{"id":63120,"date":"2013-04-29T00:00:00","date_gmt":"2013-04-28T22:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.area-press.eu\/comunicati\/assoelettrica-non-possiamo-pagare-da-soli-il-conto-della-crisi\/"},"modified":"2013-04-29T00:00:00","modified_gmt":"2013-04-28T22:00:00","slug":"assoelettrica-non-possiamo-pagare-da-soli-il-conto-della-crisi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicati\/assoelettrica-non-possiamo-pagare-da-soli-il-conto-della-crisi\/","title":{"rendered":"Assoelettrica: \u201cNon possiamo pagare da soli il conto della crisi\u201d"},"content":{"rendered":"<p><!-- VideographyWP Plugin Message: Automatic video embedding prevented by plugin options. --><\/p>\n<p><em>Tra crisi del settore elettrico, overcapacity e le recenti polemiche sul fotovoltaico, <a href=\"http:\/\/www.assoelettrica.it\/\">Assoelettrica<\/a> chiede &#8220;equit&agrave;&#8221; verso gli impianti termoelettrici. <a href=\"http:\/\/www.assoelettrica.it\/assoelettrica-non-possiamo-pagare-da-soli-il-conto-della-crisi\/\">L&#8217;intervista di <strong>Chicco Testa <\/strong>alla Staffetta Quotidiana<\/a><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; \"><a href=\"http:\/\/tinypic.com?ref=4pyt6d\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" style=\"border-top-width: 3px; border-right-width: 3px; border-bottom-width: 3px; border-left-width: 3px; border-top-style: solid; border-right-style: solid; border-bottom-style: solid; border-left-style: solid; margin-left: 10px; margin-right: 10px; margin-top: 10px; margin-bottom: 10px; float: left; \" src=\"http:\/\/i41.tinypic.com\/4pyt6d.jpg\" alt=\"Chicco Testa\" \/><\/a> <strong>La polemica tra fotovoltaici ed elettrici &ldquo;tradizionali&rdquo; si &egrave; gi&agrave; surriscaldata, ma ancora non &egrave; del tutto chiaro di cosa si parli, quali siano le opzioni in campo. Opzioni che riguardano un problema comune: come gestire questa situazione di overcapacity. Cosa chiede Assoelettrica?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; \">Intanto vorrei chiarire una questione personale. Oltre alla presidenza di Telit (una societ&agrave; che produce tecnologie per le telecomunicazioni, ndr) ho un&rsquo;azienda che si chiama Eva. Sette-otto anni fa ho investito insieme a Franco Bernab&egrave; in una societ&agrave; di giovani ingegneri bresciani il cui obiettivo era la realizzazione di piccoli impianti idroelettrici. Sviluppare un impianto idro comporta una fatica considerevole perch&eacute; ogni impianto ha una sua caratteristica, localizzazione, territorio, portata, geologia, idrogeologia ecc. Abbiamo fatto 4-5 impianti e poi ci siamo accorti degli incentivi al fotovoltaico e abbiamo investito. &Egrave; una cosa molto pi&ugrave; semplice, gli impianti sono tutti uguali. Il primo lo abbiamo fatto con l&rsquo;aiuto di un Epc, poi ci siamo resi conto che l&rsquo;ingegneria &egrave; semplicissima e ce li siamo fatti in casa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; \"><strong>I pannelli li avete comprati in Cina?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; \">Ovviamente. E abbiamo realizzato 13 MW. Quando guardo i conti&hellip; facciamo 7 milioni di fatturato di cui 5 di Ebitda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; \"><strong>Tornando al punto: cosa chiedete per uscire da questa situazione?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; \">Quando sono arrivato in <a href=\"http:\/\/www.assoelettrica.it\/\">Assoelettrica<\/a> mi sono reso conto dello sconquasso che il sistema aveva subito. Una buona parte della situazione &egrave; compromessa. Il danno pi&ugrave; grosso, ancor prima della questione dei costi, &egrave; quello prodotto sul sistema elettrico nazionale. La riforma Bersani era ottima (la liberalizzazione del mercato elettrico con il dlgs 79\/99, ndr), ha spinto le aziende a fare investimenti importantissimi che hanno rinnovato completamente il parco termoelettrico italiano. Quando eravamo pronti a fare la nostra parte &ndash; tra l&rsquo;altro con il prezzo del gas che scendeva &ndash; &egrave; arrivata questa botta che ha cambiato le carte in tavola e ha fatto s&igrave; che il mercato libero praticamente non esista pi&ugrave;. Il 50% circa dei volumi e il 60% del fatturato del settore deriva da vari regimi amministrati. Insomma, il mercato contendibile si &egrave; ridotto a un 50% circa in termini di volumi e in termini di fatturato al 40% circa. Da questa situazione non risaliremo pi&ugrave;, o comunque ci resteremo a lungo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; \"><strong>Sul Corriere della sera e su Repubblica sono usciti qualche giorno fa due articoli (un editoriale di Alesina e Giavazzi e un commento di Iezzi) che chiedevano, rispettivamente, il taglio retroattivo degli incentivi alle rinnovabili e la revisione degli oneri di sistema. &Egrave; d&rsquo;accordo?