{"id":10907,"date":"2008-09-17T00:00:00","date_gmt":"2008-09-16T22:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.area-press.eu\/comunicati\/due-antichi-cassettoni-raccontano-la-loro-storia\/"},"modified":"2008-09-17T00:00:00","modified_gmt":"2008-09-16T22:00:00","slug":"due-antichi-cassettoni-raccontano-la-loro-storia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicati\/due-antichi-cassettoni-raccontano-la-loro-storia\/","title":{"rendered":"Due antichi cassettoni raccontano la loro storia"},"content":{"rendered":"<p><!-- VideographyWP Plugin Message: Automatic video embedding prevented by plugin options. --><br \/>\nLa passione e il piacere d\u2019osservare i piccoli particolari di un mobile, apparentemente insignificanti, ma capaci di far pian piano riapparire davanti a noi la storia di quell\u2019oggetto, accomuna di solito i restauratori e affascina gli amanti dell\u2019antico. E\u2019 una ricerca appassionante perch\u00e9 sempre intrisa di dubbi e misteri: si ha continuamente la sensazione di aver colto un particolare in pi\u00f9 del percorso dell\u2019oggetto in questione, ma senza mai giungere a conoscerlo completamente.<br \/>\nLascia poi spesso spazio alla fantasia: chi ha commissionato il lavoro?<br \/>\nDove era collocato?<br \/>\nChe oggetti conteneva?<br \/>\nPerch\u00e9 ha cambiato di proprietario?<br \/>\nVolevo tentare di far gustare questo gioco raccontandovi il percorso di lavoro di studio e confronto tra due cassettoni che proporremo in vendita durante l\u2019evento Antiquariato di Ottobre.<br \/>\nIl caso \u00e8 particolarmente interessante: si tratta di due cassettoni piemontesi, acquistati dalla stessa famiglia, con caratteristiche simili, ma particolari diversi che li differenziano poi sostanzialmente nel valore.<br \/>\nEntrambi i cassettoni hanno sul fronte quattro cassetti mossi con profili ebanizzati, secondo il gusto del primo settecento piemontese.<\/p>\n<p>Il primo cassettone, come si intravede dalla foto, \u00e8 comple tamente lastronato con essenze d\u2019ulivo e noce. La committenza doveva essere importante, dato che la lastronatura riveste tutta la superficie del mobile e usa l\u2019ulivo come essenza principale con il noce inserito a toppo a formare le filettature decorative; osservando con attenzione si noter\u00e0 che anche le lesene sono lastronate e i traversi dei cassetti lo sono addirittura con ulivo di testo.<\/p>\n<p>Il disegno della mossa frontale e la costruzione, tipica della regione, ci avvertono che siamo in presenza di un mobile piemontese. Lo scheletro del mobile \u00e8 costruito in assi di pioppo spesse pi\u00f9 di due centrimetri, il fondo \u00e8 unito ai fianchi per mezzo di un incastro mezzo-mezzo tenuto da grossi chiodi, mentre i traversi sono inseriti a coda di rondine; il tutto veniva poi nascosto grazie alla lastronatura. Una caratteristica tipica \u00e8 riscontrabile anche nel decoro che troviamo nei fianchi, che presentano una rosa dei venti inserita in volute semplici.<\/p>\n<p>Tuttavia il decoro del mobile non \u00e8 tanto ricco da collocarlo in una fascia di mobili di eccezionale pregio: le filettature infatti sono relativamente semplici, seppur sobrie ed eleganti.<br \/>\nOsservando con attenzione il cassettone, scopri remo anche dei segni di modifiche o correzioni o restauri effettuati nel corso dei suoi due secoli di storia.<\/p>\n<p>I piedi, la parte pi\u00f9 delicata del mobile, oltre ad essere in parte danneggiati, hanno subito sostituzioni nei supporti di innesto nella struttura. Possiamo verificare anche la sostituzione dello schienale, che, oltre ad essere incongruentemente in legno d\u2019abete, presenta, visto dall\u2019interno, evidenti segni di pialla a filo meccanica presente solo nei primi del novecento.<\/p>\n<p>La modifica principale riguarda per\u00f2 il piano del cassettone; ad un primo esame, si possono notare due incon gruenze: la prima \u00e8 che il lastrone non presenta i movimenti e i sollevamenti che dovrebbe aver assunto nel tempo, la seconda \u00e8 che il piano \u00e8 decisamente meno decorato dei fianchi, mentre normalmente accadeva proprio il contrario. Incuriositi da queste osservazioni, ad un esame pi\u00f9 attento, scopriamo che il piano in noce massello \u00e8 s\u00ec antico, ma presenta segni di un utilizzo diversi nella parte inferiore (tra l\u2019altro avrebbe dovuto essere in pioppo), e che la lastronatura superiore \u00e8 troppo sottile nello spessore per essere settecentesca.<\/p>\n<p>Possiamo cos\u00ec supporre che il cassettone, nato con un piano di marmo, sia stato succes sivamente adattato al gusto dei proprietari.<\/p>\n<p>A conferma di questa ipotesi, troviamo la firma della modifica sotto coperchio, dove \u00e8 inciso \u201cBoncio anni 1927 Torino\u201d.