{"id":63251,"date":"2013-05-04T00:00:00","date_gmt":"2013-05-03T22:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.area-press.eu\/comunicati\/al-complesso-dei-dioscuri-al-quirinale-dal-15-al-30-maggio-una-mostra-racconta-vittoriana-benini-lartista-delle-bambole\/"},"modified":"2013-05-04T00:00:00","modified_gmt":"2013-05-03T22:00:00","slug":"al-complesso-dei-dioscuri-al-quirinale-dal-15-al-30-maggio-una-mostra-racconta-vittoriana-benini-lartista-delle-bambole","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicati\/al-complesso-dei-dioscuri-al-quirinale-dal-15-al-30-maggio-una-mostra-racconta-vittoriana-benini-lartista-delle-bambole\/","title":{"rendered":"Al Complesso dei Dioscuri al Quirinale, dal 15 al 30 maggio, una mostra racconta Vittoriana Benini, l\u2019artista delle bambole"},"content":{"rendered":"<p><!-- VideographyWP Plugin Message: Automatic video embedding prevented by plugin options. --><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm -22.1pt 0pt -27pt;\"><em style=\"mso-bidi-font-style: normal;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt;\">Roma, 4 maggio 2013 &ndash;<\/span><\/em><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt;\"> <strong style=\"mso-bidi-font-weight: normal;\">Dal 15 maggio il Complesso Monumentale dei Dioscuri al Quirinale rende omaggio a Vittoriana Benini con la mostra dal titolo &ldquo;Vittoriana Benini &#8211; <span style=\"mso-bidi-font-style: italic;\">Intima atmosfera del reale<\/span>&rdquo;, in programma nella splendida cornice di Via Piacenza 1 fino al 30 maggio prossimo (dal luned&igrave; al sabato, con orario 10.00-13.00 e 14.30-18.00 e ingresso libero). <\/strong>L&rsquo;esposizione &#8211;<\/span><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman';\"> che nasce da un <strong style=\"mso-bidi-font-weight: normal;\">progetto ideato da Nicolina Bianchi<\/strong>,<strong style=\"mso-bidi-font-weight: normal;\"> <\/strong>critico d&rsquo;arte, editore e direttore responsabile del periodico Segni d&rsquo;Arte<strong style=\"mso-bidi-font-weight: normal;\"> e da Maurizio Fallace<\/strong>, gi&agrave; Direttore Generale del MIBAC per gli Istituti Culturali, Biblioteche e Diritto d&rsquo;Autore e che &egrave; stata patrocinata dal MIBAC &ndash; Direzione Generale per le Biblioteche, gli Istituti Culturali<span style=\"mso-spacerun: yes;\"> <\/span>e il diritto d&rsquo;autore, dalla Presidenza del Consiglio Regionale, dal Comune di Mordano e dal Municipio I &#8211; Centro Storico di Roma Capitale &#8211; <\/span><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt;\">offre al grande pubblico <\/span><strong style=\"mso-bidi-font-weight: normal;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10.5pt;\">la possibilit&agrave; di conoscere uno spaccato importante della vasta e ricca attivit&agrave; pittorica di Vittoriana Benini e <\/span><\/strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt;\">di ammirare da vicino i lavori di <strong style=\"mso-bidi-font-weight: normal;\">un&rsquo;artista che ha raggiunto un ruolo di primo piano nell&rsquo;arte contemporanea italiana e internazionale, ottenendo riconoscimenti significativi.<\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm -22.1pt 0pt -27pt;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 5pt;\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm -22.1pt 0pt -27pt;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt;\">Pittrice e scultrice dalla spiccata sensibilit&agrave;, ma anche grafica e disegnatrice, Vittoriana Benini &egrave; dotata di un <strong style=\"mso-bidi-font-weight: normal;\">talento non comune,<\/strong> <strong style=\"mso-bidi-font-weight: normal;\">che l&rsquo;ha resa capace,<\/strong> pur attenendosi ai valori ereditati dalla tradizione, <strong style=\"mso-bidi-font-weight: normal;\">di elaborare un linguaggio proprio, sia per le tematiche e i soggetti trattati che per le soluzioni pittoriche adottate, in grado di esprimere sentimenti ed emozioni che trovano il proprio spazio tra il presente della vita quotidiana e la memoria. <\/strong>In questo contesto i suoi quadri rappresentano una vetrina dei sogni in cui la pittura dell&rsquo;artista &#8211; caratterizzata dai colori ricchi di vibrazioni timbriche, ma delicata, morbida e amabilissima nell&rsquo;approccio con chi la osserva &#8211; seppur ancorata alla percezione dell&rsquo;infanzia, la dilata su scala universale facendone un&rsquo;intera costruzione figurativa. