{"id":26407,"date":"2010-01-11T00:00:00","date_gmt":"2010-01-10T23:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.area-press.eu\/comunicati\/g-data-fa-il-punto-sul-pdf-malware\/"},"modified":"2010-01-11T00:00:00","modified_gmt":"2010-01-10T23:00:00","slug":"g-data-fa-il-punto-sul-pdf-malware","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicati\/g-data-fa-il-punto-sul-pdf-malware\/","title":{"rendered":"G Data fa il punto sul pdf malware"},"content":{"rendered":"<p><!-- VideographyWP Plugin Message: Automatic video embedding prevented by plugin options. --><\/p>\n<p>La vulnerabilit&agrave; 0 che affligge il software di Adobe sar&agrave; corretta il 12 Gennaio prossimo. G Data coglie l&rsquo;occasione per fare il punto sulle tecniche di attacco ai file pdf.<\/p>\n<p>La falla di sicurezza segnalata il 15 Dicembre 2009 da Adobe per i suoi software Adobe Reader e Adobe Acrobat sar&agrave; presto risolta grazie all&rsquo;update programmato per il 12 Gennaio che andr&agrave; a correggere questa vulnerabilit&agrave;. Tale occasione &egrave; opportuna per fare il punto della situazione sugli attacchi malware che sfruttano il formato pdf.<\/p>\n<p><strong>Pdf malware, un trend in crescita<\/strong><br \/>Un&rsquo;analisi del numero delle vulnerabilit&agrave; scoperte negli ultimi anni evidenzia una crescita considerevole. Nel 2009 l&rsquo;organizzazione MITRE (<a href=\"http:\/\/cve.mitre.org\">http:\/\/cve.mitre.org<\/a>) ha segnalato 74 CVE (Common Vulnerabilities and Exposure) nel suo elenco dedicato alle falle di sicurezza nei file pdf. Ben due volte in pi&ugrave; rispetto al 2008.<\/p>\n<p><strong>Perch&eacute; una tale crescita?<\/strong><br \/>Diversi vantaggi rendono i documenti in pdf uno dei formati pi&ugrave; utilizzati al giorno d&rsquo;oggi. Innanzitutto possono essere visualizzati su qualsiasi tipo di computer e, in aggiunta, sono disponibili diversi programmi di lettura e tool di modifica gratuiti. Tutte caratteristiche che rendono il formato pdf molto utile per gli utenti privati, le aziende e le amministrazioni pubbliche. Con l&rsquo;evoluzione e l&rsquo;ampliamento di tali caratteristiche il formato pdf &egrave; per&ograve; diventato sempre pi&ugrave; complesso, una situazione che ha di fatto facilitato lo sfruttamento di eventuali falle di sicurezza. Esistono infatti molti tool automatici come Eleonore, Liberty System Exploit o Elfiesta che possono essere utilizzati per creare fil pdf infetti. Il tutto senza avere particolari conoscenze o essere addirittura un cyber criminale.<\/p>\n<p><strong>L&rsquo;attacco tramite file pdf<\/strong><br \/>Gli attacchi che sfruttano le vulnerabilit&agrave; dei file pdf sono di vario tipo. Uno dei pi&ugrave; tipici si svolge solitamente in questo modo:<\/p>\n<p>1.Un Javascript integrato nel pdf viene eseguito nel momento stesso in cui viene aperto il documento. Questo Javascript &egrave; pesantemente occultato in modo tale da prevenire eventuali analisi approfondite sul file.<br \/>2.Il Javascript utilizza un metodo di tipo Heap Spray per scrivere pi&ugrave; volte uno shellcode nella memoria di un processo in esecuzione<br \/>3.A questo punto la vulnerabilit&agrave; Javascript nel file pdf viene sfruttata per eseguire lo shellcode<br \/>4.Lo shellcode a sua volta scarica malware addizionale, per esempio componenti di una botnet<\/p>\n<p><strong>Come proteggersi<\/strong><br \/>Equipaggiare il proprio computer con un software antivirus completo &egrave; il primo e importante passo da compiere. Gli utenti G Data sono gi&agrave; protetti da vulnerabilit&agrave; di questo tipo.<br \/>Un altro suggerimento pu&ograve; essere quello di disattivare la funzione Javascript dai programmi Adobe o attivare la funzione DEP (Data Execution Prevention) disponibile in Windows che rende possibile bloccare l&rsquo;esecuzione di codici maligni nella memoria del computer. Molti software, per&ograve;, sono ancora incompatibili con questo tipo di protezione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La vulnerabilit\u00e0 0 day di Adobe Reader sar\u00e0 corretta il 12 Gennaio. 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