Gentian, il fiore di Bach contro il dubbio e la depressione

Gentian non è per tutti i tipi di dubbio

Anni fa camminavo con una certa tristezza per le strade di Stratford-Upon-Avon, una semplice, tranquilla città del centro d’Inghilterra, che si trova a un’ora di Birmingham, dove avevo trascorso alcuni giorni conoscendo alcuni luoghi legati alla storia di Shakespeare ed esplorando qualche riferimento su alcune amicizie di Bach in quel luogo – in particolare Ursula Bloom – quando nella vetrina di un negozio ho visto l’annuncio di una escursione sulle montagne di  Chiltern e il Pilgrims’ Way. Il “Cammino del Pellegrino” è un sentiero storico attraverso il quale transitavano i pellegrini da Winchester nell’Hampshire, Inghilterra, al Santuario di Thomas Becket a Canterbury, nel Kent.

Tuttavia, questa strada non fa più ricostituire, sullo stesso terreno, altre più antiche che sicuramente risalgono fino all’età di pietra, anche se i reperti archeologici trovati finora risalgono a circa 600 anni A.C. A quel punto, dopo essermi arrestato davanti all’immagine del poster dell’escursione, mi sono ricordato che Nora Weeks narra che in quei luoghi Bach aveva vagato per un po’. Questo mi ha fatto decidere ed il giorno dopo ero sulla Pilgrim Way.

All’arrivo, davanti ai miei occhi si ergeva un paesaggio suggestivo, pieno di sfumature di colori ocra e pastello, un pavimento argilloso e sodo che mi risvegliava risonanze di memorie archetipiche. Solo chiudendo gli occhi si può ascoltare, lì, il mormorio di secoli di storia. Sono circa 200 chilometri pieni di ricordi e motivazioni introspettive e immagino che negli anni ‘30 del secolo scorso tutto sarà stato molto più isolato rispetto ai giorni in cui l’ho visitato.
È stato lì, sulla vecchia strada per Chiltern, descritta come la strada più antica del Regno Unito, dove nel 1931 Bach ha scoperto GENTIAN, fiore con la quale sostituì Arvensis e su cui aveva la convinzione che “… cura lo stato d’animo dubbioso in coloro che si sentono scoraggiati e depressi troppo facilmente.” (Nora Weeks). Ciò significa che, in linea di principio, GENTIAN non è per ogni dubbio, ma per quella che nasce all’interno di questo tipo di personalità poco resistente alla frustrazione molto diversa, quindi, rispetto a quella a cui si rivolge CERATO o SCLERANTHUS.
In “Libera te stesso “, un libro che Bach ha scritto a Regent’s Park, dove rimaneva “… seduto per ore sotto gli alberi (…) fino a che la sua mente e il suo corpo riacquistavano la loro forza e vitalità.” (Nora Weeks), parlando di GENTIAN, polarizza il suo difetto e virtù in termini di dubbio e comprensione. Lì scrive: “Sei una di quelle persone che hanno ideali elevati e speranze di fare del bene; ti scoraggi quando le tue ambizioni non si realizzano rapidamente? Di fronte al successo ti esalti, ma quando ci sono difficoltà ti depri­mi facilmente? Se è cosi, il piccolo GENTIAN dei nostri pascoli collinosi ti aiuterà a essere saldo nei propositi, ad avere uno sguardo più felice e speranzoso anche quando il cielo è coperto di nubi. Ti infonderà coraggio in ogni occasione, facendoti comprendere che non esiste fallimento quando stai facendo tutto il possibile, qualunque sia il risultato.”
Tuttavia, in “I dodici guaritori”, il testo che Bach pubblica a Epsom l’anno successivo, c’è un cambiamento leggero, ma significativo: il passo dello scoraggiamento e del dubbio per lo sconforto. Questo piccolo cambiamento emotivo ha delle conseguenze e una di esse è collegata con una linea clinica presente nel testo: la mancanza di una visione ampia sulle cose e sugli eventi della vita, di cui soffre GENTIAN. Un interessante punto di vista che collega questa essenza, almeno con CHESTNUT BUD, SCLERANTHUS e VERVAIN.
In questo breve libretto citato, indica che i tipi GENTIAN sono “persone che vogliono fare molte cose, ma che quando sorgono difficoltà si lasciano abbattere dalle influenze, dal dubbio, dalla depressione. Spesso desiderano che le cose vadano a modo loro, invece di ricercare una visione maggiore.” E, c’è un commento fugace, ma molto stimolante, in un altro articolo, “I Dodici grandi rimedi”:” Il paziente scoraggiato, che sta migliorando ma vede solo il lato negativo delle cose e si sente depresso ha bisogno di GENTIAN.”
Quel punto, “il lato oscuro delle cose”, non è un argomento da lasciar passare inosservato e anche se si può interpretare come pessimismo, è anche possibile ritenere che, così come WATER VIOLETdirige il suo punto di vista, in generale, verso la luce e il Sole, GENTIAN lo fa verso l’ombra e la Luna. Quindi, anche se si ritiene GENTIAN un fiore solare, credo che ci sia spazio per prendere in considerazione il suo regime lunare, che non solo è legato a comportamenti specifici come il suo hobby nottambulo o il suo persistente romanticismo, ma che, in particolare, si collega alla struttura stessa delle sue emozioni dominanti. Forse esiste nella natura di questo tipo floreale, una coesistenza di antagonismi: respiratorio – luminoso – scoraggiante – dubitativo contrapposto al epatico – scuro – depressivo – malinconico. La clinica lo mostra, basta seguire le sue tracce fino a dove ci portano.
FONTE: fioriperlanima.com

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