{"id":40238,"date":"2011-04-18T00:00:00","date_gmt":"2011-04-17T22:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.area-press.eu\/comunicati\/vibrazioni-in-bianco-e-nero-gutai-tra-passato-e-presente\/"},"modified":"2011-04-18T00:00:00","modified_gmt":"2011-04-17T22:00:00","slug":"vibrazioni-in-bianco-e-nero-gutai-tra-passato-e-presente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicati\/vibrazioni-in-bianco-e-nero-gutai-tra-passato-e-presente\/","title":{"rendered":"VIBRAZIONI&#8230;IN BIANCO E NERO &#8211; GUTAI tra passato e presente"},"content":{"rendered":"<p><!-- VideographyWP Plugin Message: Automatic video embedding prevented by plugin options. --><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Yasuo Sumi, Yozo Ukita, LOCO<\/p>\n<p><strong>3 -19 Giugno 2011<br \/>Tutti i giorni dalle 16.00 alle 20.00<\/p>\n<p>Presso SPAZIO ARTE DEI MORI<br \/>Venezia Cannaregio 3384\/B<\/strong><\/p>\n<p>In occasione della Biennale 2011, lo Spazio Arte dei Mori di Venezia presenta Gutai. <span style=\"text-decoration: underline;\"><em><strong>Vibrazioni in bianco e nero<\/strong><\/em><\/span> un progetto espositivo originale sulla pi&ugrave; importante avanguardia artistica del Giappone contemporaneo, il Gutai.<\/p>\n<p>L&rsquo;esposizione propone opere sia storiche sia inedite di due dei principali action-painters fondatori del Gutai, <strong>Yasuo Sumi (n. 1925) e Yozo Ukita (n. 1923)<\/strong>, performer innovativi e grandi sperimentatori formali tuttora animati da una straordinaria vitalit&agrave; pittorica, alle quali affianca alcuni lavori della pi&ugrave; creativa fra i giovani eredi del movimento, <strong>LOCO (n. 1976)<\/strong>, discepola prediletta e stretta collaboratrice artistica del massimo maestro Gutai, Shozo Shimamoto.<\/p>\n<p>Il percorso dell&rsquo;esposizione intende mettere l&rsquo;accento su un aspetto particolare del linguaggio Gutai, l&rsquo;uso del bianco e nero. L&rsquo;esplosione del colore-luce nello spazio &egrave; certamente l&rsquo;elemento caratteristico che meglio identifica la tradizione Gutai agli occhi del grande pubblico. Tuttavia, le opere in bianco e nero appartengono ai codici espressivi dell&rsquo;informale giapponese fin dalle origini e anzi, come mettono bene in evidenza le tele esposte in questa nuova mostra, l&rsquo;uso di una bicromia essenziale, scandita sol dai diversi toni del grigio, la ricerca di figure a macchie e l&rsquo;espandersi di vibranti matasse di materia scura sono tutti elementi espressivi che rispondono a<br \/>un&rsquo;esigenza profonda del Gutai. Cos&igrave; come nelle pitture colorate l&rsquo;espressivit&agrave; della materia prendeva voce attraverso un lacerarsi quasi organicistico delle sostanze pittoriche, parallelamente nelle pitture in bianco e nero, con la loro candida vacuit&agrave; quasi monocroma, &egrave; l&rsquo;universo oscuro e freddo dei corpi e dei materiali inorganici che acquista realt&agrave; e voce. Tramite il bianco e nero l&rsquo;energia visiva e spirituale del quadro si esprime in un accumularsi e disintegrarsi continuo di detriti, di proiezioni, di lesioni, di raggi e di fasci di particelle oscure, che nel loro statico incanto oscuro sono una testimonianza implicita e drammatica, al pari delle opere pi&ugrave; intensamente cromatiche, delle catastrofi che sconvolsero &ndash; e ancora oggi tragicamente sconvolgono &ndash; il Giappone: gli intrecci e i noduli del bianco e nero esprimono il naufragio dell&rsquo;umano sceso agli inferi della propria corporeit&agrave;, nei territori pi&ugrave; intangibili dove restano solo le vibrazioni del buio e del nero.