{"id":5148,"date":"2009-09-09T00:00:00","date_gmt":"2009-09-08T22:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.area-press.eu\/comunicati\/g-data-il-peggior-scenario-malware-nei-computer-aziendali\/"},"modified":"2009-09-09T00:00:00","modified_gmt":"2009-09-08T22:00:00","slug":"g-data-il-peggior-scenario-malware-nei-computer-aziendali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicati\/g-data-il-peggior-scenario-malware-nei-computer-aziendali\/","title":{"rendered":"G Data: Il peggior scenario: malware nei computer aziendali"},"content":{"rendered":"<p><!-- VideographyWP Plugin Message: Automatic video embedding prevented by plugin options. --><br \/>\nBochum (Germania), 9 Settembre 2009 &#8211; Come fanno virus, Trojan e worm ad infettare i Pc aziendali? Che propositi si nascondono dietro la distribuzione del malware? Chi sviluppa malware e chi trae profitto da esso? Non \u00e8 soltanto l\u2019utente tipo che si pone queste domande. In particolare gli esperti di sicurezza, gli amministratori e i responsabili delle reti aziendali sono molto interessati al modus operandi dei cyber criminali in modo tale da proteggere nel migliore dei modi l\u2019ambiente IT di cui sono responsabili. Il nuovo White Paper di G Data \u201cCome si introducono i virus nei Pc aziendali?\u201d risponde a tutte queste domande.<\/p>\n<p>I criminali online agiscono con rapidit\u00e0, non lasciano trace e colpiscono il loro obbiettivo con precisione chirurgica. Se l\u2019infezione riesce a raggiungere alcuni computer o l\u2019intero network aziendale, le conseguenze possono essere disastrose.<br \/>\nIn alcuni casi, soprattutto nelle aziende medio-piccole, il risultato \u00e8 una vera e propria lotta per la sopravvivenza economica.<\/p>\n<p>Ralf Benzm\u00fcller, manager di G Data Security Labs \u00e8 a conoscenza di questo problema: &#8220;Una volta che un virus o un worm ha infettato un Pc aziendale, l\u2019azienda ha generalmente gi\u00e0 subito delle perdite o dei danni e l\u2019amministratore pu\u00f2 ora solo tentare di limitare i rischi reagendo nel modo pi\u00f9 veloce possibile. \u00c8 una questione di vitale importanza avere una protezione adeguata contro gli attacchi dei cybercriminali che vogliono introdurre codici maligni all\u2019interno di un network. Per avere una difesa pi\u00f9 efficace \u00e8 utile conoscere il background, chi sviluppa malware, i motivi per cui lo fa e i metodi utilizzati per la sua distribuzione.\u201d<\/p>\n<p>eCrime: stipendi milionari per gli hacker<br \/>\nLe motivazioni degli hacker sono decisamente cambiate nel corso degli ultimi anni: mentre prima si poteva parlare di vere e proprie gare e prove di forza tra specialisti di computer, ora gli sviluppatori di virus e worm sono mossi essenzialmente dalla possibilit\u00e0 di guadagnare molto denaro. \u201cUltimamente il commercio dei dati rubati e degli account personali \u00e8 finalizzato a fare una montagna di soldi e neppure il traffico di droga con il suo mercato milionario riesce a stare sul medesimo livello\u201d, ha dichiarato Benzm\u00fcller.<\/p>\n<p>Porte aperte: le chiavi USB come portori di virus<br \/>\nL\u2019infezione di un network pu\u00f2 avvenire attraverso pagine web, e-mail o servizi di file-sharing e instant messaging. Anche strumenti di scambio o salvataggio dati come chiavi Usb, CD e DVD possono contenere software maligni. Dal momento che nel corso degli anni gli utenti Pc hanno sviluppato una maggiore consapevolezza dei rischi connessi all\u2019apertura di un allegato alla e-mail, \u00e8 stata adottata una nuova strategia: anzich\u00e9 con gli allegati i cybercriminali preferiscono trasmettere malware utilizzando dei link che rimandano, in apparenza, a siti web interessanti. Basta un semplice click per infettare il proprio computer o entrare addirittura a far parte di una botnet.<\/p>\n<p>Cinque consigli per una migliore protezione del computer<br \/>\nQuesti i suggerimenti di Ralf Benzm\u00fcller, esperto di sicurezza informatica:<\/p>\n<p>Virus protection<br \/>\nUna protezione antivirus dovrebbe essere istallata sia su server, sia su client<br \/>\nQuesta dovrebbe controllare il traffico HTTP e, se necessario, i dati delle chat come ICQ o IRC per verificare la presenza di malware. Notebook e netbook dovrebbero rientrare anch\u2019essi nel discorso generale sulla sicurezza ed essere quindi protetti con soluzioni software dedicate e un firewall personale.<\/p>\n<p>Spam protection<br \/>\nDal momento che le mail ora contengono link a siti infetti piuttosto che allegati \u00e8 importante avere una protezione dallo spam. Per questo si dovrebbero installare soluzioni per la sicurezza che siano indipendenti dal contenuto stesso delle mail.<\/p>\n<p>Firewall, intrusione, segnalazione e protezione<br \/>\nI dati del traffico sul network possono essere utilizzati per scoprire e prevenire attacchi dai worm via Internet.<\/p>\n<p>Information management<br \/>\nLe misure di sicurezza devono essere accettate e supportate da tutti gli impiegati, Regolari informazioni sui rischi di Internet contribuiscono ad accrescere la consapevolezza e la conoscenza dei dipendenti sull\u2019argomento. <\/p>\n<p>Il premiato software di G Data<br \/>\nRecentemente G Data \u00e8 stata in grado di dimostrare le proprie capacit\u00e0 nell\u2019ambito della sicurezza aziendale. In Maggio le soluzioni di sicurezza di G Data sono state premiate dal noto laboratorio di test AV Comparatives (http:\/\/www.av-comparatives.org\/images\/stories\/test\/corporate\/gdata_corp09.pdf).<br \/>\nLa scalabilit\u00e0 delle soluzioni G Data consente una protezione imbattibile dei network di piccole, grandi e medie aziende. A seconda delle esigenze si pu\u00f2 scegliere tra i seguenti prodotti:<br \/>\nAntiVirus Business 2010, AntiVirus Enterprise 2010, ClientSecurity Business 2010, ClientSecurity Enterprise 2010 and MailSecurity 2010.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il nuovo White Paper di G Data spiega alle aziende come proteggersi.<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[7553],"tags":[3136,2496,603],"class_list":["post-5148","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-comunicati_stampa","tag-informatica","tag-sicurezza","tag-virus"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v24.6 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>G Data: Il peggior scenario: malware nei computer aziendali - 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