{"id":53164,"date":"2012-04-29T00:00:00","date_gmt":"2012-04-28T22:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.area-press.eu\/comunicati\/studi-randstad-lavoratori-italiani-e-tecno-stress\/"},"modified":"2012-04-29T00:00:00","modified_gmt":"2012-04-28T22:00:00","slug":"studi-randstad-lavoratori-italiani-e-tecno-stress","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicati\/studi-randstad-lavoratori-italiani-e-tecno-stress\/","title":{"rendered":"STUDI RANDSTAD, LAVORATORI ITALIANI E TECNO STRESS"},"content":{"rendered":"<p><!-- VideographyWP Plugin Message: Automatic video embedding prevented by plugin options. --><\/p>\n<p align=\"justify\">Connettivit&agrave; praticamente illimitata: il 75% dei lavoratori italiani usufruisce di un accesso in rete sul luogo di lavoro e la met&agrave; del campione dispone di uno smartphone personale con accesso ad Internet. Senza un codice di comportamento si rischia di arrivare ad un tecno-stress dato dalla contrapposizione tra il 39% dei datori di lavoro che si aspettano una reperibilit&agrave; di 24h su 24h, sette giorni su sette, e il 31% dei lavoratori che reputa deleteri per la concentrazione e la produttivit&agrave; le mail, il telefono e la connessione ad internet. Sono questi alcuni degli aspetti in rilievo nella quarta edizione del Work Monitor Randstad, l&#8217;analisi sull&#8217;andamento del mercato del lavoro fatta dalla multinazionale Olandese ( una delle leader nella <a href=\"http:\/\/www.randstad.it\/content\/findjobs\/formazione\/\" target=\"_blank\" class=\"broken_link\">formazione lavoro<\/a>) in 29 nazioni nel primo trimestre del 2012. Questa edizione ha puntato i fari sull&#8217;influenza che hanno i dispositivi tecnologici sul lavoro.<\/p>\n<p align=\"justify\">Dallo studio di Randstad, secondo player al mondo nel mercato del <a href=\"https:\/\/www.randstad.it\/content\/findjobs\/application\/open-application.xml\" target=\"_blank\">lavoro interinale<\/a> e non solo, emerge chiaramente come i lavoratori italiani siano pi&ugrave; sensibili rispetto ai colleghi stranieri alle sollecitazioni, e quindi alle distrazioni, che arrivano quotidianamente da telefono e mail e, in particolare, sono i pi&ugrave; convinti (30% degli intervistati) che l&rsquo;accesso alla rete sia un fattore in grado di far diminuire la propria produttivit&agrave; lavorativa. Analizzando nel dettaglio il Work Monitor, infatti, emergono dati che non lasciano spazio ad interpretazioni: il 39% del campione italiano (leggermente superiore agli altri Paesi) dichiara che il proprio titolare si aspetta una disponibilit&agrave; pressoch&egrave; totale (24\/24 ore &ndash; 7\/7 giorni). Il nostro modello lavorativo &egrave; diventato pervasivo a dismisura ed i confini tra lavoro e vita privata sono sempre pi&ugrave; sottili. Analizzando il rapporto degli italiani con &#8221;la tecnologia&#8221;, invece, i dati relativi alla connettivit&agrave; sul luogo di lavoro testimoniano che internet &egrave; ormai diventato uno strumento di lavoro scontato e largamente diffuso utilizzato quotidianamente dagli italiani. Il dato (52%) relativo alla &#8221;connettivit&agrave; nomade&#8221; attraverso gli smartphone, &egrave; basso rispetto ad altri paesi.<\/p>\n<p align=\"justify\">Per quanto concerne i rapporti di lavoro, il 73% degli italiani afferma ancora di preferire la relazione diretta a testimonianza del fatto che in questo modo la relazione &egrave; pi&ugrave; completa e funzionale. &#8221;La prima edizione del Work Monitor 2012, &#8211; commenta Marco Ceresa, Amministratore Delegato di Randstad Italia &ndash; sottolinea come gli Italiani, nonostante la ricca disponibilit&agrave; di strumenti tecnologici di comunicazione, amino ancora i rapporti diretti e la componente relazionale. La passione italiana per la tecnologia &egrave; innegabile ma rimaniamo fortunatamente ancorati a codici comunicativi tradizionali ed emozionali che non snaturano la dimensione lavorativa. Dall&rsquo;indagine emerge come i rapporti tra impresa-lavoro stiano cambiando sia in termini di velocit&agrave; dei flussi informativi con un impatto sulle attivit&agrave; che nella colonizzazione, a volte, della sfera privata. A questo proposito credo che sia importante un&rsquo;educazione e una sensibilizzazione da parte delle aziende sul valore del &#8221;Work Life Balance&#8221; e su come separare la dimensione professionale da quella privata garantendone un sano equilibrio.&#8221; In sintesi il Work Monitor Randstad mette in luce un punto di frattura dovuto ad uno stato di saturazione molto sofferto dai lavoratori italiani e stranieri. Inoltre l&rsquo;assenza di una regola chiara e condivisa nell&rsquo;utilizzo degli strumenti tecnologici oltre a generare difficolt&agrave; nell&rsquo;individuo, influenza a volte negativamente lo svolgimento del lavoro quotidiano. La conseguenza &egrave; un effetto paradosso: gli strumenti per migliorare l&rsquo;operativit&agrave; e qualificare la produttivit&agrave; rischiano di diventare antagonisti proprio degli obiettivi per i quali sono stati adottati. Il Work Monitor ha portato dati importanti per chi ora <a href=\"http:\/\/www.randstad.it\/content\/findjobs\/job-search\/search-list.xml\" target=\"_blank\" class=\"broken_link\">cerca lavoro<\/a>.<\/p>\n<p>Luther Blissett<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Connettivit&agrave; praticamente illimitata: il 75% dei lavoratori italiani usufruisce di un accesso in rete sul luogo di lavoro e la met&agrave; del campione dispone di uno smartphone personale con accesso ad Internet. 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