Per un’astensione operaia e popolare di massa, attiva e di programma!

Boicottiamo la farsa elettorale!

 

Invitiamo tutte le forze comuniste, rivoluzionarie, antifasciste, realmente democratiche e progressiste, che condividono la scelta di boicottare le elezioni politiche farsa del 2018, a prendere contatti e concordare una riunione per organizzare una campagna nazionale di rifiuto del voto operaio e popolare.

Un rifiuto attivo e consapevole, connesso alla denuncia della legge-truffa elettorale e delle politiche di miseria e di guerra, basato su un chiaro programma di rivendicazioni di classe.

Trasformiamo l’astensionismo in movimento politico dei lavoratori sfruttati, dei giovani, delle donne, per delegittimare i corrotti partiti borghesi e piccolo borghesi. Proseguiamo la lotta contro il governo Gentiloni-Renzi preparandoci a nuove battaglie contro il prossimo governo dell’oligarchia finanziaria.

Di seguito un articolo apparso sul giornale comunista “Scintilla”.

 

 

Niente lavoro, niente diritti, niente futuro

Niente voto di operai, giovani e donne!

 

Il baraccone elettorale della borghesia italiana non funziona più. Nell’ultimo mese milioni di cittadini chiamati a inutili referendum e farsesche elezioni locali hanno detto “basta, non ci fregate”. I dati dimostrano che la maggioranza degli elettori non  ha votato.

Il disegno per ingannare i proletari e far credere loro che tracciando una croce sulla scheda elettorale sia possibile risolvere i problemi della società e dello Stato ormai fa acqua da tutte le parti.

Eppure il potere borghese le ha provate tutte. Prima ”il nuovo che avanza” era Matteo Renzi. Ma dal referendum costituzionale in poi la crisi del PD si è approfondita senza soste e il “rottamatore”, dopo aver attuato per anni una strategia di destra ora cerca i voti a sinistra….per tornare al governo con Berlusconi.

Poi è stato lanciato il giullare Grillo con la sua corte, quelli che si tagliano gli stipendi per dare i soldi agli imprenditori, quelli che dicono ”ci ispiriamo agli ideali di Berlinguer ma anche di Almirante”, con l’aspirante premier Di Maio che va a leccare i piedi a Zio Sam. Anche l’ ultima carta, quella dei 5 stelle, non ha funzionato.

Le ultime elezioni locali hanno offerto da questo punto di vista segnali positivi, a condizione che i comunisti e i proletari combattivi sappiano trasformare il malcontento e la protesta dalle masse in organizzazione su precisi obiettivi di lotta anticapitalista.

Noi marxisti-leninisti da tempo ci battiamo per la formazione di liste di unità proletaria, espressione del fronte unico di lotta del proletariato – e sulla sua base di un ampio fronte popolare – mezzi indispensabili per impedire la liquidazione graduale delle libertà democratiche, e sconfiggere i piani reazionari e fascisti del capitale finanziario.

Una lista del genere avrebbe rappresentato uno strumento di mobilitazione, organizzazione e di crescita della coscienza delle masse popolari. Purtroppo questo obiettivo non è stato raggiunto a causa della politica elettoralista e divisionista dei capi revisionisti, opportunisti e socialdemocratici, che fanno le comparse del potere borghese, si autorappresentano o si  mettono al carro del PD, per coprire la sua politica antioperaia. Anche le capriole “popolari” di Rifondazione lasciano il tempo che trovano.

In questa situazione i proletari non hanno che una scelta: trasformare la rabbia ed il disgusto verso il capitalismo e il suo sistema politico, verso una legge elettorale che produrrà un parlamento di nominati, in un atto politico organizzato e cosciente: il rifiuto del voto e delle pressioni mediatiche per estorcerlo.

Per fare questo non è sufficiente la semplice astensione passiva. E’ necessario legare il rifiuto del voto a un programma di azione imperniato su rivendicazioni politiche e sociali vitali e urgenti degli sfruttati e degli oppressi, che non possono essere soddisfatte da nessun partito borghese e piccolo borghese, così come alla formazione di organismi operai e popolari che sostengano queste rivendicazioni con la lotta.

Fare ciò – in una fase che vede significativi sintomi di ripresa della lotta di classe – significa trasformare il disgusto e la rabbia in movimento politico, con un proprio programma.  E’ la sola alternativa che hanno i proletari per irrompere nella contesa elettorale, con un obiettivo preciso: portare il livello dei non votanti, delle bianche e delle nulle  sopra il 50% per delegittimare e indebolire il nuovo parlamento e il nuovo governo della borghesia, per approfondire la crisi organica della borghesia.

Diamo vita a una grande campagna per ottenere la più alta astensione operaia e popolare, così come voti nulli e bianchi.

Neghiamo il voto ai corrotti partiti della dittatura borghese del centrodestra e del centrosinistra, responsabili delle misure antipopolari.

Utilizziamo la  campagna elettorale per rafforzare i legami con la classe operaia, contribuire alla educazione  politica delle masse, per esigere misure che possono migliorare, seppure parzialmente, la situazione delle masse lavoratrici, smascherando le illusioni e le vuote promesse riformiste e populiste.

Trasformiamo le elezioni borghesi in un grande momento di protesta degli operai, dei giovani, delle donne per avanzare verso la rottura rivoluzionaria col marcio sistema borghese.

 

Da Scintilla n. 84, novembre 2017,

disponibile su http://www.piattaformacomunista.com/

Piattaforma Comunista – per il Partito Comunista del Proletariato d’Italia

www.piattaformacomunista.com                     teoriaeprassi@yahoo.it

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