0 la colpa dei chili di troppo non \u00e8 da imputare a una intolleranza\u00bb.<\/p>\n<p><b>Intolleranze che oggi sembrano aumentate a dismisura. Nella popolazione ci sono sempre pi\u00f9 casi di persone che non possono mangiare la pizza, che stanno male ogni volta che mettono in bocca un pezzo di pane\u2026<\/b><br \/>\n\u00abLa malattia celiaca \u00e8 sicuramente in aumento, ma \u00e8 aumentato soprattutto il numero di diagnosi perch\u00e9 ci si sta molto pi\u00f9 attenti e c\u2019\u00e8 un maggiore controllo e una maggiore consapevolezza.<\/p>\n<p>D\u2019altra parte l\u2019industria alimentare ha cambiato le farine, aumentando la quantit\u00e0 di glutine nelle stesse perch\u00e9 questo le rende pi\u00f9 lavorabili. Tuttavia non esiste una correlazione scientificamente dimostrata tra l\u2019aumento del quantitativo di glutine nelle farine e l\u2019aumento di casi di celiachia. Nel caso del lattosio \u00e8 un po\u2019 diverso&#8230;\u00bb<\/p>\n<p><b>Cio\u00e8?<\/b><br \/>\n\u00abNoi abbiamo un enzima, la lattasi, che va a scindere il lattosio e ci permette di assorbirlo. Quando questo enzima non c\u2019\u00e8, perch\u00e9 magari non lo produciamo pi\u00f9, il lattosio resta nell\u2019intestino e causa gonfiore, dissenteria e malessere. La lattasi \u00e8 un enzima che dipende geneticamente ed \u00e8 inducibile. In commercio esistono tantissimi integratori a base di lattasi che si prendono quando si vuole mangiare una mozzarella o un latticino, e funzionano bene. L\u2019importante \u00e8 prendere un tot di compresse in base al quantitativo di latte che si va ad assumere\u00bb.<\/p>\n<p><b> Parleremo in maniera pi\u00f9 approfondita anche di questo. Intanto le chiedo: cosa pensa degli integratori?<\/b><br \/>\n\u00abPartendo dal presupposto che in un\u2019alimentazione sana e corretta e in assenza di stati patologici non c\u2019\u00e8 bisogno di integratori, dico che avendo lavorato diverso tempo in farmacia e parafarmacia sono diventato esperto di fitoterapia, integrazione alimentare e integrazione alimentare per sportivi e per celiaci. In determinati casi gli integratori sono utili, ma diffido dal prenderli in maniera arbitraria e in assenza di un consiglio di un medico o di un nutrizionista\u00bb.<\/p>\n<p><b>Esiste una formula per l\u2019alimentazione ideale?<\/b><br \/>\n\u00abUna dieta sana ed equilibrata resta sempre la dieta mediterranea, sulla quale per\u00f2 ci sono da sfatare parecchi miti. Possiamo accennare a questo, che \u00e8 una dieta a larghissima prevalenza vegetale, con un po\u2019 di pesce e pochissima carne e solo bianca. Insomma, ventricina bandita!\u00bb.<br \/>\n<b><br \/>\n<\/b> <b>Salumi banditi, formaggi banditi, grassi banditi, tutto quello che di pi\u00f9 buono c\u2019\u00e8 sembra che faccia male\u2026 Per\u00f2 cos\u00ec il cibo perde la sua caratteristica di piacere, no?<\/b><br \/>\n\u00abIl cibo \u00e8 un meraviglioso piacere, ma deve rimanere tale e non deve diventare un killer silenzioso. Bene preferire la qualit\u00e0 rispetto alla quantit\u00e0, e c\u2019\u00e8 sempre da dire che se una volta a settimana si fa uno sgarro non \u00e8 un problema. Il problema \u00e8 quello che facciamo tutti i giorni\u00bb.<\/p>\n<p><b>Perch\u00e9 secondo lei oggi \u00e8 cos\u00ec importante l\u2019alimentazione?<\/b><br \/>\n\u00abPerch\u00e9 noi riversiamo nel cibo quello che non sempre riusciamo ad avere a livello di gratificazione. Il cibo \u00e8 un piacere semplice come il sesso, ma non lo devi chiedere a nessuno: il frigorifero in genere dice sempre s\u00ec. Vorrei per\u00f2 riflettere su un dato che \u00e8 questo: fino a un bel po\u2019 di anni fa una famiglia spendeva la met\u00e0 del proprio stipendio in cibo. Ora spendiamo un decimo dello stipendio, forse anche meno, perch\u00e9 sono cambiati i consumi e i costumi, certo. Ma c\u2019\u00e8 anche un discorso di qualit\u00e0, che ci pu\u00f2 portare a scegliere cibo spazzatura pur di avere, faccio un esempio, l\u2019iPhone. E questo non \u00e8 certo un bene\u00bb.<\/p>\n<p><b> Questo \u00e8 anche il motivo per cui i molisani sono il popolo pi\u00f9 obeso d\u2019Italia, in percentuale?<\/b><br \/>\n\u00abNon credo che in questo caso dipenda solo da una questione di alimenti, quanto da una questione psicologica. Azzardo: il Molise \u00e8 un posto culturalmente un po\u2019 depresso e il cibo \u00e8 un riempitivo, potrebbe essere un\u2019ipotesi\u00bb.<\/p>\n<p><b> Prima di iniziare la sua rubrica con consigli e approfondimenti su diversi temi legati all\u2019alimentazione, ci darebbe una dritta su come mangiare meglio?<\/b><br \/>\n\u00abIntanto impariamo a leggere le etichette e i valori nutrizionali di quello che acquistiamo e che portiamo a tavola, informiamoci sempre, ricordiamoci che quando mangiamo trasformiamo il cibo in noi stessi e che l\u2019intestino \u00e8 il nostro secondo cervello\u00bb. <b><i> (mv)<\/i><\/b><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alimentazione e stile di vita per prevenire le malattie Tra diete e miti da sfatare: \u201cSiamo quello che mangiamo. L\u2019intestino \u00e8 come un cervello\u201d Silvio Nanni, 33 anni, farmacista e biologo nutrizionista. 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