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm -22.1pt 0pt -27pt;\"><strong style=\"mso-bidi-font-weight: normal;\"><span style=\"font-family: Arial; background: yellow; font-size: 5pt; mso-highlight: yellow;\"> <\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm -22.1pt 0pt -27pt;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt;\">La mostra, egregiamente curata da Nicolina Bianchi, punta a <strong style=\"mso-bidi-font-weight: normal;\">raccontare la prorompente forza creativa della Benini attraverso un&rsquo;ampia raccolta di lavori, circa 50 opere, <\/strong>che rappresentano <strong style=\"mso-bidi-font-weight: normal;\">un interessante viaggio all&rsquo;interno delle tematiche della sua produzione. <\/strong>Cos&igrave;<strong style=\"mso-bidi-font-weight: normal;\"> <\/strong>accanto<strong style=\"mso-bidi-font-weight: normal;\"> <\/strong>alle tante tele che celebrano la donna in una condizione familiare e domestica &ldquo;dove &ndash; per dirla con le parole di Vittorio Sgarbi &ndash; sono presenti malinconia, dolore, insoddisfazione, indifferenza nel senso di Alberto Moravia&rdquo;, si impongono all&rsquo;attenzione dello spettatore anche pagine autobiografiche e quadri in cui, ad essere ritratti, sono bambini e pagliacci, fiori e nature morte, anziani e contadini fino ad arrivare alle amate bambole, in quest&rsquo;occasione celebrate anche con una preziosa raccolta di esemplari antichi la cui presenza sottolinea ulteriormente l&rsquo;amore della pittrice per questo giocatolo, metafora dei pi&ugrave; importanti sentimenti e valori della famiglia e della vita. <strong style=\"mso-bidi-font-weight: normal;\"><\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm -22.1pt 0pt -27pt;\"><strong style=\"mso-bidi-font-weight: normal;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 5pt;\"> <\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin: 0cm -22.1pt 0pt -26.95pt;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt;\">Nata a Imola nel 1941, <strong style=\"mso-bidi-font-weight: normal;\">Vittoriana Benini inizia a disegnare e a dipingere giovanissima, <\/strong>tanto che gi&agrave; in quinta elementare vince<strong style=\"mso-bidi-font-weight: normal;\"> <\/strong>il<strong style=\"mso-bidi-font-weight: normal;\"> <\/strong>primo di una lunga serie di premi e riconoscimenti. Negli anni &rsquo;70, dopo aver comunque perfezionato il disegno tecnico e quello a mano libera, <strong style=\"mso-bidi-font-weight: normal;\">si iscrive alla &ldquo;Scuola di arti e Mestieri&rdquo; di Massalombarda e all&rsquo; &ldquo;Accademia di Belle Arti&rdquo; di Ravenna, dove &egrave; allieva dei Maestri Folli, De Grada, Spadoni, Zancanaro e Caldari<\/strong>, e si dedica allo studio del corpo umano e particolarmente alla figura femminile. Oltre che quello di Massalombarda e Ravenna, <strong style=\"mso-bidi-font-weight: normal;\">l&rsquo;artista continua ad avvertire il clima del contesto imolese, animato fino alla met&agrave; del &lsquo;900 da artisti di tradizione<\/strong>, quali Amleto Montevecchi, Tommaso Della Volpe e Anacleto Margotti,<strong style=\"mso-bidi-font-weight: normal;\"> ma intrattiene anche rapporti con Rossi, Ruffini e Gottarelli, che le danno l&rsquo;apertura mentale per crescere.<\/strong> Dopo un periodo dedicato all&rsquo;insegnamento, Vittoriana Benini si indirizza verso la grafica pubblicitaria. <strong style=\"mso-bidi-font-weight: normal;\">Negli anni &rsquo;80 decide<\/strong>, poi,<strong style=\"mso-bidi-font-weight: normal;\"> di raccogliersi in s&eacute; stessa e rielaborare quanto acquisito dagli studi accademici per fonderlo con la preesistente ispirazione soggettiva. Nel decennio successivo arriva a definire una tematica propria nella quale un ruolo di primo piano &egrave; affidato alla donna, figura dalla profonda forza interiore <\/strong>consacrata in una condizione che, come scrive Vittorio Sgarbi, &rdquo;&egrave; la condizione della donna nella storia, una storia che &egrave; fatta non combattendo, non facendo la guerra, ma attraverso la costruzione e l&rsquo;educazione dei figli&rdquo;.