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; \">Non voglio trasformare questa storia in una battaglia. Intanto bisogna mettersi d&rsquo;accordo su cosa vogliamo. Per me &egrave; chiaro che l&rsquo;Italia ha due obiettivi di politica energetica. Il primo &egrave; avere l&rsquo;energia. Su questo punto siamo tutti d&rsquo;accordo ma dieci anni fa questo non era un problema banale. Il secondo &egrave; avere energia a basso costo. E su questo non c&rsquo;&egrave; accordo. Certo, abbiamo gli impegni di Kyoto e quelli assunti in sede europea, ma le cose andavano fatte in maniera completamente diversa. &Egrave; stato fatto uno spreco di proporzioni gigantesche. Poi bisogna mettersi d&rsquo;accordo sui numeri. Come si fa a sostenere che il fotovoltaico porta benefici sui prezzi dell&rsquo;energia per 1,4 miliardi (il riferimento &egrave; al rapporto Irex di Althesys, ndr v. Staffetta XXX)? &Egrave; chiaro che se aumento l&rsquo;offerta di energia in determinate fasce, in quelle ore il Pun scende. Il problema &egrave;: quanto ho pagato per ottenere questo? Potrei fare anche energia con Chanel n. 5, e l&rsquo;effetto sarebbe lo stesso, se qualcuno mi pagasse il profumo. Ma quanto mi costa? Senza contare che l&rsquo;Italia &egrave; l&rsquo;unico Paese che paga sia l&rsquo;incentivo che l&rsquo;energia. Un altro punto da chiarire &egrave; che non c&rsquo;&egrave; un risparmio sul gas non importato, perch&eacute; ai produttori fotovoltaici, quando prendono il prezzo marginale, paghiamo un prezzo che comprende anche quello del gas. Io chiedo equit&agrave; per quanto riguarda gli impianti termoelettrici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; \"><strong>Quindi la soluzione &egrave; un capacity payment? E come finanziarlo?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; \">Che l&rsquo;Autorit&agrave; per l&rsquo;energia prenda in considerazione tre fattori fondamentali. Il primo &egrave; la sicurezza del Paese, cio&egrave; quanti impianti servono prendendo in considerazione il caso peggiore, quello in cui piove e non c&rsquo;&egrave; vento e quindi non c&rsquo;&egrave; produzione da rinnovabili intermittenti. Il secondo &egrave; la riserva e il terzo la flessibilit&agrave; che gli impianti devono garantire per adattarsi alla curva di carico che viene determinata in gran parte del giorno dalla presenza o dall&rsquo;assenza degli impianti fotovoltaici. Quanto costa tutto questo? Non lo so e non spetta a me dirlo. Sono le stesse condizioni che l&rsquo;Autorit&agrave; ha gi&agrave; considerato con le gare che vanno fatte quest&rsquo;anno per il 2017. Ma da qui al 2017 c&rsquo;&egrave; il rischio che una grande quantit&agrave; di impianti termoelettrici vengano fermati. Insomma, mi sembra che sia giusto che il transitorio venga affrontato secondo questi principi. C&rsquo;&egrave; poi da considerare che nella legge Sviluppo c&rsquo;&egrave; un comma che dice che tutto questo deve avvenire senza oneri ulteriori per il sistema. Su questo sono d&rsquo;accordo perch&eacute; altrimenti ammazziamo i consumatori. E quindi i soldi devono essere presi con equilibrio e restando dentro il sistema, andando a prenderli da chi crea le disfunzioni. Se devo garantire la riserva a un impianto fotovoltaico mi sembra giusto che sia l&rsquo;impianto fotovoltaico a pagarla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; \"><strong>Dunque una sorta di solar tax, di cui ha parlato qualcuno?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; \">Qualsiasi misura viene presa l&rsquo;importante &egrave; che le risorse restino all&rsquo;interno del sistema. Non pu&ograve; essere un&rsquo;altra tassa che finisce alle Finanze o a risanare il bilancio dello Stato. Anche la benzina ha degli oneri fiscali grossi e probabilmente ingiustificati. L&igrave; per&ograve; se non consumi benzina non paghi neanche le tasse. Invece gli oneri di sistema sono un ammontare fisso. E se riduciamo la base imponibile, come sta succedendo per il calo dei consumi, entriamo in un circolo vizioso per cui l&rsquo;energia costa sempre pi&ugrave; cara, se ne consuma sempre di meno, le aziende se ne vanno e gli oneri di sistema continuano ad aumentare percentualmente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; \"><strong>Quindi chiedete un capacity payment transitorio.