{"id":21771,"date":"2007-09-12T00:00:00","date_gmt":"2007-09-11T22:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.area-press.eu\/comunicati\/sudan-una-nuova-cultura-per-non-andare-fuoristrada\/"},"modified":"2007-09-12T00:00:00","modified_gmt":"2007-09-11T22:00:00","slug":"sudan-una-nuova-cultura-per-non-andare-fuoristrada","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicati\/sudan-una-nuova-cultura-per-non-andare-fuoristrada\/","title":{"rendered":"Sudan: una nuova cultura per non andare fuoristrada."},"content":{"rendered":"<p><!-- VideographyWP Plugin Message: Automatic video embedding prevented by plugin options. --><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">Voci sempre pi\u00f9 autorevoli si levano per denunciare il fallimento di<br \/>\ndecenni di interventi internazionali per lo sviluppo dei paesi poveri. La<br \/>\ndenuncia, con tanto di statistiche (vedi ad es. Fredrik Erixon <I>Aid and<br \/>\nDevelopment: will it work this time?,<\/I> International Policy Network 2005), \u00e8<br \/>\nche lo sviluppo di questi paesi \u00e8 inversamente proporzionale agli aiuti<br \/>\neconomici che ricevono. In altre parole, in questi anni, <STRONG>pi\u00f9 i paesi in<br \/>\nvia di sviluppo ricevevano assistenza per uscire dalla povert\u00e0, pi\u00f9 la loro<br \/>\neconomia si indeboliva. La soluzione alla povert\u00e0 non sono dunque i soldi? Ma di<br \/>\nquale povert\u00e0 e di che tipo di aiuti parliamo? <BR><\/STRONG><\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\"><STRONG>Sono di ritorno dal Sudan, dove insieme a mio marito e a 3 dei<br \/>\nnostri 4 figli, abbiamo trascorso 1 mese come volontari dell\u2019associazione<br \/>\nItalia Solidale. <\/STRONG>Da 2 anni si vive in pace, dopo una guerra<br \/>\ndurata 22 anni. Si parla di oltre 2 milioni di morti e 4 milioni di sfollati. A<br \/>\nJuba, capitale del Sud Sudan, ora si respira aria di speranza. I mercati hanno<br \/>\nricominciato a pullulare di gente, i banchi sono pieni di prodotti e merci,<br \/>\nanche se in gran parte \u201cmade in china\u201d. Gli arabi sono tutti ritornati al Nord e<br \/>\ndunque ci si muove liberamente, anche se fuori dalla citt\u00e0 ci sono ancora enormi<br \/>\nzone minate e gruppi di ribelli dell\u2019LRA (i ribelli del Nord Uganda, che in<br \/>\nquesti mesi stanno trattando la pace col governo di Museveni proprio qui a Juba)<br \/>\nche fanno scorrerie, ferendo e a volte ancora uccidendo. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">I sudanesi del sud vogliono riprendersi il loro paese finalmente, la loro<br \/>\nterra con tutte le ricchezze che possiede, ma a distanza di un anno gli occhi<br \/>\ndelle persone mi appaiono pi\u00f9 spenti. Rimango perplessa e cerco di capire.<br \/>\n<BR><BR>Mi guardo in giro e noto per le vie malamente asfaltate della citt\u00e0 un<br \/>\nintenso via vai di costosissimi fuoristrada. Mi sembrano decuplicati rispetto<br \/>\nallo scorso anno. Eppure la citt\u00e0 altro non \u00e8 che un agglomerato di poveri<br \/>\nvillaggi di sfollati. Cerco di capire un po&#8217; meglio e mi guardo intorno pi\u00f9<br \/>\nattentamente: <STRONG>accanto alle misere capanne, <\/STRONG>soprattutto nelle<br \/>\nrigogliose aree lungo il Nilo, sorgono seminascosti dalla vegetazione<br \/>\n<STRONG>eleganti comprensori, abbelliti da antenne paraboliche e larghi cartelli<br \/>\nagli ingressi, con i loghi delle organizzazioni (umanitarie per lo pi\u00f9) a cui<br \/>\nappartengono,<\/STRONG> scrupolosamente circondati da alte mura di cinta con<br \/>\ntanto di filo spinato, da cui i fuoristrada entrano ed escono. Al volante ci<br \/>\nsono quasi sempre africani vestiti all\u2019occidentale, con giacca e cravatta anche<br \/>\na temperature di 45 gradi. Sudano, ma fanno finta di niente e continuano a<br \/>\nparlare al cellulare. Gli stessi veicoli, con gli stessi vistosi loghi, sostano<br \/>\nspesso, all\u2019ora di pranzo e cena, nei pressi dei pochi (costosissimi) ristoranti<br \/>\ndella citt\u00e0, accanto a quelli di funzionari governativi e uomini d\u2019affari.<br \/>\nStessa scena davanti agli hotel, che chiedono minimo 100 dollari a notte. Con<br \/>\nquesta cifra una famiglia qui va avanti 3 mesi. Comincio a capire qualcosa. La<br \/>\nguerra \u00e8 finita, gli arabi sono andati via, ma qualcosa di pi\u00f9 pericoloso<br \/>\nminaccia ora la vita delle persone.<BR><\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\"><STRONG>Da 15 anni Italia Solidale aiuta i bambini e le famiglie di Juba.<br \/>\nGrazie a circa mille italiani con le adozioni a distanza, attraverso noi e i<br \/>\nnostri volontari del posto (sia suore che laici), sono state alleviate le<br \/>\nsofferenze terribili di questa gente, prigioniera durante la guerra in questa<br \/>\ncitt\u00e0, roccaforte del governo di Khartoum.<\/STRONG> Con toccanti testimonianze<br \/>\nci dicono che abbiamo rappresentato per loro in questi anni la salvezza. Il cibo<br \/>\nera scarso e costosissimo, era proibito allontanarsi dalla citt\u00e0 anche se solo<br \/>\nper coltivare, le vessazioni erano continue, senza di noi non ce l\u2019avrebbero<br \/>\nfatta e i loro bambini sarebbero morti o finiti sulla strada. Ora che la guerra<br \/>\n\u00e8 finita siamo contenti di poterli accompagnare verso una sussistenza completa<br \/>\ndella loro vita. Non \u00e8 facile eppure \u00e8 necessario.<BR><\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\"><STRONG>Il nostro lavoro \u00e8 quello di aiutarli a guarire le violenze<br \/>\nsubite nell\u2019anima anzitutto, che non sono solo quelle causate dalla<br \/>\nguerra.<\/STRONG> In questo mese trascorso con loro, tanti si sono aperti con noi<br \/>\nsulla mancanza di rispetto e amore che vivono nelle loro stesse famiglie, col<br \/>\nmarito o la moglie. Violenze che si riversano anche sui bambini. Questo alimenta<br \/>\npoi l\u2019alcolismo, la prostituzione, il disinteresse verso il sostentamento della<br \/>\nfamiglia e l\u2019educazione dei figli, e fa anche s\u00ec che le famiglie si isolino e<br \/>\nnon facciano pi\u00f9 comunit\u00e0 tra loro. La disperazione porta alcuni di loro ad<br \/>\nabbandonare la famiglia, alcuni arrivano alla pazzia o al suicidio. La povert\u00e0<br \/>\nnon solo rimane, ma si spoglia di ogni dignit\u00e0, diventa miseria. E\u2019 il rischio<br \/>\ndi questa gente. Ma un rischio maggiore \u00e8 che si imputi la loro sofferenza<br \/>\nesclusivamente alla povert\u00e0 materiale e che si guardi quindi con grandi<br \/>\naspettative all\u2019occidente, agli aiuti internazionali, agli interventi delle<br \/>\neconomie forti. La dipendenza e la frustrazione sono in agguato: dipendenza dal<br \/>\ndenaro, dal potere, dalle strutture, dalle organizzazioni, dalle