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Il vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori: “Vorrei sapere se i soldi guadagnati da questa operazione verranno davvero reinvestiti per nuovi alloggi oppure andranno a saldare i debiti con le banche”
Roma - “È da anni ormai che si parla del problema abitativo a Roma senza mai fare nulla di concreto. Ora questa nuova trovata di Alemanno, ovviamente annunciata a due giorni dal voto per le Regionali, in perfetto stile Berlusconi. Io non so come egli intenda sanare la questione, in quanto presumo che si tratterà soprattutto degli immobili dislocati nelle zone migliori della città, come San Giovanni, piazza Bologna, Nomentano, che sono divenuti beni preziosi, ma difficilmente si venderanno quelli di zone più popolari”. Sono parole del vicesegretario regionale dell’Italia dei Valori, Oscar Tortosa, in merito alla notizia che il Comune di Roma ha deciso di mettere in vendita 5 mila case di edilizia residenziale pubblica, riservandone l’acquisto agli inquilini regolari assegnatari dell’alloggio, ai familiari dell’assegnatario conviventi, ai figli non conviventi e a tutti coloro che abbiano regolarizzato la loro posizione. Il costo degli immobili potrà variare, a seconda dei mq disponibili, tra i 33 mila e i 77 mila euro. Il Campidoglio annuncia anche che con il ricavato della vendita avvierà la realizzazione di 27.500 appartamenti entro il 2014, così da risolvere l’emergenza abitativa che da anni attanaglia circa 40 mila famiglie della Capitale.
Poi Tortosa, illustrando i suoi dubbi sulla costruzione di nuove abitazioni, osserva: “Il sindaco deve farci capire cosa ha veramente intenzione di fare. Considerato che c’è un debito ingente con gli istituti bancari allora mi chiedo: i soldi guadagnati da questa cessione delle case popolari verranno davvero reinvestiti per nuovi alloggi oppure andranno a saldare i debiti con le banche?”.