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; \">A mio modo di vedere ci vorrebbe un transitorio che risponda alle tre condizioni che ho detto, se vogliamo evitare una chiusura massiccia di impianti termoelettrici. E non sto parlando degli aspetti sociali, questo &egrave; un fattore che va trattato separatamente. Io parlo di sicurezza, riserva e capacit&agrave; di rendere flessibile il nostro sistema elettrico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; \"><strong>Non crede ci sia stato un eccessivo &ldquo;entusiasmo&rdquo; nell&rsquo;investire in impianti termoelettrici negli anni scorsi?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; \">Se nel &rsquo;98 qualcuno avesse detto alle aziende elettriche che nel 2007 avrebbero fatto partire un ciclo di investimenti incentivato, forse si sarebbero comportate diversamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; \"><strong>Tornando alla sicurezza del sistema, in questo momento abbiamo una riserva colossale rispetto alla domanda effettiva. &Egrave; veramente a rischio la sicurezza se chiude, diciamo, un 30% dell&rsquo;attuale capacit&agrave;?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; \">Non so. Dipende molto dalla situazione &ldquo;estrema&rdquo; che si prende in considerazione e dalle diverse zone del Paese. Certo, il margine di riserva oggi &egrave; molto alto, e dipende anche dalla recessione. Le nostre aziende stanno ricorrendo alla cassa integrazione. E so benissimo che anche il termoelettrico dovr&agrave; pagare il suo prezzo, e gi&agrave; lo sta facendo con la chiusura di piccoli impianti. Ma trovo politicamente ingiusto e sbagliato da un punto di vista generale che a pagare tutto questo debba essere solo l&rsquo;industria termoelettrica. Io non voglio misure ad hoc che abbiano come obiettivo di salvare questo o quell&rsquo;impianto. Se dobbiamo fare cos&igrave;, allora sarebbe meglio tornare ai prezzi amministrati. Penso invece che il Paese debba fare uno sforzo per salvare i principi di un mercato liberalizzato. Quindi chiedo provvedimenti che corrispondano a criteri oggettivi. Poi i termoelettrici si faranno i loro conti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; \"><strong>Quel che &egrave; certo &egrave; che il sistema &egrave; cambiato e che probabilmente andr&agrave; sempre pi&ugrave; nella direzione, non solo di un maggiore apporto di fonti rinnovabili, ma anche verso un generale aumento della generazione distribuita. Quale soluzione, quale ruolo per i termoelettrici &ldquo;tradizionali&rdquo;?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; \">Il punto &egrave; che ogni kWh che transita sulla rete o che usa la rete come magazzino o come sistema di scambio deve concorrere agli oneri di sistema. Non ci possono essere eccezioni. Punto. Se le reti interne di utenza o i sistemi efficienti di utenza sono un sistema per fare in modo che chi prende gli incentivi nemmeno paga gli oneri di sistema&hellip; Faccio un esempio: se un&rsquo;azienda di distribuzione fa un contratto con un&rsquo;azienda che utilizza come fonte integrativa un impianto a fonte rinnovabile intermittente, deve fornire a questa azienda anche il backup, la riserva. Quanto costa questo? Non pu&ograve; costare come costavano le vecchie tariffe amministrate. Le aziende di distribuzione questi discorsi cominciano a farli. I prezzi andranno rivisti per questo servizio di riserva, di disponibilit&agrave; e di flessibilit&agrave;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; \"><strong>Se &egrave; cos&igrave; bisogner&agrave; rimettere mano alle regole perch&eacute; i Seu e le Riu sono esentati, cos&igrave; come lo scambio sul posto.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; \">Quando parlo di recuperare risorse all&rsquo;interno del sistema intendo anche questo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; \"><strong>Una volta ottenuta questa &ldquo;perequazione&rdquo;?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; \">Che nessuno pensi di fare nuovi incentivi. Non si pu&ograve; parlare di grid parity e poi chiedere, come hanno fatto al convegno del Free, un sesto Conto energia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; \"><strong>Ma non si possono neanche toccare i diritti acquisiti, lo hanno detto anche i &ldquo;saggi&rdquo; nella loro relazione&hellip;<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; \">Non c&rsquo;&egrave; alcun dubbio che questo dei diritti acquisiti &egrave; un grosso problema. Ma un conto &egrave; parlare di taglio degli incentivi e un conto &egrave; parlare di allocare correttamente i costi. Il punto &egrave; che non c&rsquo;&egrave; una chiara percezione di quanto sia cambiato il sistema elettrico. In un sistema pre-liberalizzazione c&rsquo;&egrave; un monopolio e dei pasti gratis perch&eacute; il monopolio copre tutto. Ora non pu&ograve; pi&ugrave; essere cos&igrave;. Dico di pi&ugrave;: io sono entrato a gamba tesa nella discussione sulle smart grid, perch&eacute; come Assoelettrica chiedo ed esigo che ogni investimento sia fatto domandandosi se aumenta o diminuisce il costo dell&rsquo;energia elettrica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; \"><strong>Una delle accuse mosse dal fronte dei rinnovabili riguarda l&rsquo;aumento dei prezzi serali. C&rsquo;&egrave; chi ha parlato di collusione tra operatori termoelettrici.