<strong style=\"mso-bidi-font-weight: normal;\"><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin: 0cm -22.1pt 0pt -26.95pt;\"><strong style=\"mso-bidi-font-weight: normal;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt;\">Accanto alla figura femminile, acquisisce un ruolo da protagonista la bambola.<\/span><\/strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt;\"> E&rsquo; questo un ciclo di lavori importante in quanto con esso viene in luce la capacit&agrave; dell&rsquo;artista di compiere il gesto pittorico con minuzia e con notevole intensit&agrave; intimistica. &ldquo;L&rsquo;idea della bambola &ndash; come scrive anche Claudio Strinati nella sua presentazione a catalogo &ndash; sembra infatti la vera chiave di lettura di tutto il mondo poetico dell&rsquo;artista&rdquo;, un mondo che vede partecipe anche il passato che ritorna, un&rsquo;umanit&agrave; fatta di clown, teatranti da strada e maghe capaci di predire la sorte, una carrellata di personaggi che si perdono nella nostalgia. <strong style=\"mso-bidi-font-weight: normal;\">A consacrarla, nel 1997, la mostra &ldquo;Women and Dolls&rdquo; alla prestigiosa Feirligh Dickinson University negli Stati Uniti, e l&rsquo;anno successivo l&rsquo;esposizione in Arkansas, all&rsquo;Art Foundation Hot Spring.<\/strong> Nel 2000<strong style=\"mso-bidi-font-weight: normal;\"> l&rsquo;artista inizia un nuovo percorso: &ldquo;tra sogno e realt&agrave;&rdquo; e &ldquo;il teatro della vita&rdquo;, nel quale si alternano artisti di strada, clown e<span style=\"mso-spacerun: yes;\"> <\/span>personaggi del circo.<\/strong> A queste tematiche si affiancano presto quelle rappresentate dalle <strong style=\"mso-bidi-font-weight: normal;\">&ldquo;vecchie cartoline&rdquo;, rappresentazioni pittoriche che legano il passato al presente<\/strong> attraverso personaggi reali e di sogno. La sua continua evoluzione la porta nel 2008 a una nuova ricerca della tridimensionalit&agrave;, nei volumi, nelle luci e nelle architetture dove i suoi personaggi prendono vita. Intanto <strong style=\"mso-bidi-font-weight: normal;\">negli Stati Uniti cresce la notoriet&agrave; di Vittoriana che registrata un ottimo successo di pubblico e di critica alla mostra in Texas.<\/strong> Significativo anche il successo ottenuto con l&rsquo;esposizione all&rsquo;Ambasciata alla Repubblica Araba d&rsquo;Egitto e quello dell&rsquo;anno successivo a Palazzo Barberini. Dopo l&rsquo;ennesima esposizione in Texas, nel 2010, Vittoriana registra un ottimo riscontro anche all&rsquo;evento ADMO al Palazzo Ducale di Sassuolo (Mo).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin: 0cm -22.1pt 0pt -26.95pt;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 8pt;\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm -22.1pt 0pt -27pt;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 5pt;\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm -22.1pt 0pt -27pt;\"><strong style=\"mso-bidi-font-weight: normal;\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt;\">Di lei hanno detto:<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm -22.1pt 0pt -27pt;\"><strong style=\"mso-bidi-font-weight: normal;\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt;\"><span style=\"text-decoration: none;\"> <\/span><\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm -28.4pt 0pt -1cm;\"><em style=\"mso-bidi-font-style: normal;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10.5pt;\">&ldquo;(&hellip;) L&rsquo;idea della bambola sembra infatti la vera chiave di lettura di tutto il mondo poetico dell&rsquo;artista. &ldquo;Mondo&rdquo;, &egrave; lecito definirlo perch&eacute; Vittoriana Benini ha fortissimo il senso della famiglia e della sua trasposizione pittorica. Dipinge sempre, si sarebbe tentati di dire, un solo soggetto che &egrave;, appunto, la sua famiglia, ma logicamente questa famiglia in parte &egrave; quella vera, della vita