multinazionali,<br \/>\nda culture lontane da Dio e dagli uomini, le stesse che nei paesi cosiddetti<br \/>\n\u201cricchi\u201d da anni mietono vittime (basti pensare alla depressione che colpisce<br \/>\noggi 340 milioni di persone in maggioranza<br \/>\nnell&#8217;Occidente, vera povert\u00e0 umana!). <BR><\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\"><STRONG>Siamo qui a condividere con le famiglie dei bambini adottati a<br \/>\ndistanza e i nostri volontari una cultura di sviluppo di vita e missione che li<br \/>\naiuti a sanare tutte le loro ferite, nel rispetto della loro meravigliosa natura<br \/>\ne cultura.<\/STRONG> <STRONG>\u201cUn nuovo sapere e un nuovo potere\u201d<\/STRONG><br \/>\nattraverso cui avere coscienza dei mali reali da curare, quelli causati dal non<br \/>\namore e dal non rispetto, che colpiscono l&#8217;anima anzitutto, e condizionano poi<br \/>\nla sessualit\u00e0, ammalano i nervi e il corpo e ottenebrano la mente. Su questi<br \/>\nmali \u00e8 necessario un grande cammino personale e una grande forza, e l\u2019esperienza<br \/>\ndi questa proposta, presente oggi in 91 missioni in tutto il mondo oltre che in<br \/>\nItalia, \u00e8 che in Cristo \u00e8 possibile sanare tutte queste forze personali<br \/>\ndell&#8217;Albero della Vita e arrivare a ben amare e ben lavorare, ad essere cio\u00e8<br \/>\npersone mature che formino famiglie mature, che a loro volta vivano in comunit\u00e0<br \/>\nmature. E&#8217; questa la preparazione che facciamo prima di passare ai<br \/>\n<STRONG>\u201cprestiti solidali\u201d<\/STRONG>, e solo cos\u00ec l&#8217;aiuto economico \u00e8 efficace e<br \/>\nporta le famiglie e le comunit\u00e0 ad avviare con successo piccole attivit\u00e0 per la<br \/>\nloro sussistenza. Il prestito restituito nei modi e nei tempi da loro stessi<br \/>\nstabiliti, \u00e8 man mano destinato ad allargare la solidariet\u00e0 ad altre famiglie<br \/>\nbisognose. Da queste famiglie che vivono l&#8217;amore, la sussistenza e la missione<br \/>\npotranno maturare <STRONG>vere vocazioni per una Chiesa veramente viva ed<br \/>\necumenica<\/STRONG>. E per far questo non occorrono fuoristrada e comode<br \/>\nsedi\u2026<BR><\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\"><STRONG>Ora dunque la vera sfida per la gente del Sudan, e per noi che la<br \/>\nsosteniamo, \u00e8 far s\u00ec che la loro vita, violentata dalla guerra, non sia<br \/>\nmortificata dall\u2019assistenza, che le loro forze, soffocate da anni di sofferenza,<br \/>\nnon siano oggi frustrate da aiuti esterni irrispettosi e invadenti.<br \/>\n<BR><\/STRONG><\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\"><STRONG><EM>E\u2019 una sfida che oggi possiamo vincere. Aiutateci anche<br \/>\nvoi che leggete questo articolo! Unitevi a noi di Italia Solidale con<br \/>\nun\u2019adozione a distanza, ci aiuterete a salvare realmente la vita di questi<br \/>\nbambini e delle loro famiglie.<\/EM><\/STRONG><\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\"> <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\"> <\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Voci sempre pi\u00f9 autorevoli si levano per denunciare il fallimento di decenni di interventi internazionali per lo sviluppo dei paesi poveri. La denuncia, con tanto di statistiche (vedi ad es. 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