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; \">Se c&rsquo;&egrave; da vedere qualche cosa si veda. Ma bisogna considerare che l&rsquo;impianto che sta fermo tutto il giorno, nelle poche ore serali si deve pagare gli ammortamenti, i costi operativi, il gas. Inoltre, in partenza e in fermata le centrali hanno un&rsquo;efficienza del 20-30%. Faccio una provocazione: se non volete il capacity payment, proviamo a far fluttuare i prezzi liberamente e vediamo dove arriva il MWh il giorno che piove in tutta Italia e posso fare il prezzo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; \"><strong>I rinnovabili non sono i soli produttori a essere incentivati. Gli impianti essenziali e &ldquo;must run&rdquo; sono proliferati negli anni e hanno un costo rilevante. Anche questo &ldquo;ammazza il mercato libero&rdquo; e andr&agrave; ripensato.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; \">Come dicevo, dobbiamo trovare principi che valgano per tutti. Non possiamo costruire un sistema elettrico che &egrave; fatto tutto di eccezioni. Altrimenti non funziona. Con la gradualit&agrave; necessaria ma va fatto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; \"><strong>Sar&agrave; un compito non facile. Intanto, vede qualche terreno comune per tutti i produttori elettrici?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; \">Abbiamo due frontiere che dovrebbero essere comuni. Innanzitutto: come far ripartire i consumi energetici ed elettrici in questo Paese. Ci sono una serie di sbottigliamenti che potrebbero essere fatti, a prescindere dalla recessione, a cominciare dal rispetto delle curve tariffarie che scoraggiano i consumi di energia elettrica in maniera che non ha pi&ugrave; nulla a che fare con il problema dell&rsquo;efficienza o del risparmio. Oggi l&rsquo;elettricit&agrave; viene usata con livelli di efficienza molto alti e corrisponde all&rsquo;idea del benessere. Se devo mettere una pompa di calore o un condizionatore devo passare a 6 kW e la bolletta mi schizza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; \"><strong>Ma se cambiamo le tariffe in questo modo il cliente residente sotto i 3 kW vedr&agrave; aumentare i costi&hellip;<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; \">Ma questo cliente avr&agrave; un ufficio o una bottega o un&rsquo;attivit&agrave;: quello che risparmia a casa lo spende da un&rsquo;altra parte. Alle associazioni dei consumatori dico: vogliamo difendere i consumatori o solo una categoria di consumatori? Allo stato attuale risparmiamo per i consumi in casa e poi le aziende chiudono. Che guadagno abbiamo ottenuto? In Italia c&rsquo;&egrave; una parte dei consumatori che spende meno della media europea e un&rsquo;altra parte che spende di pi&ugrave;. Anche questo andrebbe riequilibrato. Bisogna avvicinarsi alla situazione in cui i prezzi corrispondono ai costi, invece che fare esenzioni e sovraccarichi. La seconda frontiera riguarda l&rsquo;elettrificazione dei consumi finali di energia. Io non sono un fan sfegatato dell&rsquo;auto elettrica ma se vogliamo ripulire le nostre citt&agrave; le dobbiamo elettrificare. Prima di parlare dell&rsquo;auto elettrica vorrei parlare di filobus, tramvie, metropolitane, che sono trasporti con rendimenti enormi rispetto agli autobus a gasolio. In citt&agrave; abbiamo milioni di punti di combustione, motori delle auto e caldaie a gas: se elettrificassimo queste cose miglioreremmo i rendimenti e avremmo citt&agrave; molto pi&ugrave; pulite.<\/p>\n<p><strong>Fonte: <\/strong><a href=\"http:\/\/www.staffettaonline.com\/energie_alternative\/articolo.aspx?ID=115484\" class=\"broken_link\">Staffetta Quotidiana<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tra crisi del settore elettrico, overcapacity e le recenti polemiche sul fotovoltaico, Assoelettrica chiede &#8220;equit&agrave;&#8221; verso gli impianti termoelettrici. 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