Martin Heidegger e Paul Celan, l’incontro di Todnauberg in un nuovo libro

Todtnauberg, piccola località tedesca protagonista di un incontro tra due grandi quanto enigmatici personaggi del ‘900: Paul Celan e Martin Heidegger.
Una raccolta di scritti, a cura di Mario Ajazzi Mancini, psicoanalista e traduttore, che interroga, dopo 50 anni, una misteriosa poesia che ha come titolo il nome di questa località e che Paul Celan scrisse all’indomani del suo incontro con il grande filosofo avvenuto il 25 luglio 1967 presso la baita/rifugio di quest’ultimo, nella Foresta Nera.

Un testo che ha interrogato per molti anni critici e ricercatori e in cui si è cercato d’intravedere possibilità e condizioni per un dialogo tra vittime e carnefici: la poesia di Celan dopo quella di Rilke ed Elliot si sporge sull’oscurità post bellica, sui suoi traumi e sulle sue ferite.
Del viaggio per raggiungere la hutte, la baita/rifugio di Heidegger, non ci è dato di conoscere il reale significato, ma quel che si può scorgere è un’attesa: l’attesa di una parola chiarificatrice che comunque non fu pronunciata, durante la lunga passeggiata nella Foresta nera, tra il cantore dei sommersi ed il filosofo accusato di compromissioni nazionalsocialiste.

Il testo, a cura di Mario Ajazzi Mancini, è pubblicato all’interno della collana Psic-Ø-analisi diretta da Stefano Mazzei, psicoterapeuta e psicoanalista, ed edita dall’editore Press&Archeos.
Un libro a più voci e mani che, oltre a Mancini, autore principale del volume, ed al curatore Mazzei, riporta anche i contributi di Alberto Zino, Ilaria Detti, Giulia Lorenzini e Nicola Mariotti.

Per approfondimenti:
http://www.pressandarcheos.com/prodotto/celan-e-heidegger/

(S. M.)

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