<\/p>\n<p>Il Movimento <span style=\"text-decoration: underline;\"><em><strong>Gutai<\/strong><\/em><\/span>, la pi&ugrave; importante avanguardia giapponese del dopoguerra, ben presto celebrata in tutto il mondo, venne fondato nel 1954 ad Osaka da Yoshihara Jiro, che sosteneva di dover <em><strong>&ldquo; fare una pittura che non si sia mai vista&rdquo;. &ldquo;dobbiamo dare alla materia un&#8217;occasione per vivere&rdquo;. <\/strong><\/em>e scriveva <strong><em>&ldquo;in altre parole, tutto ci&ograve; che avviene nell&#8217;animo umano &egrave; concretamente esprimibile attraverso la materia&rdquo;<br \/><\/em><\/strong>Un&#8217;arte che diventava dunque atto di scoperta dell&#8217;unit&agrave; originale dell&#8217;Io, in cui lo spirito dell&#8217;uomo, le sue aspirazioni intime e la materia si fondevano insieme. Una modalit&agrave; espressiva in cui la materia, che per gli artefici del gruppo non era solo pittura o calligrafia ma anche azioni eseguite con materiali vari, oggetti, acqua e fango, viene sublimata dallo spirito che le infonde vita. Nella loro opera difatti, spazio, materia e corpo giungevano ad affermare liberamente la propria identit&agrave; e la propria esistenza. Lo stesso Michel Tapi&egrave;, critico d&#8217;arte francese propugnatore dell&#8217;Informale, fu cos&igrave; interessato alle loro modalit&agrave; artistiche da voler tenere sott&#8217;occhio quel gruppo innovativo, che si muoveva tra movimento gestuale sperimentale concreto, action painting, performance, happening pionieristico ed espressionismo astratto, dove la pittura e l&#8217;azione stessa erano concepiti quasi come una creazione pubblica.<\/p>\n<p>Nelle opere di immediatezza performativa selvaggia di <strong>Yasuo Sumi<\/strong>, che vanno dagli anni &#8217;50 fino ad oggi, si vedono gli elementi tipici del movimento Gutai, il flusso energetico del tempo, della presenza e della fisicit&agrave; oltre ad una notevole forza espressiva e drammaticit&agrave;. Le esplosioni di colore sulle tele, le carte o le stoffe, diventano gorghi improvvisi ma mai improvvisati, sunto di performance dell&#8217;Artista tra calligrafismo e violenza gestuale.<\/p>\n<p>Nelle opere recenti di <strong>Yozo Ukita<\/strong> si ritrovano gli elementi tipici tradizionali del suo periodo Gutai. I materiali e la tecnica utilizzata dall&rsquo;artista per realizzarle sono tela, chiodi, legno, lastre metalliche ecc.<br \/>Le opere esposte consistono in tele spesse e robuste fissate su pannello e telaio. Sulle tele (pitturate ad olio monocromatico) e` attaccata al centro una lamiera verniciata e curvata regolarmente come un semicilindro ed il risultato &egrave; rappresentato da sculture composite costruite in modo artigianale, perch&eacute; l&rsquo;artista fa tutto da solo, anche il telaio.<\/p>\n<p>Nei suoi lavori la giovane artista <strong>LOCO<\/strong> testimonia una fantasiosa poliedricit&agrave;, utilizando tela, carta, e stoffa e passando da raffigurazioni pop, che ricalcano lo stile manga giapponesi, a opere tridimensionali. In altre opere in cui utilizza l&rsquo;azione della pioggia <strong>LOCO<\/strong> si riallaccia direttamente ai maestri Gutai creando interessanti connessioni stilistiche che ritornano agli elementi naturali della loro tradizione.<\/p>\n<p><em><strong>Jonathan Sisco, Andrea Mardegan<\/strong><\/em><\/p>\n<p>L&#8217;evento &egrave; a cura di SPAZIO ARTE DEI MORI<br \/>Per informazioni:<br \/>www.spazioartedeimori.com<br \/>Per visite su appuntamento:<br \/>+39 3409502943<\/p>\n<p>Come arrivare allo Spazio Arte dei Mori:<br \/>Linee ACTV 42 e 52 da P.le Roma o Stazione F.S. fermata Madonna dell&rsquo;Orto.Lo Spazio Arte dei Mori &egrave; nel Campo dei Mori, vicino alla Casa del Tintoretto e della chiesa di Madonna dell&rsquo;Orto. Nel Campo vi sono le antiche statue dei Mori scolpite sulle pareti degli edifici ed &egrave; centro folkloristico del Sestiere Cannaregio.<\/p>\n<p>Ufficio Stampa AD3.it comunicazione<br \/>press[at]ad3.it<br \/>www.ad3.it<br \/>San Marco 3188 A<br \/>30124 Venezia<br \/>Tel. +39 0415209245<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In occasione della Biennale 2011, lo Spazio Arte dei Mori di Venezia presenta Gutai. 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