reale, in parte &egrave; quella della fantasia della bambina in grado di animare le cose e le persone stesse intorno a lei, secondo un progetto fantastico da giudicare pi&ugrave; come quello depositato nella mente che come quello della concreta esistenza. Tutti i personaggi rappresentati da Vittoriana sono in effetti, dal punto di vista pittorica, &ldquo;pupazzi&rdquo;. Lo sono le bambole, ovviamente, ma anche le persone autentiche, ma tutti sono presi dall&rsquo;autrice e immessi in quella specie di teatrino che riguarda tutta la sua parabola di artista e il suo modo di pensare e di esprimersi in pittura ricorda in qualche modo quelle domeniche in cui qui a Roma da bambini andavamo<span style=\"mso-spacerun: yes;\"> <\/span>vedere il teatro dei burattini sulla piazzetta del Pincio (&hellip;). Vittoriana &egrave; rimasta come ancorata a questa percezione dell&rsquo;infanzia e la dilata su scala universale facendone una intera costruzione figurativa. Anche un po&rsquo; inquietante, a volte, sempre l&rsquo;essere umano &egrave; affascinato da quel crinale, per l&rsquo;appunto preoccupante, che separa l&rsquo;animato dall&rsquo;inanimato. La statua che prende vita, il quadro che si muove, il fantasma che trapela nel buio. (&hellip;).La pittura di Vittoriana &egrave; poeticamente atteggiata, delicata, morbida, con una punta di voluta ingenuit&agrave; che la rende gradita all&rsquo; osservatore e amabilissima nell&rsquo; approccio. Eppure una qualche durezza resta latente nel suo delicato universo poetico. Ma &egrave; ben logico e, se possibile, ancor pi&ugrave; coinvolgente per chi guarda. Perch&eacute; questa arte non &egrave; un banale incantesimo n&eacute; un bamboleggiante ammiccamento a un&rsquo; idea di arte &ldquo;naif&rdquo; e in definitiva marginale, ma &egrave; un interessante scandaglio lanciato nel profondo pur nella ferma intenzione di tenersi, nell&rsquo; ambito della stesura pittorica, su una superficie che non vuol dire superficialit&agrave; ma morigeratezza dell&rsquo; eloquio. Non &egrave; male come lezione inevitabilmente impartita dall&rsquo; artista ai suoi ammiratori. Si &egrave; parlato per lei di una pittrice che si pone il problema del significato della femminilit&agrave;. Non &egrave; un osservazione fuori di luogo ma anzi &egrave; una porta di accesso molto diretta a questa arte, intima ma di larghe vedute e di acute idee.&rdquo;. <span style=\"mso-spacerun: yes;\"> <\/span>(Claudio Strinati)<\/span><\/em><span style=\"text-decoration: underline;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt;\"><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm -28.4pt 0pt -1cm;\"><em style=\"mso-bidi-font-style: normal;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10.5pt;\"> <\/span><\/em><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm -22.1pt 0pt -27pt;\"><em style=\"mso-bidi-font-style: normal;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10.5pt;\">&ldquo;L&rsquo;incontro con la pittura di Vittoriana Benini &egrave; un incontro felice. Perch&eacute; si tratta di una pittrice che sa dipingere e dipinge, non sceglie altre strade. Quindi, facendo proprio l&rsquo;assioma che l&rsquo;arte &egrave; una promessa di eternit&agrave;, persegue la tradizione della pittura come capacit&agrave; di esprimere sentimenti, emozioni e visioni. Quella tradizione secondo la quale la vita quotidiana &egrave; fondamento dell&rsquo;arte, in quanto ogni opera d&rsquo;arte, come ogni essere umano, ha una propria individualit&agrave; specifica, che &egrave; poi il mistero del suo rapporto con l&rsquo;atto creativo da cui &egrave; nata l&rsquo;opera stessa. Nella sua pittura calda e pastosa, prevalgono le figure femminili, le figure dei bambini e delle bambole. Forse questo ha un significato che andrebbe approfondito in termini psicoanalitici e psicologici pi&ugrave; che in termini critici in quanto si percepisce che l&rsquo;idea che il dominio di questi dipinti sia non il potere dell&rsquo;uomo, ma la gentilezza o l&rsquo;antipotere della donna nella sua dimensione domestica, dove i bambini, che hanno la loro formazione grazie alle donne, rappresentano una posizione intimamente e