<\/p>\n<p>Abbiamo ricostruito fin qui la storia del mobile o almeno di una sua una parte, ed ora? Ricostituendo il piano con un marmo, il mobile tornerebbe forse alla sua struttura originaria, ma perderebbe un pezzo della sua storia. Lascio agli esperti queste riflessioni filologiche su cos\u2019\u00e8 etico fare su un mobile cos\u00ec antico e mi accontento d\u2019essermi divertito nella sua analisi.<br \/>\nMa veniamo al secondo cassettone.<\/p>\n<p>Si tratta di un mobile nato per essere gi\u00e0 strut turalmente importante e di pregio: tutta la struttura \u00e8 in noce massello a vista e gli intarsi sono a toppo direttamente nel massello. La committenza era importante e ricca visti i materiali utilizzati e la scelta di un\u2019ebanista sicuramente preparato sulle tecniche e le mode decorative dell\u2019epoca: non si trattava certo di un falegname provinciale. Per questo motivo anche il nostro perito colloca la costruzione del mobile direttamente in Torino.<\/p>\n<p>Il piano \u00e8 un\u2019asse unica di noce massello presa dal cuore di una pianta di notevoli dimensioni, spessa quattro centimetri cos\u00ec da non subire movimenti, unita ai montanti e alle traverse dello scheletro del mobile tramite incastri a coda di rondine. Il fondo e lo schienale in pioppo massello sono uniti al mobile, come visto nell\u2019altro cassettone, tramite un incastro mezzo-mezzo e l\u2019aiuto di chiodi; anche queste parti sono di notevoli dimensioni e vi possiamo notare i segni dello sgrossino che veniva utilizzato per sgrossare le assi tagliate che non necessitavano levigatura perch\u00e9 nascoste.<\/p>\n<p>La stessa tecnica costruttiva la ritroviamo nei cassetti, dove la struttura in pioppo \u00e8 unita al fronte in noce tramite i famosi incastri a coda di rondine. Il fronte mosso dei cassetti \u00e8 direttamente intagliato nelle assi di noce. Mobile nato per essere robusto, non ha avuto bisogno di sostituzioni o interventi e questo l\u2019ha portato a noi perfettamente integro, con l\u2019eccezione di una spaccatura reincollata sul fronte di un cassetto.<\/p>\n<p>Anche a livello decorativo l\u2019intarsio in acero eseguito a toppo non solo rispecchia i canoni decorativi piemontesi dell\u2019epoca, ma \u00e8 realizzato con grande cura nell\u2019esecuzione: \u00e8 infatti inserito con precisione nel massello; le figure create del disegnatore sono complesse nelle volute, e fini e precise nel mazzo di rose, detto \u201cmazzetto\u201d, tipico decoro piemontese.<\/p>\n<p>Cos\u00ec i tasselli, che vanno a formare i petali e la volute, non solo sono incisi, ma, per meglio marcarne i contorni, l\u2019ebanista ha usato la tecnica dell\u2019ombreggiatura tramite sabbia calda. Il profilo del piano e dei cassetti a \u201clabbro di moro\u201d ebanizzati esaltano l\u2019armonia e l\u2019eleganza del mobile.<\/p>\n<p>Anche le serrature risulterebbero originali. Siamo quindi davanti ad un pezzo davvero speciale. Non bisogna per\u00f2 dimenticare che l\u2019esperienza insegna che \u00e8 davvero un\u2019eccezione che un mobile antico non abbia mai subito neanche un intervento. E allora, ad un esame pi\u00f9 accurato, scopriamo che, oltre alla riparazione del cassetto di cui abbiamo accennato, troviamo tracce di restauro nel fondo e in alcuni intarsi. E\u2019 probabile inoltre che anche la lucidatura sia stata nei secoli ripresa, anche se pare sicuro che il mobile non sia mai stato spatinato.<\/p>\n<p>L\u2019unico intervento significativo lo troviamo nelle maniglie e nelle bocchette che, pur essendo d\u2019epoca corretta, sono state sostituite, come \u00e8 possibile verificare osservando le correzioni nel buco della bocchette, fatte per adattarle alle serrature originali; nei cassetti inoltre troviamo delle toppe tonde a chiudere dei buchi che fanno pensare che il cassettone portasse dei pendenti a pigna tipici.<br \/>\nTermino questa lunga e appassionata descrizione ricordando che chiaramente queste verifiche sono nate grazie al confronto con molti colleghi e soprattutto alla collaborazione del nostro perito Vittorio Cuoccio., che ringrazio.<\/p>\n<p>Vi aspetto alla mostra di ottobre per vedere coi vostri occhi!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La passione e il piacere d\u2019osservare i piccoli particolari di un mobile, apparentemente insignificanti, ma capaci di far pian piano riapparire davanti a noi la storia di quell\u2019oggetto, accomuna di solito i restauratori e affascina gli amanti dell\u2019an<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[7553],"tags":[],"class_list":["post-10907","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-comunicati_stampa"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v24.6 - 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