Consigli per una corretta strategia di link building

I link sono, ad oggi, uno dei più importanti fattori di posizionamento per Google. Un sito che non riceve link, per quanto buoni possano essere i contenuti che propone agli utenti, difficilmente riuscirà a posizionarsi bene sui risultati di ricerca ed ottenere la visibilità sperata. Investire in una strategia di link building mirata, come recentemente affermato anche dai SEO specialist, è la soluzione più efficace per ottenere traffico sia nel breve che nel lungo periodo valorizzando il tuo sito.

Su quali pagine destinare i nuovi link in ingresso che andremo ad ottenere? Per rispondere a questa domanda, è necessario capire quali siano le pagine del sito in grado di creare maggior valore ed il loro potenziale di crescita: è possibile sfruttare Google Webmaster Tools per comprendere al meglio questi aspetti ed individuare le pagine del nostro sito che necessitano di una “spinta” verso l’alto. Soltanto a questo punto potremo andare ad individuare le chiavi di ricerca sulle quali concentrare la nostra attenzione, considerando che ciascuna pagina può tranquillamente posizionarsi per diverse keyword contemporaneamente. I siti dai quali farci linkare dovranno essere attinenti al nostro, ovvero trattare lo stesso argomento: un sito che si occupa di economia e riceve link da siti inerenti il mondo dei motori, probabilmente avrà un profilo backlink che può apparire come innaturale e poco credibile agli occhi di Google. Alla stessa maniera, quando si mette in pratica una campagna di link building, è molto importante non cadere nell’errore (o nella tentazione) di utilizzare esclusivamente anchor text manipolative, perché ciò risulterebbe essere particolarmente sospetto per qualsiasi motore di ricerca e potrebbe comportare una penalizzazione. Se ad esempio un sito cerca di posizionarsi per la key “Hotel Roma”, e viene linkato dagli altri siti esclusivamente con l’anchor text “Hotel Roma”, è chiaro l’intento di alterare i risultati di ricerca da parte del gestore del sito. Quando andiamo infatti a linkare una risorsa esterna utilizzando una determinata parola chiave, stiamo in pratica suggerendo a Google di posizionare quel sito per quella determinata key contenuta nel link, “alterando” così di fatto i risultati di ricerca. Per questo motivo è bene sempre distribuire in maniera omogenea le anchor text, alternando quelle di tipo “manipolativo” (Hotel a Roma) a quelle branded (“Hotel dei Cigni”), da quelle “naked” hoteldeicigni.it) a quelle generiche quali “clicca qui per ulteriori informazioni” o “per scoprine di più”.

Compresa dunque l’importanza di ricevere link con ancore varie e da siti a tema con il nostro, è bene sottolineare quali tra questi possano veramente trasmettere un valore al nostro sito e quali no. Per comprenderlo, è sufficiente chiedersi se il sito dal quale vorremmo essere linkati sia abbastanza autorevole nel settore, se riceve link spontanei, se ha un buon traffico giornaliero e se è in grado di generale un interessante numero di interazioni con gli utenti (anche attraverso piattaforme social). Se desideriamo avere anche un riscontro più analitico, è possibile utilizzare una serie di strumenti freemium (ovvero strumenti free che diventano a pagamento se si desidera utilizzare le funzioni avanzate) che consentono di capire con maggior precisione quale sia l’autorità di un sito, la qualità e la pertinenza dei backlink che riceve, ad esempio. Tra i più famosi tools di questo tipo, i più importanti sono Ahref, Majesticseo e SiteExplorer di Moz.

Come comportarsi invece, quando ci si rende conto di essere stati linkati da siti di bassa qualità o addirittura spam? La cosa più semplice è quella di contattare direttamente l’amministratore del sito in questione e richiedere la rimozione del link. Non sempre però è possibile entrare in contatto con il gestore di un sito, specie se questi è di un altro paese o non vi è un modulo di contatto. Cosa fare in questi casi? La soluzione più efficace è disponibile direttamente all’interno degli Strumenti per i Webmaster di Google, e si chiama “Disavow”. Grazie al Disavow è possibile “rifiutare” uno o più link, ovvero comunicare a Google la tua volontà di disconoscere determinati link di bassa qualità che puntano al tuo sito, andando così a ripulire il tuo profilo backlink.

 

È sufficiente tenere a mente questi consigli per riuscire a creare una rete di link di qualità che puntano al tuo sito, evitando link potenzialmente “dannosi” ed iniziare così a recuperare posizioni sui risultati di ricerca di Google.

Articolo scritto da Egidio Imbrogno SEO, progettazione e creazione siti web a Varese

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