profondamente femminista espressa da una donna che, probabilmente, non &egrave; femminista nella sostanza ideologica ma che ritiene che il ruolo della donna sia un ruolo importante, per cui per la Benini la pittura deve consacrare non un ritratto di una donna importante, protagonista, ma piuttosto deve consacrare una condizione che &egrave; la condizione della donna nella storia. (&hellip;) La sua &egrave; un&rsquo;analisi emotiva, lirica, personale, dove la profonda umanit&agrave; e la dolcezza dello sguardo intenso e penetrante fanno trasparire parte della vita interiore, dei sentimenti e delle emozioni della donna rappresentata, che assurge a modello di bellezza. Come Modigliani ha rappresentato il simbolo della bellezza femminile nella pittura, dell&rsquo;eleganza, della grazia, cos&igrave; Vittoriana Benini rappresenta la bellezza femminile fatta di dolcezza, di poesia, di quei sentimenti puri che si traducono in emozioni. E&rsquo; una bellezza inaccessibile come la dolcezza delle parole e della musica, come il corpo femminile, come il rigoglio della natura, come l&rsquo;eternit&agrave; del tempo.&rdquo; (Vittorio Sgarbi)<\/span><\/em><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm -22.1pt 0pt -27pt;\"><em style=\"mso-bidi-font-style: normal;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10.5pt;\"> <\/span><\/em><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm -22.1pt 0pt -27pt;\"><em style=\"mso-bidi-font-style: normal;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10.5pt;\">&ldquo;(&hellip;) Si respirano gli umori della buona pittura nello studio di Vittoriana Benini, due stanze incastonate nella sua antica casa di Mordano, una piccola oasi immersa nel verde della pianura romagnola. Sparsi in questo ambiente di suggestivo disordine artistico, scaldato da una luce distesa che filtra dall&rsquo;esterno attraverso la finestra, libri, souvenir, bianchi cavalli a dondolo di legno, piccoli specchi ovali di antiche tolette riflettono una coinvolgente atmosfera ovattata che si distilla nella quiete, quasi in un lirico raccoglimento d&rsquo;ispirazione. E poi le bambole, le tante bambole d&rsquo;epoca, di pezza, di cartapesta. Bambole, dolci modelle dagli occhi stupiti, curiosi, divertiti, commossi, molto spesso ammassate le une alle altre come cantori di un grande concerto, che affollano le sue tele, senza mai peraltro alterarne la presenza di piani o personaggi diversi. E&rsquo; qui che Vittoriana ancora riesce magistralmente ad inventare quella girandola di personaggi di oggetti e colori che si fondono nel suo ideale universo e nelle sue tele come legati da un&rsquo;intima intonazione materica. Ogni cosa apporta all&rsquo;opera l&rsquo;evocazione di una straordinaria serenit&agrave; e di una delicata purezza. Ci commuovono quelle maternit&agrave; di tenera intensit&agrave;, le musicanti, le giocatrici di carte, quegli artisti di strada, veri interpreti di una vita fuori scena, le sue nature morte con arpe e violini, grandi conchiglie, sveglie dove lancette appena accennate segnano il ritmo infinito del tempo. E poi fiori, coloratissime ortensie, o grandi girasoli che si inchinano al calare del sole quando&hellip; &egrave; subito sera come nella poetica filosofia di Salvatore Quasimodo.&rdquo; (Nicolina Bianchi).<\/span><\/em><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm -22.1pt 0pt -27pt;\"><em style=\"mso-bidi-font-style: normal;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10.5pt;\"> <\/span><\/em><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm -22.1pt 0pt -27pt;\"><em style=\"mso-bidi-font-style: normal;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10.5pt;\"><span style=\"mso-spacerun: yes;\"> <\/span>&ldquo;(&hellip;) Ci sono le emozioni nei quadri di Vittoriana?Io li guardo e le sue donne mi affascinano, le sue ragazze mi incuriosiscono, le sue bambole mi inquietano&hellip;ci sono le emozioni. E se colpiscono me che vivo a Mordano, in provincia di Bologna, come chi vive nel New Jersey o nell&rsquo;Arkansas, dove Vittoriana ha esposto con successo, allora non sono s soltanto emozioni, ma emozioni forti. E poi c&rsquo;&egrave; qualcos&rsquo;altro. Una