Bitcoin, altre critiche feroci. Stavolta tocca al principe Bin Talal

Continuano le discussioni e i dibattiti attorno al Bitcoin. Da più parti arrivano critiche feroci alla criptovaluta più nota al mondo, che però intanto sui mercati continua a viaggiare a ritmo spedito. Eppure le critiche proseguono. Il principe miliardario Alwaleed bin Talal, “re” della Kingdom Holding saudita ha detto chiaramente che il futuro del Bitcoin sarà senza dubbio una “implosione”. Per descrivere meglio il suo punto di vista, ha anche aggiunto che il fenomeno finirà come Enron, l’ex colosso energetico americano e gigante delle utilities, andato in bancarotta alla fine del 2001.

Il dibattito attorno a Bitcoin

bitcoinIl principe saudita si pone così sulla scia di Jamie Dimon, amministratore delegato di JP Morgan, che un mesetto fa non fu affatto tenero con Bitcoin, definendolo una “frode”. Addirittura definì sua figlia stessa una ingenua, per averne comprato uno. Anche lui utilizzò un paragone storico, stavolta rifacendosi alla bolla speculativa dei tulipani olandesi.

Ma non ci sono soltanto voci contrarie. Anzitutto ci sono i numeri che raccontano una storia di successo. Bitcoin continua a volare sui mercati, ha oltrepassato la soglia dei 6mila dollari e ha sovvertito ogni meccanismo di medie mobili trading, e più in generale ogni principio di analisi tecnica. E non è certo sorretto solo da trader privati, visto che molte banche d’affari si stanno interessando al fenomeno.
Oltre ai numeri però, ci sono anche dei pareri autorevoli che vanno a favore di Bitcoin. Come Fadi Ghandout, ceo di Wamda Capital, che ha suggerito a Dimon di mostrare un po’ di umiltà e tornare con i piedi per terra, oltre che imparare”. Ha poi aggiunto: “Meglio non fare grandi dichiarazioni su qualcosa che non comprendiamo”.

Al di là di questo, ci sono senza dubbio dei lati oscuri in questo tipo di strumento finanziario. Qualcosa che lo rende difficilmente inquadrabile e prevedibile. Ecco perché si suggerisce sempre di investire su questo asset solo se si ha una grande conoscenza del mercato, di evitare negoziazioni con accesso diretto ai mercati (qui si può approfondire il tema su market maker broker, stp o ecn, differenze), ma di utilizzare sempre il filtro di un intermediario (oltre che di tutti quegli strumenti di protezione del capitale).