strana magia per cui quell&rsquo;emozione provocata da bizzarre combinazioni di segni, suoni nel tempo o forme colorate fa da esca per qualcosa che esplode dentro, si allarga e potrebbe continuare all&rsquo;infinito, come il Big Bang. (&hellip;). Ci sono le storie nei quadri di Vittoriana. Forse non sono le stesse per nessuno, ma non importa. Forse sono tutte diverse per ogni persona che guarda, come lo sono le emozioni e come &egrave; giusto che sia. Quando guardo e sento, immagino e mi chiedo, a Mordano come nel New Jersey, allora la cosa funziona. E&rsquo; questa la magia&rdquo;. (Carlo Lucarelli)<\/span><\/em><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm -22.1pt 0pt -27pt;\"><em style=\"mso-bidi-font-style: normal;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10.5pt;\"> <\/span><\/em><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm -22.1pt 0pt -27pt;\"><em style=\"mso-bidi-font-style: normal;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10.5pt;\">&ldquo;(&hellip;) L&rsquo;artista, se &egrave; artista vero, diventa regista di una sua personale drammaturgia, capace di trasmettere al pubblico idee e sentimenti. Dopo avere delineato scenografie, arredi, luci e colori il regista-pittore pu&ograve; trarre personaggi e storie da un immaginario scrigno alchemico che contiene risorse infinite: la natura, la storia, la tradizione, i ricordi, i sogni, i simboli&hellip;Ecco allora che, all&rsquo;interno dei confini misurabili e chiusi della cornice, il pittore diventa demiurgo e reinventa il mondo secondo la propria sensibilit&agrave; e i propri ritmi interiori. Vittoriana Benini conosce bene questa straordinaria facolt&agrave; e la esercita con una discrezione e una concentrazione tutta femminile, con una sensibilit&agrave; attenta e paziente che sa scoprire le sfumature e la profondit&agrave; dei ricordi e recuperare dallo stock della memoria e dell&rsquo;infanzia figure emblematiche e suggestive&rdquo;. (Valter Galavotti)<\/span><\/em><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm -22.1pt 0pt -27pt;\"><em style=\"mso-bidi-font-style: normal;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 5pt;\"> <\/span><\/em><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm -22.1pt 0pt -27pt;\"><em style=\"mso-bidi-font-style: normal;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 5pt;\"> <\/span><\/em><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm -22.1pt 0pt -27pt;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt;\">L&rsquo;appuntamento per il <strong style=\"mso-bidi-font-weight: normal;\">vernissage<span style=\"mso-spacerun: yes;\"> <\/span>&egrave;<\/strong> <strong style=\"mso-bidi-font-weight: normal;\">fissato<\/strong> per <strong style=\"mso-bidi-font-weight: normal;\">mercoled&igrave; 15 maggio 2013 dalle 18.00 alle 20.30.<\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm -22.1pt 0pt -27pt;\"><strong style=\"mso-bidi-font-weight: normal;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt;\">Il catalogo &egrave; edito per i tipi di Galeati Industrie Grafiche s.r.l. (Imola). La presentazione del catalogo &egrave; a cura di Claudio Strinati.<\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm -22.1pt 0pt -27pt;\"><strong style=\"mso-bidi-font-weight: normal;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt;\">Organizzazione: a cura del Periodico SEGNI D&#8217;ARTE.<\/span><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In esposizione circa 50 opere che rappresentano un interessante spaccato della feconda attivit\u00e0 pittorica di quest\u2019artista, affermatasi in maniera prorompente nel panorama italiano e internazionale<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[7621],"tags":[8043,64255,64256,64258,64257,1570,64259,64254],"class_list":["post-63251","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-arte_cultura","tag-arte","tag-bambole","tag-complesso-dei-dioscuri-al-quirinale","tag-maurizio-fallace","tag-nicolina-bianchi","tag-pittura","tag-segni-darte","tag-vittoriana-benini"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v24.6 - 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